28 anni di matrimonio finiti in un attimo – tutto cambiò dopo un messaggio dall’amante di suo marito

Tutto è cambiato in un lampo. Quel giorno stavamo festeggiando in famiglia io, mio marito e nostra figlia stavamo celebrando il compleanno di suo padre. Una cosa semplice, solo noi quattro, ma allegra. Il festeggiato era di ottimo umore, spiritoso come al solito, e non perdeva occasione per raccontare improbabili episodi della sua infanzia a Milano. Dopo pranzo, io e la nostra figlia, Bianca si sa che le donne sanno organizzarsi abbiamo deciso di accompagnare il nonno a casa. Mio marito, Francesco, per via della gamba che gli dà fastidio (e diciamolo, anche per colpa dei bicchieri di vino in più), era meglio che restasse sul divano. Sapevo che, una volta rientrate, lavremmo trovato addormentato come un ghiro. Non mi sbagliavo. Lho trovato con la testa ciondolante sul tavolo e il portatile ancora acceso davanti, come se stesse per scrivere la Divina Commedia 2.0.
Bianca si è chiusa nella sua camera, mentre io, da brava milanese, pensavo solo al caffè. Già pregustavo il profumo della moka quando ho notato il computer ancora acceso. Francesco era rimasto loggato su Facebook. Forse voleva cancellare qualche messaggio, ma deve essersi arreso per stanchezza o per colpa di quel Barbera di troppo. Mi sono avvicinata per curiosità non si dovrebbe, lo so, ma siamo tutti umani e ho letto: Ti amo. Sono rimasta di sasso. Lo aveva scritto a una sua vecchia amica, una certa Giuliana, che da ventanni non vedevamo neanche al mercatino di Porta Genova. Ho fatto ritorno sul divano con le gambe molli come gnocchi troppo cotti.
Le parole di mio padre mi sono subito risuonate in testa. Papà non ha mai avuto simpatia per Francesco, temendo che mi avrebbe fatto soffrire. Ventotto anni gli ho dato torto. Ne abbiamo passate di ogni: lho accudito quando si è ammalato, sono stata al suo fianco quando il direttore della banca gli ha consigliato la pensione anticipata (e non era proprio una proposta gentile, diciamolo). Lui viveva per il lavoro, il licenziamento lo aveva gettato a terra. Ma insieme ci siamo rialzati. Ha trovato un nuovo impiego, mi ha sempre ringraziato grazie Amalia, senza di te sarei perduto e invece, alla fine, mi mentiva.
Mi sono fatta coraggio e sono andata da Bianca. Lei stava leggendo I Promessi Sposi per lennesima volta (Mamma, è la versione meme!). Appena mi ha vista in lacrime, ha capito che non era lennesima discussione sulla raccolta differenziata. Le ho raccontato tutto, e lei, scattante come una gatta affamata davanti a una scatoletta di tonno, è corsa in salotto da suo padre. Ha cancellato i messaggi, ma prima ha fatto le foto a tutto, come una vera 007 del Duomo.
Leggere quella corrispondenza damore tra mio marito e unaltra donna era una tortura roba che nemmeno nei drammi di Verga. Sembrava fosse iniziata tutto un mese fa, proprio dopo che Francesco aveva iniziato il nuovo lavoro. Intanto Bianca già digitava messaggi alla rivale: Se lo ami davvero, prenditelo pure noi lo regaliamo con tanto di suoneria polifonica. Poi ha allegato pure la foto della chat e puff, la donna è sparita da Facebook più velocemente di un turista alla vista del conto salato a Venezia. Bianca ha inviato le schermate anche a Francesco, scrivendo: Fai luomo, almeno adesso, e vattene. Poi si è avvicinata, mi ha stretta forte e mi ha sussurrato: Mamma, sei forte e ce la farai. Io non ti abbandonerò mai.
Restava solo da aspettare che quelluomo si degnasse di svegliarsi. Avevo il cuore in centrifuga, non sapevo che aspettarmi. Mentre io e Bianca ci guardavamo senza parole, è squillato il suo cellulare (ovviamente era Giuliana, chi sennò?): lui, pensando che non fossimo ancora rientrate genio della strategia ha risposto. Conversazione breve. Lho sentito passo pesante sistemarsi, cambiarsi. Quando ci è passato davanti, mi sono girata verso la finestra. Bianca gli ha fatto ciao con un sorriso zuccheroso, tutto pepe. Lho rivisto solo unultima volta, quando è tornato a prendere le sue cose.
Non andrò mai a capo di come una famiglia possa svanire così, come il fumo della pizza che aspetti troppo a infornare. Come si può fidarsi ancora di un uomo dopo tutto questo? Ventotto anni insieme, gesti, parole, promesse E alla fine? Divorzio. E una moka che mi fa compagnia nella nuova vita.

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