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Ma perché gli servissero tutti quei soldi, era un mistero. – Non posso spiegarti adesso, ma te li restituisco, davvero, solo che un po’ alla volta… – Daniele si fece piccolo piccolo. – Sai che io vivo di pensione – Lilia era in dubbio – Quanti soldi ti servono? – Centomila euro. – E perché non ne parli con i tuoi genitori? – domandò Lilia, già sapendo la risposta. Suo genero, il papà di Daniele, era severo, convinto che i figli si dovessero sbrigare da soli e non infilarsi in situazioni troppo grandi per loro. – Non li darebbero mai – confermò Daniele. E se fosse successo qualcosa di brutto? Se i soldi glieli dava poteva peggiorare, ma forse, se non li avesse dati, Daniele avrebbe avuto guai ancora più seri… – Nonna, non pensare male, non c’è niente di losco – Daniele la rassicurò – Te li restituisco tra tre mesi, te lo giuro! Non ti fidi di me? Forse era giusto dare una mano. Anche se poi non li avesse restituiti. C’è bisogno che almeno una persona nel mondo creda in lui. Che non perda la fiducia negli altri. Quei soldi li aveva messi da parte per le emergenze, e magari questa era proprio un’emergenza. Daniele s’era rivolto a lei. Era troppo presto per pensare al suo funerale, e in ogni caso a quello ci avrebbero pensato altri, meglio preoccuparsi dei vivi — dei propri cari! Si dice che chi presta soldi, dovrebbe dir loro addio. I giovani oggi sono così imprevedibili, chi li capisce? Ma d’altra parte Daniele non l’aveva mai ingannata! – Va bene, te li do. Per tre mesi, come chiedi. Ma non sarebbe meglio se i tuoi genitori lo sapessero? – Nonna, tu lo sai quanto ti voglio bene. Ho sempre mantenuto la parola data. Ma se proprio non puoi, proverò a fare un prestito in banca, visto che lavoro ormai. La mattina dopo, Lilia andò alla banca, ritirò la somma e la diede a Daniele. Daniele si illuminò, la baciò e la ringraziò: – Grazie nonna, sei la persona più cara che ho. Te li restituisco – e sparì in fretta. Lilia tornò a casa, si fece un tè e iniziò a pensare a tutte le volte nella vita in cui aveva avuto urgente bisogno di soldi, e c’era sempre qualcuno che l’aveva aiutata. Oggi però i tempi sono cambiati, ognuno pensa solo a sé… che tempi difficili! Dopo una settimana, Daniele tornò da lei tutto sorridente: – Nonna, tieni, ti riporto una parte, ho ricevuto l’anticipo. Posso venire domani a trovarti, ma non da solo? – Certo caro, vieni pure, ti preparo la tua torta preferita con i semi di papavero – rispose Lilia con un sorriso, contenta di rivederlo. Forse finalmente avrebbe scoperto cosa stava succedendo. Le premeva sapere che Daniele stesse bene. La sera, Daniele arrivò con una ragazza magrolina al suo fianco: – Nonna, ti presento Elisa. Elisa, questa è mia nonna Lilia, la mia preferita. Elisa sorrise timidamente: – Buonasera signora Lilia, la ringrazio di cuore! – Accomodatevi, ragazzi, è un piacere conoscervi – Lilia tirò un sospiro di sollievo. Elisa le piacque all’istante. Tutti si sedettero a mangiare la torta e bere il tè. – Nonna, prima non potevo spiegarti. Elisa era molto tesa, la sua mamma ha avuto problemi di salute improvvisi. Nessun altro poteva aiutare. Elisa è un po’ scaramantica, mi aveva chiesto di non dire niente sul perché servissero i soldi. Ma adesso è tutto risolto, la mamma di Elisa è stata operata, la prognosi è favorevole – Daniele strinse la mano di Elisa, che lo guardò con gratitudine. – Grazie, è stata davvero gentilissima. Non so come ringraziarla… – Elisa si voltò per nascondere le lacrime. – Dai, Elisina, non piangere più, è finita – disse Daniele alzandosi – Nonna, ora accompagno Elisa, è tardi. – Andate, ragazzi. Buonanotte e che vada tutto bene – Lilia li benedisse sulla porta. Il nipote era cresciuto. Un bravo ragazzo. Aveva fatto bene a fidarsi. Non si trattava solo di soldi: era diventato più vicino a suo nipote. Dopo due mesi Daniele restituì tutto e raccontò: – Sai, il medico ha detto che hanno fatto in tempo. Se allora non ci fossi stata tu ad aiutare, sarebbe potuta finire molto male. Grazie nonna. Ora so che nella vita si trova sempre qualcuno che tende una mano nei momenti difficili. Per te farò tutto, sei la migliore nonna del mondo! Lilia gli diede una carezza tra i capelli, come da bambino: – Vai, caro, torna presto, magari vieni con Elisa, mi farebbe piacere! – Ma certo, nonna! – Daniele la abbracciò. Quando Lilia chiuse la porta, si ricordò di come le diceva sua nonna: “Ai tuoi devi sempre dare una mano. Così si è sempre fatto qui da noi. Se sei aperta con gli altri, anche i tuoi non ti gireranno le spalle! Non dimenticartelo mai.”
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