Mi sono divorziato in vecchiaia in cerca di compagnia, ma una risposta inaspettata ha cambiato la mia vita.
Divorziare a sessantotto anni non è stato un gesto romantico né una crisi di mezza età. È stato ammettere a me stesso di aver perso. Che, dopo quarantanni di matrimonio con una donna con cui ho condiviso non solo il quotidiano, ma anche i silenzi, gli sguardi vuoti a cena e tutto ciò che non è mai stato detto ad alta voce, non ero stato luomo che avrei dovuto essere. Mi chiamo Antonio, sono di Firenze, e la mia storia è iniziata nella solitudine per finire con una rivelazione che non mi aspettavo.
Con Maria, ho vissuto quasi unintera vita. Ci siamo sposati a ventanni, ai tempi del boom economico. Allora, cera lamore. Baci sulle panchine del giardino, chiacchiere fino a tardi, sogni condivisi. Poi, tutto si è sfaldato. Prima sono arrivati i figli, poi i debiti, il lavoro, la stanchezza, la routine Le conversazioni si sono trasformate in biglietti lasciati in cucina: Hai pagato la luce?, Dovè la bolletta?, È finito il sale.
La mattina, la guardavo e non vedevo più mia moglie, ma una vicina stanca. E senza dubbio, per lei io ero lo stesso. Non vivevamo insiemevivvamo uno accanto allaltro. Io, uomo testardo e orgoglioso, un giorno mi sono detto: Hai diritto a di più. A una seconda possibilità. Almeno a una boccata daria fresca. E ho chiesto il divorzio.
Maria non ha opposto resistenza. Si è solo seduta, ha guardato fuori dalla finestra e ha detto:
Va bene. Fa come credi. Non ho più la forza di lottare.
Sono andato via di casa. Allinizio, mi sono sentito libero, come se mi fossi tolto un peso enorme dalle spalle. Ho cominciato a dormire dallaltro lato del letto, ho adottato un gatto, ho preso labitudine di bere il caffè in terrazza allalba. Ma poco dopo, è arrivato un altro sentimentoil vuoto. La casa era troppo silenziosa. Il cibo, senza sapore. La vita, troppo prevedibile.
Fu allora che mi venne unidea che sembrava geniale: trovare una donna che mi aiutasse. Qualcuna come faceva Marialavare, cucinare, pulire, chiacchierare. Sì, preferibilmente più giovane, sui cinquantanni, esperta, gentile, semplice. Magari una vedova. Non avevo molte pretese. Arrivai a pensare: Dopotutto, non sono una cattiva compagniami prendo cura di me, ho una casa, una pensione decente. Perché no?
Iniziai a cercare. Parlai con i vicini, lanciai qualche indiretto ai conoscenti. Poi, decisi di rischiarepubblicai un annuncio sul giornale locale. Breve e diretto: Uomo, 68 anni, cerca donna per convivenza e aiuto domestico. Buone condizioni, vitto e alloggio assicurati.
Fu quellannuncio a cambiarmi la vita. Perché, tre giorni dopo, ricevetti una risposta. Solo una. Ma una lettera che mi fece tremare le mani.
Caro Antonio,
Lei crede davvero che, negli anni 2020, una donna esista solo per lavare i calzini e friggere le cotolette? Non viviamo più nellOttocento.
Lei non cerca una compagna, qualcuno con unanima e dei desideri, ma una domestica gratuita, mascherata da storia damore.
Forse dovrebbe prima imparare a badare a se stesso, a prepararsi il pranzo e a sistemare la sua casa.
Cordiali saluti,
Una donna che non cerca un signorotto con uno straccio in mano.
Lessi la lettera cinque volte. Allinizio, ribollii di rabbia. Come si permette? Chi crede di essere? Io non volevo sfruttare nessuno! Desideravo solo un po di calore, una casa accogliente, un tocco femminile
Ma poi, cominciai a riflettere. Forse aveva ragione? Forse stavo davvero solo cercando la comodità a cui ero abituato. Forse speravo ancora che qualcuno arrivasse a rendermi la vita facile, invece di costruirmela da solo.
Iniziai dalle basi. Imparai a fare la minestra. Poi, a cucinare un brasato. Mi iscrissi a un canale YouTube chiamato Cucina come la Nonna, cominciai a fare la spesa con la lista e a stirare le mie camicie. Mi sentivo strano, goffo, persino ridicolo. Ma col tempo, capii che non era più un obbligo. Era la mia vita. La mia scelta.
Arrivai persino a incorniciare la lettera e ad appenderla in cucina. Un promemoria per me stesso: non cercare la salvezza negli altri senza prima uscire dal pozzo da solo.
Sono passati tre mesi. Vivo ancora da solo. Ma ora la mia casa profuma di cena. In terrazza ci sono fiori che ho piantato io. La domenica, preparo la torta allaranciala ricetta di Maria. E a volte, mi sorprendo a pensare: E se gliene portassi una fetta? Per la prima volta in quarantanni, ho capito cosa significa stare accanto a qualcuno non solo come marito, ma come persona.
E se qualcuno mi chiedesse se voglio risposarmi, direi di no. Ma se, per caso, una donna si sedesse accanto a me sulla panchina del giardino, non in cerca di un padrone, ma solo per chiacchierare, certamente le direi qualche parola. Solo che orasarò un altro uomo.






