Ma tu, forse, non conosci bene i ragazzi di oggi!
Ciao, Antonietta, ti vedo che lavori nellorto e ho pensato di venirti a salutare disse Concetta Marchetti, battendo il piede vicino al cancelletto.
Le due donne vivevano agli opposti del paese. Concetta e suo marito Vittorio abitavano vicino al fiume, mentre Antonietta Rossi più vicino al bosco.
Un tempo non si frequentavano molto, con tanti vicini attorno. Ma i nipoti dei vicini erano già grandi, e questestate i figli di Concetta volevano lasciarle i nipoti, Luca e Matteo, per un mese intero. Dicevano che i ragazzi erano stanchi della città.
Negli anni migliori, la famiglia di suo figlio poteva permettersi di viaggiare allestero. Ora le cose erano cambiate, e si erano ricordati che i nonni vivevano in campagna, vicino al fiume. Così avevano deciso di non limitarsi a un fine settimana, ma di lasciare i ragazzi per tutto il mese.
Solo che, mamma, non vanno molto daccordo tra loro aveva avvertito suo figlio Enrico. Matteo, a tredici anni, si crede già grande. E Luca non vuole sottomettersi a lui, litigano in continuazione!
Ma figurati, noi con i nostri nipoti non ce la faremo? Portali pure, sistemeremo tutto aveva risposto Concetta con sicurezza. Ma appena riagganciato, aveva cominciato a dubitare. I ragazzi di oggi non erano come una volta. A volte era difficile persino avvicinarli. Li avevano lasciati da piccoli, ma ora? E se non fosse stata allaltezza?
Vittorio, suo marito, era un uomo severo, non avrebbe tollerato disobbedienza. E litigi non ne volevano.
Così Concetta decise di chiedere aiuto ad Antonietta, che aveva nipoti più o meno della stessa età.
Ricordava bene che i ragazzi avevano bisogno di occupazioni, così avrebbero avuto meno problemi, se avessero fatto amicizia.
Entra, Concetta! la salutò Antonietta. Cosa ti porta da me?
I miei nipoti verranno a stare da noi un mese, e i tuoi non sono più o meno della loro età? Dovremmo farli conoscere, se diventano amici sarà meglio per tutti propose Concetta.
Ma tu, forse, non conosci bene i ragazzi di oggi! rise Antonietta. Non hai paura di tenerli così a lungo? I miei nipoti mi hanno fatto perdere la pazienza, e mio marito voleva rimandarli a casa. Ma se hai deciso, portali pure, li faremo conoscere. Che altro possiamo fare? Sono i nostri nipoti!
Arrivarono nel fine settimana Enrico e sua moglie Paola con i figli Matteo e Luca.
I ragazzi erano cresciuti, e si vedeva che erano felici di rivedere i nonni. A Concetta si sciolse il cuore.
E cosa le aveva raccontato Antonietta? Forse i suoi nipoti erano maleducati, ma i suoi erano così educati e gentili! E studiavano bene, niente di cui preoccuparsi.
Mamma, se hai bisogno, chiamaci, parlerò io con loro disse Enrico prima di partire. Ma Concetta scrollò la mano con sicurezza. Basta, figliolo, ti sembra che non sappiamo crescerli?
Quella sera, Matteo e Luca non riuscivano a calmarsi. Li misero a dormire nella stanza accanto, quella che un tempo era di Enrico.
Ma sembrava che il cambiamento li avesse agitati, e non riuscivano ad addormentarsi. Parlavano ad alta voce, e il loro trambusto disturbava anche Vittorio, che cominciò a innervosirsi.
E perché hai accettato, Concetta? Non gli serve stare in campagna, e invece eccoli qui!
La mattina dopo, però, i nipoti non volevano svegliarsi.
Era quasi ora di pranzo, e dormivano ancora!
Nonna, lasciami dormire ancora borbottò Matteo.
E Luca, il più piccolo, russava così profondamente che non sentì nemmeno la voce della nonna.
Ma quanto potete dormire?! sbottò Concetta.
Poi notò qualcosa per terra. Si avvicinò e, riconoscendolo, batté le mani per lo stupore.
Sul pavimento cerano i loro telefoni!
Allora, avete giocato fino a tardi? Ma non si può! Vi sequestro questi telefoni, ecco cosa!
Matteo saltò giù dal letto allistante.
Ridammelo, non è tuo! La mamma me lo permette!
E io la chiamo subito per sapere cosa ti permette! replicò Concetta. Matteo smise di cercare di riprendersi il telefono, fece il broncio e sbatté la porta, borbottando: Chiama pure!
Per due ore non uscirono dalla stanza, e Vittorio stava per andare a vedere cosa fosse quel boicottaggio già dal primo giorno. Ma alla fine uscirono, entrambi di malumore:
Non vogliamo la minestra, vogliamo le crocchette o i panini caldi.
Ah sì? La minestra non vi piace? Allora restate a digiuno! si infuriò Vittorio. E avete rifatto i letti? Vado a controllare subito! E questi sono i sacchetti delle patatine e le carte delle caramelle nel letto? E non avete pulito niente? Non vi meritate nemmeno la minestra, su, raccogliete la spazzatura e rifate i letti!
Non possiamo stare senza mangiare! Luca guardò il nonno torvo. Siete cattivi!
Vittorio stava per esplodere, ma Concetta intervenne. Va bene, vi mostro come si fa il letto, e domani lo fate da soli, daccordo? E i panini solo dopo la minestra, patto fatto?
Li vizzi troppo, bisogna essere più severi borbottò Vittorio. Che facce toste, e senza un briciolo di rispetto!
Matteo e Luca fecero amicizia con i nipoti di Antonietta.
Ma quello che combinavano in quattro!
Se giocavano nel cortile di Concetta, lei poi raccoglieva di nascosto da Vittorio rami e bastoni chissà da dove arrivati. Avevano rotto i fiori, correvano su e giù portando terra in casa, mangiavano lasciando briciole ovunque. Le sedie traballavano per le loro corse, e le porte sbattevano così forte che le tende quasi saltavano via.
Un disastro!
Ma che razza di ragazzi sono?! si indignò Vittorio. Mai più, non voglio che tornino, se non sanno comportarsi! Su, Matteo, vieni con me, mi aiuterai a riparare le bici per te e Luca. E la nonna e Luca prepareranno il pranzo, dobbiamo guadagnarcelo!
E tu lavorerai anche per il nonno? chiese stupito Matteo.
E tu cosa credevi? Mi hai mai visto oziare o dormire fino a mezzogiorno? Nella vita niente è gratis, tutto si guadagna, ecco come va! Guarda, il primo giorno avete già strappato pantaloni e magliette, per fortuna la nonna aveva ancora i vestiti di vostro padre. Correte con i suoi pantaloni, ma le cose non cadono dal cielo, bisogna sudarsele!
Tu però non brontolare troppo con loro, ricordati di come eri tu! lo avvertì Concetta. Non fare il santo, ti conosco bene!
Quando partirono, i nipoti erano felici e si lamentarono con i genitori:
Il nonno ci ha tormentato, non ci dava i telefoni e ci faceva lavorare!
Ma una settimana dopo, Enrico telefonò stupito.
Mamma, papà, come avete fatto? Luca ha imparato a pelare le patate e usare laspirapolvere! Matteo si lava le calze e parla con rispetto. E ora rifanno i letti da soli, hanno anche imparato a cucinare






