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Ох, і сліз того вечора пролила Карина у своїй спальні, так хотілось з кимось поговорити… Та з ким? З чоловіком, який не цікавився нею останні роки? Так і провела всю ніч наодинці з собою, слізьми та алкоголем.
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«Ridi… finché puoi»
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Per vent’anni ho cercato persone scomparse nei boschi riportandole a casa. Ma quando ho trovato nelle foreste dell’Appennino la figlia quattordicenne di un potente politico, per la prima volta nella mia vita ho detto alla radio:
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Rifugio Misterioso: il caffè dove nasce la speranza
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Коли батьки Сергія приїхали, вони були в дірявих шкарпетках. Батько навіть приніс загорнуті в газети подарунки, від чого хлопець відчув, що все розвалюється.
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Altro che magia! Il Capodanno si avvicinava con l’impeto di un treno in corsa — e a Elena mancava il respiro, come chi sta su un binario senza biglietto, senza speranze e senza briciole di felicità, né tantomeno quell’atmosfera festosa che tutti aspettano. E perché mai aveva invitato ospiti? Chi avrebbe mai voglia di accogliere il nuovo anno con una sfigata? *** La mattina del 31 dicembre cominciò con una catastrofe casalinga: dopo dieci anni di onorata carriera, la lavatrice decise di andare in pensione allagando il bagno. Trovare un idraulico alla vigilia di Capodanno fu un’impresa. Elena ce la fece comunque, sprecando tempo e nervi, sperando che le sfortune fossero finite lì. Ma… Quel pomeriggio il gatto rosso Basilio, autoproclamato buongustaio, si mangiò tutta la mortadella pronta per l’insalata russa, lasciando alla padrona solo piselli tristi e cetriolini sott’aceto. Non pago, il delinquente attaccò anche una cinciallegra che si era posata sul davanzale aperto… Un enorme ficus crollò dal davanzale, tirandosi dietro l’albero di Natale e spegnendo per sempre la vecchia, amata catena luminosa. https://clck.ru/3R634b Cocci di vaso e palline di Natale — che Elena conservava dall’infanzia — si mescolarono alla terra… A fatica tratteneva le lacrime, sistemando quel campo di battaglia. Poi un fiasco rotto, pollo bruciato e, alla fine, la goccia che fece traboccare il vaso: a ospiti ormai quasi arrivati, Elena si accorse inorridita di non aver comprato il panettone. In panico, chiamò la sorella. – Katia, è una tragedia! Niente panettone! – Tranquilla! – rispose una voce allegra, – sono appena arrivata sotto casa, scendi! Lo rimediamo in un attimo. – Ma dove sei? – Davanti al portone, te l’ho detto! Scese di corsa e trovò, accanto all’auto di Katia, la sua migliore amica Maria con un sacco gigante e la zia Giulia — con una ciotola di insalata di nervetti. – La s’alata in gelatina… e in quantità industriale? – sgranò gli occhi Elena. – Non si sa mai! – tuonò solenne la zia, da sempre prodiga di consigli non richiesti – vi conosco, altro che cucina italiana tradizionale! Abbiamo tutta la notte! C’è almeno l’insalata russa? Elena alzò le spalle amareggiata… Mentre le ragazze andavano in cerca del dolce, Maria appese il serpentone di stelle filanti — e Basilio, infaticabile, si attorcigliò come una creatura extraterrestre. A liberarlo pensò il marito di Katia, Igor, appena tornato dal lavoro, giusto in tempo. Basilio si lasciò prendere, ma appena vide Elena, le corse incontro con slancio, lasciando a Igor sulla mano un ricordo… sanguinolento. Pronta la disinfestazione, Igor si offrì di aiutare in cucina. Il suo contributo? “L’insalata