IL FIGLIO SCOMPARSO

Fiorella alleva da sola suo figlio Luca. Dopo la nascita si separa da Marco, un uomo che non è mai stato un padre responsabile, e da subito il padre di Luca, il nonno Giulio, entra nella sua vita aiutandola sia a casa che economicamente. Fiorella non riesce nemmeno a immaginare cosa farebbe senza di lui.

Dopo il divorzio le finanze scarseggiano, Marco non paga gli alimenti e Fiorella deve trovare un lavoro per mantenere Luca. Allora Giulio, con un sospiro, le dice:
Bene, è così, devi andare a lavorare. Io mi occuperò di Luca. Non ti preoccupare.
Così Luca passa gran parte del tempo con il nonno. Fiorella è un po gelosa, perché il bambino ha un legame forte con Giulio, ma lei è tutta al lavoro e non le resta più tempo per il figlio.

Una mattina, mentre Fiorella si prepara per lufficio, Luca si alza più presto del solito e le annuncia felice:
Oggi andiamo a cercare funghi con il nonno, vero?
Fiorella, guardando Giulio, chiede:
Papà, davvero? Dove andate?
Andiamo nella foresta di Siena, hanno detto che ci sono porcini.
Il nonno è un appassionato di funghi e di pesca e fin da piccolo ha trasmesso a Luca queste passioni. Fiorella acconsente:
Va bene, ma non rimanete fuori fino a tardi, daccordo?
Quando torneremo, raccoglieremo un paio di secchi e poi a casa, vero Luca? strizza locchio Giulio.

Arrivati alla fermata finale dellautobus, poi a piedi, la foresta di Siena inizia proprio fuori dalla città; nemmeno Luca, che ha sette anni, trova difficile arrivarci. Appena si avvicinano alla zona di partenza, una macchina si ferma accanto a loro.

Ciao, Giulio, dove vai? Ancora a cercare funghi?
Riconoscendo il guidatore, il signor Antonio, un vecchio amico di Giulio, risponde:
Sì, ho sentito dire che i porcini sono abbondanti.
Qui nella foresta di Siena hanno già raschiato tutto. Vai più lontano, nella foresta di Turri, lì ne trovi di più. Sto andando anchio, ti do un passaggio.
Se non ti dispiace, grazie.

Antonio scarica Giulio e Luca vicino alla foresta di Turri. Decidono di tornare con gli autobus dei forestieri o, se necessario, di chiamare Antonio perché li ritiri.

Luca cammina spensierato tra gli alberi, adorando il tempo con il nonno, che risponde a tutte le mille domande del bambino. Il nonno è per lui un eroe che conosce tutto.

I funghi davvero spuntano ovunque. Persi nella ricerca, i due si inoltrano sempre più in fondo, quando improvvisamente Giulio, agitandosi le braccia, cade a terra.

Luca non si spaventa subito. Si avvicina a Giulio e chiede:
Nonno, sei inciampato?
Il nonno non risponde e rimane immobile. Luca, impaurito, lo solleva con tutte le sue forze e lo mette a pancia in su. Lo scuote, ma Giulio non reagisce. Luca grida:
Nonno, alzati! Per favore, svegliati! Ho paura di perderti!

Di sera Fiorella torna a casa e non trova né Luca né il nonno. Prova a chiamare Giulio, ma il telefono è fuori rete. Si chiede se siano ancora nella foresta, ma lansia la prende rapidamente.

Unora dopo è al panico; due ore più tardi è già alla stazione dei carabinieri, implorando lufficiale di fare qualcosa. Lufficiale, sensibile, chiama subito i volontari di soccorso.

I volontari arrivano in fretta. In meno di due ore una prima squadra, Fiorella, diversi carabinieri e i soccorritori, iniziano a setacciare la foresta di Siena. Eppure stanno cercando nella foresta sbagliata!

