Tre anni di matrimonio… e ogni notte suo marito dorme con sua madre. Una notte, lei lo segue… e scopre una verità che le toglie il fiato.
Giulia e Lorenzo sono sposati da tre anni. Agli occhi di tutti, sembrano una coppia perfetta. Lorenzo è gentile, laborioso e premuroso. Ma cè qualcosa che inquieta profondamente Giulia: una strana abitudine di suo marito.
Ogni notte, verso mezzanotte o luna, Lorenzo si alza con attenzione. Si libera piano dallabbraccio di Giulia ed esce dalla camera. Va nella stanza della madre, la signora Grazia, che vive con loro. Ritorna solo allalba.
Il primo anno, Giulia ha cercato di capire.
Mia mamma soffre dinsonnia diceva Lorenzo. Ha bisogno di compagnia.
Ma col secondo anno, i dubbi crescono.
Sarà forse troppo legato a sua madre? Un vero mammone?
Arrivato il terzo anno, Giulia è divorata dalla gelosia e dalla sfiducia. Sente che Lorenzo ama sua madre più di lei. Come se tra loro ci fosse una terza persona.
Perché dormi là? gli chiede una notte. Sono tua moglie! Dovresti stare con me. Cosa fate lì tutta la notte? Parlate fino al mattino?
Giulia, ti prego, cerca di capire risponde Lorenzo, esausto, gli occhi cerchiati. Mamma è malata. Ha bisogno di me.
Malata? La vedo ogni mattina, sta bene. Mangia, guarda la TV… Mi sembra solo una scusa per non voler dormire con me!
Lorenzo non replica. Abbassa la testa e lascia la stanza in silenzio.
Accecata dalla rabbia e dal sospetto, Giulia prende una decisione: seguirlo. Deve sapere la verità.
Scocca la mezzanotte.
Come sempre, Lorenzo si alza piano. Pensa che Giulia dorma, ma lei è sveglia ad osservarlo nel buio.
Lui esce.
Giulia aspetta cinque minuti, poi lo segue, scalza per non fare rumore.
Si ferma davanti alla porta della signora Grazia, socchiusa.
Giulia sbircia.
È pronta a gridare. Pronta a rinfacciare tutto.
Ma ciò che vede le gela il cuore.
Nella stanza debolmente illuminata, la signora Grazia che di giorno appare calma e gentile è legata con delle sciarpe al letto. Si agita, sembra in preda al panico. Gli occhi spalancati, il corpo sudato, della schiuma agli angoli della bocca.
Via! Via da me! Non uccidete mio figlio! grida rauca, flebile.
Lorenzo la tiene con forza per evitarle di farsi male. Le braccia segnate da morsi, graffi, lividi.
Shhh… mamma, ci sono io. Sono Lorenzo. Va tutto bene mormora mentre le accarezza la schiena.
No! Non sei Lorenzo! Lorenzo è morto! Lhanno ucciso! urla, affondando i denti nella spalla del figlio.
Lorenzo stringe gli occhi dal dolore, ma non la lascia. Non si arrabbia.
Giulia vede le lacrime scorrere sul volto del marito mentre sopporta la sofferenza provocata dalla propria madre.
Dopo qualche minuto, la signora Grazia vomita sulla maglietta di Lorenzo. Lodore acre arriva fin fuori. Ma invece di scostarsi, Lorenzo prende uno straccio e le pulisce con cura il viso… poi si cambia. Infine, cambia il pannolone alla madre.
Giulia trema, si regge allo stipite della porta.
Passata quasi unora, la signora Grazia si calma. Si affaccia un attimo di lucidità.
L-Lorenzo? chiede con voce stanca.
Sì, mamma. Sono io.
Lei gli tocca la faccia e vede le ferite.
Figlio mio… ti ho fatto del male di nuovo? Perdonami… non volevo… piange. Vai da Giulia. Poverina, la stai trascurando.
Lorenzo scuote la testa mentre la sistema.
No, mamma. Resto qui. Non voglio che Giulia ti veda in queste condizioni. Non voglio che si spaventi o che debba ripulire tutto questo. Sono tuo figlio, è mio compito portare questo peso. Lasciala riposare.
Ma figlio… sei sfinito…
Ce la faccio, mamma. Vi amo entrambe. Vi proteggerò tutte e due. Giulia di giorno… e te di notte.
Lì, Giulia crolla.
Apre la porta, entra.
Giulia? Lorenzo sobbalza e cerca di coprire le macchie. Che ci fai qui? Torna di là… qui laria è irrespirabile…
Giulia non risponde. Gli si avvicina, si inginocchia e lo abbraccia in vita, scoppiando a piangere.
Scusa… singhiozza. Scusami, Lorenzo… ho pensato male di te… e invece tu ti stavi caricando tutto da solo…
Giulia guarda la signora Grazia, che la osserva adesso con imbarazzo.
Mamma… dice Giulia, prendendole la mano. Perché non me lavete detto? Lei ha la demenza e il sundowning, vero? (quella sindrome che peggiora di notte).
Non volevamo disturbarti, figlia risponde lanziana. Sappiamo che lavori tanto. Non volevo essere un peso.
Non lo è afferma Giulia con decisione.
Si alza, prende acqua calda e una salvietta. Pulisce lei stessa le braccia di Lorenzo e il viso della suocera.
Lorenzo dice mentre lo lava. Tre anni che porti tutto questo da solo. Da oggi in poi, saremo in due. Sono tua moglie. Nel bene e nel male… e questo significa anche prendersi cura di mamma.
Ma Giulia…
Niente ma. Ci alterneremo, oppure cercheremo una badante. Ma non dovrai mai più affrontare tutto solo.
Lorenzo la stringe forte. Per la prima volta da anni, sente sollievo. Il peso che portava da tanto troppo tempo si fa più leggero.
Da allora, la condizione della signora Grazia non è più segreta. Affrontano insieme le notti e i giorni. E Giulia capisce che lamore non si misura solo nei bei momenti, ma nella capacità di stare affianco quando la vita mostra il suo lato più duro.
Non ci sono più gelosie.
Solo rispetto… e un amore ancora più profondo per un uomo capace di sacrificare il proprio riposo e sopportare il dolore, pur di proteggere le donne che ama.




