Ma capisci, Allegretta, che gente come te non si sposa mai disse serenamente Alessandro Bianchi. Ci sono donne per lamore e per passare del tempo piacevole, e ci sono quelle che si risparmiano fino al matrimonio. Purtroppo, tu non appartieni a quelle.
E cosa cè di sbagliato in me, Alessandro? Cucino bene, sembro splendida, la casa è impeccabile. Come donna, non ti piaccio dunque? chiese Allegra, guardando sorpreso luomo che credeva fosse il suo amante.
Proprio questo è il problema! Sei già rovinata. Capisci: persone come te non vengono prese in moglie. Con loro si stringe solo una relazione senza impegni. Si sposa invece con ragazze vergini, di cui sei tu lultima. Che siano pronte a lavare i piedi a un uomo e a bere quellacqua, come dice il proverbio. Alessandro, soddisfatto della sua ultima frase, si voltò verso il muro e sbadigliò.
Una settimana prima Allegra era al bar con le amiche, raccontando i suoi piani: La vita si sta sistemando. Ho trentanni, non sono più una ragazza, ma ho una carriera, una casa, unauto, aspetto perfetto. Posso sposarmi e avere figli! E cè persino il candidato ideale, come uscito da un sogno. Alessandro: non si era mai sposato, viveva da solo, anche se aveva comprato un appartamento vicino alla madre. Quattordici anni di differenza, bel ragazzo, curato, quasi senza cattive abitudini e con un posto serio. Un vero colpo di fortuna.
Si erano conosciuti al lavoro lui era venuto da lei per un controllo odontoiatrico e uscì innamorato. Allora Allegra lavorava molto: nella clinica pubblica e in una privata, così il tempo personale scarseggiava. E poi i fiori, non le solite rose, ma peonie. A febbraio! Un ristorante E tutto girò in tondo.
Solo una cosa la turbava: erano due anni di relazione e ancora non cerano proposte di matrimonio. Le amiche insinuavano: È ora che Allegra si sposi. Anche lei lo sentiva. Decise allora di parlare. Alzò largomento quella sera e sentì: era rovinata, non per il matrimonio.
La sua mente non poteva accettare. Che diritto ha di giudicarmi?! La sera successiva Allegra si ritrovò di nuovo al caffè con le amiche, in cerca di consigli.
Immaginate, ragazze iniziò Allegra mi ha detto che non sono più quella giusta! Che gente come me non si sposa!
Sei seria? rimase sbalordita Caterina. Ma sei una bellezza, intelligente, indipendente!
Dice che solo le vergini si sposano. Che io sarei una di terzo livello, difettosa. Eppure è perfetto in tutto: intelligente, ha soldi, a letto è ottimo.
Allegra, lasciati stare prima che ti distrugga lautostima sussurrò Licia.
Meglio ancora, portatelo da noi! Io e Michele festeggiamo il decimo anniversario di matrimonio! Che veda comè una famiglia aggiunse Caterina.
Così decisero di invitarlo. Alessandro, di solito poco amante di questi eventi, accettò e persino si mise al volante. Allegra già immaginava una piacevole gita con le amiche, finalmente non sarebbe stato lei a guidare indietro.
Alla casa di Caterina e Michele tutto era casalingo: bambini, spiedini, uccellini, il cane Fido che correva come se avesse una batteria invisibile. Il pranzo durò dal pomeriggio alla sera. Gli adulti si disperdevano, i bambini andavano a dormire. Al tavolo rimasero i propri le amiche, i padroni di casa e Alessandro.
Bevevano tè con crostata di frutti di bosco, chiacchieravano. Allora Alessandro riprese il suo solito discorso:
Dimmi, Caterina, perché Allegra non è ancora sposata? Voi siete già dieci anni di matrimonio.
Non tutti hanno avuto la fortuna di innamorarsi al terzo anno, come è successo a me sbottò Caterina. Allora ero studentessa, lavoravo, non avevo tempo.
E voi vi siete sposate vergini?
Ma dai! rise Caterina. Michele ed io eravamo al primo anno insieme!
Ma era il primo?
Vuoi vedere il passaporto? sbottò Michele, infuriato. La mia moglie è diventata tale, punto.
Ecco, vedete! Quindi lei era pura. È rispetto. E sposarsi con una donna che ha avuto altri? È vergogna per la famiglia!
Che tipo di famiglia rispettabile è così ossessiva da chiedere senza passato? rise Licia. Allora perché le davi speranza, Allegra?
Non ho promesso nulla a nessuno scrollò le spalle Alessandro. La tua amica dovrebbe capire: è una donna di secondo rango. Per sposarla servono ragioni serie, che non vedo.
Quindi sono anchio di terzo rango, divorziata con un figlio sorrise Licia. Peccato per te, uomo. Peccato per la tua stirpe.
Come ti rivolgi alle donne nella mia casa? intervenne Michele. Ranghi per lui! Sei una sardina scaduta! afferrò Alessandro e lo spinse fuori. Lo fuorviò con facilità; era alto due metri, robusto.
Via da qui! Non rovinare la festa. Se non fossero state le ragazze, ti avrei già dato una lezione. Non sei il benvenuto.
Allegretta, sto partendo. Vieni con me o resti? proclamò Alessandro, afferrando la borsa.
Allegra, tra una risata e laltra, non rispose. Alessandro, senza attendere il suo consenso, sbatté la porta e se ne andò.
Beh, Michele, grazie rise Allegra. Basta! Nessun altro uomo, neanche uno scaduto!
È stata una cattiva idea tentare di illuminare il suo concetto di matrimonio sorrise Caterina. Ma che personaggio! Ragazze, avete sentito? Io sono di primo rango! E voi, come è andata?
Le battute continuarono per tutta la serata. Poi Licia riportò Allegra a casa. La vita tornò alla consueta routine di visite e cartelle cliniche. Alessandro non chiamò più.
Buongiorno, dottoressa Allegra, le hanno lasciato una busta alla reception.
Grazie, Lina, la controllerò più tardi.
Finita la visita, Allegra aprì la busta. Dentro cera
Alla fine, Allegra comprese che il valore di una donna non si misura con la sua storia o la sua purezza, ma con la sua capacità di amare se stessa e di riconoscere chi davvero la rispetta. Così, con il cuore più leggero, decise di vivere per sé stessa, sapendo che la vera felicità parte dal rispetto che ci diamo.






