Un Giorno di Felicità: Matrimonio d’Amore
Una splendida mattina, il mio amico decise di sposarsi. Lo fece per amore, naturalmente. La sposa era bella, intelligente e indipendente. Lavorava come contabile in una grande azienda di Milano e guadagnava bene.
Luca, così si chiamava il mio amico, non voleva certo essere da meno. Accettava lavori extra e trascorreva intere giornate in ufficio per ripagare prima il mutuo del loro appartamento.
Lappartamento lo acquistarono subito. Unirono i loro risparmi, chiesero un prestito e ricevettero anche un aiuto dalla famiglia. Ristrutturarono tutto in stile moderno, con mobili eleganti e dettagli raffinati. Insomma, sembrava la vita perfetta.
Ma la felicità tardava ad arrivare. La moglie, Francesca, non riusciva a occuparsi delle faccende domestiche. O non sapeva lavare i pavimenti, spolverare o preparare la cena in tempo, o semplicemente non ne aveva voglia. Diceva di essere stanca dopo il lavoro e di arrivare troppo tardi. Daltronde, anche Luca tornava a casa esausto.
Così iniziarono le discussioni su chi facesse di più. I primi sei mesi trascorsero tra battaglie quotidiane, con vestiti sparsi per casa e pile di piatti da lavare. Nessuno dei due, però, confessava ai parenti il vero motivo delle liti. Si vergognavano troppo.
Un giorno, Luca andò a pescare con il suocero. Entrambi amavano quel passatempo e per questo andavano daccordo. Quella sera, seduti attorno al falò con un bicchiere di Chianti in mano, Luca si sfogò, chiedendo al suocero di non dire nulla, soprattutto alla suocera.
Luomo promise di mantenere il segreto, ma aggiunse che la loro casa non avrebbe mai avuto pace finché non avessero accolto un “protettore della casa”.
“Ho già qualcuno in mente,” disse il suocero. “Appena posso, lo porterò da voi.”
Luca pensò che fosse impazzito, ma tacque.
La settimana dopo, il suocero si presentò con un micino. Luca fu indignato. A che serviva? Avrebbe solo creato altro disordine! Ma luomo lo chiamò in terrazza, accese una sigaretta e gli ricordò del “protettore”. Disse che era arrivato insieme al gatto e che da quel momento tutto sarebbe migliorato. Lunica richiesta era di trattarlo con cura.
Luca si affezionò subito alla gattina. Piccola e dolce, lo seguiva ovunque, chiedendo coccole. Solo una volta dovette pulire un piccolo “incidente” sul pavimento, ma successe solo quella notte.
Il giorno dopo, tornando dal lavoro, trovò la casa impeccabile. Niente più vestiti in giro, e Francesca stava preparando una cena deliziosa!
Anche Luca si sentì ispirato e finalmente montò la mensa in bagno, come promesso da mesi.
Il giorno seguente, trovò la moglie che passava laspirapolvere. Decise di fare la sua parte: buttò la spazzatura e comprò il pane. Al ritorno, portò anche una bottiglia di Barolo. La cena fu quasi una festa. Non ricordavano lultima volta che avevano condiviso un momento così.
E così continuò per tutta la settimana. La gioia sembrava essere tornata in quella casa. La domenica sera, Francesca disse a Luca:
“Domani non devi venire a casa di giorno. Ho comprato la sabbietta e preparato un angolo per il gatto in bagno.”
“Per chi?”
“Per la tua gattina. So che sei tornato ogni giorno a pulire mentre eri al lavoro. Ma ora non preoccuparti, ho tutto sotto controllo.”
Luca rimase sbalordito. In realtà, non era mai tornato a casa. Credeva che fosse Francesca a occuparsi delle pulizie. Ma forse si vergognava di non fare nulla in una casa ordinata.
Decise di uscire dallufficio per controllare. Fingé di andarsene, ma rientrò in silenzio e si nascose con il telefono in mano.
Verso lora di pranzo, sentì qualcuno aprire la porta con le chiavi. La gatta corse verso lingresso, miagolando felice. Poi una voce gentile disse:
“Oh, Lilla, quanto mi sei mancata! Ti ho portato del latte e un bocconcino fresco. Sembra che tu abbia imparato a usare la lettiera da sola…”
La porta della camera si aprì. Era il suocero, che non si aspettava di trovare Luca lì.
“Quindi questo è il tuo ‘protettore della casa’, suocero!”
Luomo arrossì:
“Be, vi ho regalato il gatto. Ho pensato di aiutare a prendermene cura, almeno allinizio.”
“E come hai le chiavi?”
“Le ho prese dal tuo portachiavi quando siamo andati a pescare e ne ho fatta una copia. Poi te le ho rimesse il giorno dopo…”
Ormai sono passati tre anni, e Luca e Francesca vivono felici. Hanno anche un bambino. Ma ancora oggi nessuno sa chi fosse davvero il “protettore della casa” che un giorno abitò nel loro appartamento…
La lezione? A volte, laiuto arriva nei modi più inaspettati, e la felicità si nasconde nelle piccole complicità.






