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— Ecco fatto! — esclamò Sandro. — Tutto giusto! L’ultima parola deve sempre spettare all’uomo Quella mattina, a casa degli Efimenco, arrivò dalla città il nipote adulto, quello di cui non molto tempo fa avevano festeggiato il matrimonio. Sandro era passato a prendere le patate, come ogni anno: aiutava sempre i suoi cari nonni a piantarle e a raccoglierle. — Allora, Sandro, racconta: come va la vita con la tua Svetlana? — chiese subito la nonna, indaffarata vicino al forno. — Eh… va così così, nonna… — rispose svogliatamente il nipote. — Un po’ così, un po’ cosà… — Aspetta un attimo, — intervenne il nonno Giovanni, tutto orecchi. — Che significa così così? Avete già iniziato a litigare? — No, per ora non litighiamo. Stiamo solo cercando di capire chi comanda in casa, — ammise il nipote. — Eh, — sospirò la nonna con una risatina, — che cosa c’è da capire? Dovrebbe essere ovvio. — Ovvio, — rise anche il nonno. — È la moglie che è sempre stata e sarà la padrona di casa. — Ma va… — ribatté la nonna dal forno. — Nonno, ma dici sul serio? — Il nipote lo guardò stupito. — O stai scherzando? — Nient’affatto, — rispose secco il nonno Giovanni. — Se non mi credi, chiedilo pure alla nonna. Dai, Caterina, dillo pure: chi prende sempre l’ultima decisione qui in casa? — Smettila di dire sciocchezze, — replicò lei affettuosamente. — No, dai, dimmelo, — insistette Giovanni. — Chi prende davvero le decisioni finali, tu o io? — Beh, io… — Come sarebbe a dire? — non ci credeva il nipote. — Io ho sempre pensato che il capo in casa dovesse essere l’uomo. — Macché, Sandro, — rise di nuovo il nonno. — In una vera famiglia le cose non vanno mai così come pensi tu. Adesso ti racconto un paio di storie e poi capirai. Storia — Ecco che inizia… — borbottò la nonna. — Adesso racconterà del motociclo. — Che motociclo? — si incuriosì il nipote. — Quello che arrugginisce in garage, — confermò il nonno. — Avrà cent’anni ormai. Vuoi sapere come mi ha convinto la nonna a comprarlo? — La nonna? Ti ha convinto lei? — Proprio lei. Mi ha persino dato i suoi risparmi. Ma prima c’è stata un’altra storia. Una volta avevo messo via abbastanza soldi per un motociclo col sidecar. Ho detto a Caterina, la tua nonna: voglio comprarlo, così trasporto più facilmente le patate dall’orto. Una volta ci assegnavano dei terreni apposta per le patate. Tua nonna si è impuntata: diceva meglio un televisore a colori, che al tempo era costosissimo. Le patate, diceva, le hai sempre portate in bici, puoi continuare così. Il sacco sulla bici, e via. Ok, le ho detto, hai sempre tu l’ultima parola. Abbiamo comprato il televisore. — E il motociclo? — chiese il nipote. — Alla fine abbiamo preso anche quello… — sospirò la nonna. — Ma solo dopo che il nonno si fece male alla schiena, così toccò a me portare avanti tutte le patate da sola. E quando quell’autunno avemmo un po’ di soldi in più, — continuò il nonno, — io volevo rifare la stanza da bagno, la vecchia faceva acqua da tutte le parti. Tua nonna invece: mobili nuovi, così almeno facciamo bella figura. Va bene, le ho detto, decidi tu. Abbiamo preso i mobili. — Peccato che la stanza da bagno crollò quella primavera, — finì la nonna. — Era nevicato tanto e il tetto non ha retto… Da quel giorno ho deciso che si fa come dice Giovanni. — Ecco! — esclamò Sandro. — Allora è giusto: l’ultima parola deve essere dell’uomo. — Ma no, non hai capito, — rise il nonno. — Prima di fare qualsiasi cosa, io vado da tua nonna e le chiedo: ti va bene? E se è sì, si fa, se è no, niente. — Così, da allora, le dico sempre: fai come pensi tu. — Quindi, Sandro, ricorda: in casa l’ultima parola spetta sempre alla moglie, — tirò le somme il nonno. — Capito? Sandro ci pensò su, poi scoppiò a ridere. E dopo un po’, gli si illuminò il volto. — Ora ho capito, nonno. Quando torno a casa lo dico a Sveta: “Va bene, andiamo in vacanza in Turchia come vuoi tu. E la macchina, per ora, resterà dal meccanico. Se si rompe davvero, pazienza, ce ne andremo al lavoro in autobus tutta la stagione. Basta alzarsi un’oretta prima, che sarà mai…” È giusto così, nonno? — Perfettamente giusto, — annuì Giovanni sorridendo. — Vedrai che con il tempo troverete il vostro equilibrio. La moglie deve sempre essere la regina in casa. E così, per il marito, la vita è molto più tranquilla. Ne so qualcosa io…
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