è uno stato d’animo, non una ricetta”, filosofava; a Katia e Elena bastava. – Ma cos’è questa scatola? – gridò da un’altra stanza Maria – C’è scritto Buon Anno! Oh, ci sta anche una nota: “Da aprire solo a mezzanotte. Nonna Valeria”. Elena arrivò di corsa: – Oddio, l’avevo dimenticata! Katia, era della nonna! Prima di partire disse di aprirla a Capodanno, verso le due. Prometteva sorpresa. https://clck.ru/3R62hu – Chissà che c’è? – Katia guardava incuriosita – Dai, apriamola adesso! Ma Elena scosse la testa: – Sei matta? Poi ci controlla a distanza! E se ha messo qualche trucco o lucchetto segreto? Facciamo come ha detto la nonna. Pazienta! L’attesa crebbe. Anche zia Giulia si sedette vicina, occhi puntati sulla misteriosa scatola. *** Poi ascoltarono il Presidente, brindarono con spumante, si godettero “l’insalata del gatto”, risero, litigarono e finalmente… – Sono le due? – chiese Elena – Allora è il momento! – Solenne, sollevò la scatola, – Sorpresa di nonna Valeria! A Igor, unico uomo, toccò l’onore dell’apertura. Girò qualcosa, tolse il coperchio. Dentro, sopra l’ovatta, non c’erano soldi né vecchie foto, ma decine di piccoli biglietti arrotolati e legati con nastrini colorati. Ogni biglietto con un nome. – Ma che sono? – Igor non capiva. Elena aprì il suo: c’era scritto “Elena”, lesse ad alta voce: – Elena, tesoro mio. Di nuovo qualcosa è andato storto? Lavatrice rotta? Il gatto ha mangiato l’insalata? Non è grave! Ogni problema è solo la scusa per ordinare una pizza e accendere la tua serie preferita. Il pandoro lo compri domani. L’importante è avere intorno chi aiuta a finirlo. Ti voglio bene fino alla luna e ritorno. Nonna Valeria. Un secondo di silenzio, poi scoppiarono tutti a ridere. Elena rise fino alle lacrime. – Come ha fatto… come ha saputo? – È magia, – sussurrò zia Giulia. – Dai, la mia ora! – Katia allungò la mano. Aprì: – Katia, cara. Lascia stare i litigi con Igor per le sciocchezze. Abbraccialo, che è un bravo marito, anche se parla troppo. E se inizia di nuovo, bacialo: è l’arma migliore contro la logica maschile. Un bacio a tutti e due. Igor si fece rosso come un peperone e baciò Katia tra gli applausi. Maria, a sua volta: – Maria, bellezza. Cerca l’amore in biblioteca, o al supermercato sotto casa. La gente giusta non indossa pantaloni super attillati! E basta tingerti i capelli di viola — stai benissimo al naturale! – Ma come fa a saperlo? Appena ieri ho cambiato colore! – sussultò Maria. Infine, fu il turno di zia Giulia. Lesse con cura, come un segreto militare. – Giulia, tesoro. Sei la più saggia, aggiornata su tutto. Ma c’è un segreto: gentilezza e buoni consigli vanno bene, ma a volte basta tacere e prendersi una fetta di panettone. Ti abbraccio forte. Il volto di Giulia si fece paonazzo. Mormorò qualcosa, prese una fetta di panettone e per la prima volta dopo anni non consigliò nulla a nessuno. https://clck.ru/3R636x Risate e chiacchiere durarono fino a mattina. Le ragazze chiamarono la nonna Valeria in videochiamata — lei, seduta in poltrona in un’altra città, sorrise: “Carissimi! Sono così felice che vi sia piaciuta la sorpresa. Altro che magia! Vi conosco semplicemente bene. E vi voglio un mondo di bene!” La mattina dopo, sistemando tutto, Elena raccolse i biglietti in un barattolo e lo mise ben in vista. Non erano solo auguri: era la ricetta per la felicità della nonna. Non temere il caos, ride delle sfortune, apprezza chi hai accanto, e mangia ciò che vuoi — senza esagerare! Soprattutto, ricorda: il regalo più bello è sapere che da qualche parte c’è qualcuno che ti ama e ti capisce. Sempre.
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