Skip to content
Search for:
Блискавка
Батьки
Дiти
Рецепти
Стосунки
Disclaimer
Home
Nothing found
It seems we can’t find what you’re looking for. Perhaps searching can help.
Search for:
You may also like
Un amore imprevisto: la verità svelata
0
418
Un appartamento senza suocera: Scappare dall’incubo di un trilocale condiviso
0
274
LA SCIÓCCA Tutti consideravano Anna una sciocca. Viveva col marito da quindici anni e avevano due figli: Alice di quattordici anni e Sergio di sette. Il marito la tradiva quasi apertamente. La prima volta l’aveva tradita il secondo giorno di nozze, con la cameriera. E poi era impossibile contarle tutte. Le amiche cercavano di aprirle gli occhi, ma lei sorrideva sempre in silenzio. Anna lavorava come contabile in una fabbrica di giocattoli per bambini. Lo stipendio, a sentir lei, era minuscolo, ma il lavoro sembrava non finire mai. Doveva lavorare anche nei fine settimana, e durante i bilanci trimestrali e annuali, spesso nemmeno tornava a casa la notte. Il marito invece guadagnava molto bene. Ma come donna di casa, Anna pareva tutt’altro che capace. Non bastavano mai i soldi per la spesa, il frigo era sempre vuoto, e al massimo riusciva a preparare un po’ di minestra o delle polpette con la pasta. E così andavano avanti. Tutti si stupivano quando vedevano Valerio già con una nuova fiamma. E poi rientrava spesso a casa “secco come un osso”. — Che sciocca che è Anna, perché mai sopporta un tipo così? Il giorno in cui Sergio compì dieci anni, il marito tornò a casa e annunciò che voleva il divorzio. Si era innamorato e quella famiglia non gli bastava più. — Anna non prendertela, ma chiederò il divorzio. Sei fredda come un pesce. Almeno fossi una brava donna di casa… ma non lo sei nemmeno quello. — Va bene, sono d’accordo per il divorzio. Valerio quasi cadde dalla sedia, si aspettava una scenata, urla, fiumi di lacrime. Ma una calma simile non se l’aspettava. — Benissimo, allora prepara le tue cose, non ti disturberò. Domani torno, lascia pure le chiavi sotto lo zerbino. Anna guardò il marito in silenzio e col sorriso, in modo quasi sospetto. Strano tutto ciò, pensò Valerio, ma poi si dimenticò subito, sognando la sua nuova vita senza figli e una moglie logorante. Il giorno dopo tornò a casa con la sua nuova fiamma. Cercò sotto lo zerbino, niente chiavi. Piccolo fastidio. — Pazienza, cambio la serratura – decise. Provò ad aprire con le vecchie chiavi, nulla da fare. Suonò il campanello. Aprì la porta un uomo gigantesco, in ciabatte e accappatoio. — Che vuoi, amico? — Questa è casa mia! Rispose Valerio poco convinto. — Posso anche discuterne, hai i documenti? Mostrameli pure. Naturalmente non aveva i documenti della casa e non lo lasciarono entrare. All’improvviso ricordò: sul passaporto c’è la residenza! Iniziò a cercarlo freneticamente e finalmente lo trovò. — Ecco qui, passaporto e residenza. L’uomo in accappatoio lo prese svogliato, lo sfogliò, sorrise di traverso e glielo restituì. — Quand’è l’ultima volta che hai aperto questo libretto? Intuendo un guaio, Valerio lo aprì sulla pagina delle residenze. Due timbri: uno di residenza, uno di cancellazione, datato due anni prima. Com’era possibile? Non volle discutere con quell’armadio. Provò a chiamare la moglie, ma era irraggiungibile. Decise di aspettarla davanti alla fabbrica. Ma anche lì, delusione: Anna non lavorava più lì da un anno. La figlia era all’estero a studiare e pensò che almeno il figlio dovesse essere a scuola. Ma anche lì una brutta sorpresa: Sergio era stato trasferito l’anno prima in un’altra scuola, lui non lo sapeva e nessuno poteva dargli informazioni. Completamente devastato si sedette sulla panchina, la testa tra le mani. Com’era potuto succedere? Lei, così placida e insignificante, l’aveva fregato così. Come aveva potuto vendere casa? “Risolverò tutto in tribunale”, pensò. Il divorzio sarebbe stato fra una settimana. Arrivò il giorno e Valerio, furioso, era deciso a smascherare la truffatrice e riprendersi tutto. E lì tutto si chiarì: aveva dimenticato di aver firmato una procura generale alla moglie. Due anni prima aveva conosciuto Elisa, una donna magnifica, e si era dimenticato di tutto il resto. Proprio allora la moglie lo aveva pressato per firme e documenti che servivano alla figlia per l’università, e su consiglio di un avvocato le aveva dato la procura generale. Così si era tolto tutto da solo: si ritrovò per strada, e cosa peggiore, quando Elisa seppe che non aveva più una casa, sparì nel nulla. “Pazienza, mi chiederà il mantenimento, ma questa almeno gliela farò pagare.” Nemmeno qui però trovò soddisfazione: invece di una citazione per il mantenimento ricevette una per contestazione della paternità. Scoprì che entrambi i figli di Anna erano di un altro uomo. Il giorno del matrimonio, Anna aveva visto il marito tradirla con la cameriera. Fu come un cortocircuito nella sua testa, nemmeno lei capì come e perché, ma decise di vendicarsi e inventò un piano insolito. Prima la vendetta con lo stesso metodo, poi cominciò a mettere da parte tutti i soldi che il marito le dava per la casa. A casa c’era sempre poco o nulla, ma i figli erano vestiti, nutriti e curati dalla nonna. La madre cercava di fermarla, ma Anna era determinata. E così, dopo aver fatto anche l’analisi del DNA, benché sapesse già chi era il vero padre dei suoi figli, aveva ottenuto giustizia. Fu un colpo al cuore per Valerio: più ancora della casa, la scoperta di non essere padre lo distrusse. Diffidate delle donne ferite: nella loro rabbia sono capaci di tutto.
0
176
Il Nobile Traditore: Storia di un’Illusione
0
104
Одного разу доля звела Наталю віч-на-віч зі старенькою циганкою біля лікарні. Ця зустріч залишила незабутнє враження, а слова циганки про те, що не можна цуратися бідних, відлунювали у свідомості Наталії. Пізніше, під час подорожі потягом, вона зустріла, здавалося б, занедбаного і бідного чоловіка на ім’я Богдан. Ця зустріч змінила все
0
659
Якось Софії стало недобре. Вона подумала, що щось не те з’їла. Втім наступного дня усе знову повторилося
0
9.5k.
Fiul a vrut să o readucă pe mama sa la azil. A aruncat o privire în cutie înainte de a pleca și a rămas șocat.
0
610
Quando ho ritrovato la mia vita, mia figlia mi ha chiamata pazza e mi ha negato di vedere mia nipote
0
35