Luca piange, guardando il nonno immobile, e poi si sussurra:
Calmati, piccolo. Che ti ha insegnato il nonno? Tenere la calma nelle difficoltà. Respira, su!
Si dà una sculacciata sulle guance, smette di piangere.

Devo verificare se respira pensa Luca, temendo il peggio.

Superata la paura, mette la testa sul petto di Giulio. Il petto si alza, seppur debolmente.
Respira! Respira! esulta Luca. Devo solo aspettare che torni in sé.

Cerca di telefonare a Fiorella, ma non cè segnale. Rimane lì, seduto, a guardare il tramonto.

Mentre il buio avanza, Luca ricorda i consigli del nonno sul sopravvivenza.
Se la notte cade e Giulio non si sveglia, morirà dal freddo. Devo agire!
Tira fuori dal sacco un accendino, raccoglie ramoscelli secchi e accende un fuoco. Dopo qualche tentativo, il fuoco prende vita.

Ora devo procurare legna prima che faccia buio. Devo avere abbastanza per tutta la notte.
Raccoglie rami di pino, li porta al fuoco e li avvolge attorno al nonno.
Non ti congelerai, nonno. Costruiremo un riparo, come mi hai insegnato.

La notte è terrorizzante; i suoni della foresta lo fanno sobbalzare. Luca resta accovacciato accanto al nonno, coperto con la sua giacca di lana. Quando il fuoco comincia a spegnersi, Luca si alza a caricare altro legno, ricordando le parole del nonno:
Il fuoco non deve spegnersi, ricordo.

Allalba, Luca beve dellacqua contenuta in un thermos con una piccola quantità di tè, ne dà un sorso a Giulio sollevandolo delicatamente.
Lacqua è vitale pensa.

Noto un ruscello vicino e, guardandosi intorno, vede un cespuglio di bacche rosse.
Bacche di sambuco, non si mangiano ricorda il nonno. Ma mi serviranno più avanti. Luca riempie il thermos di bacche e si dirige verso il ruscello, lasciando una scia di piccole perline rosse.

Le ricerche nella foresta di Siena durano ormai tre giorni. La zona è stata setacciata più volte; volontari da tutta la Toscana arrivano al sapere del caso.

Fiorella, ormai privata del sonno da tre notti, con occhiaie profonde, corre tra i volontari, chiedendo di non fermare le ricerche. Evita la foresta, ma la paura per Luca le dà la forza di non arrendersi.

Al quarto giorno, un volontario coraggioso si avvicina a lei e dice:
Statistiche mostrano che dopo tre giorni le probabilità di trovarli vivi sono basse. Abbiamo già controllato tutta la foresta di Siena. Cè una palude dietro, forse dovremmo cercare lì.
No! urla Fiorella. Giulio conosceva bene il territorio, non porterebbe mai Luca nella palude! Sono vivi, lo sento! Continuate a cercare!

Il quinto giorno, Fiorella esce dalla foresta barcollando. Unauto si ferma improvvisamente e da essa scende Antonio, un vecchio amico del padre di Fiorella.
Fiorella, cosa sta succedendo? chiede, osservando i soccorritori.
Antonio, quando sente la vicenda, impallidisce.
Cinque giorni fa li ho portati alla foresta di Turri
Venite tutti qui! grida Fiorella.

Qualche ora dopo, un giovane studente volontario si avventura nella foresta di Turri, sente odore di fumo e si avvicina a una piccola brace. Due sagome avvolte da una coperta di lana sono distese lì.

Chiama a bassa voce:
Luca!
Il volontario resta sbalordito quando una delle figure, il ragazzo, si muove.
Ci avete cercato a lungo. Il nonno è tornato un po in sé, gli ho dato acqua e pane. È vivo, solo incosciente dice Luca con voce fioca.
Il ragazzo, avvolto nella stessa coperta, guarda la madre accanto a lui, mentre i soccorritori sollevano Giulio su una barella.
Nonno, resta con noi, ti ho ancora tanto da imparare sussurra Luca.

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