Vuoi mio marito? È tuo!” disse la moglie con un sorriso alla donna sconosciuta che si era presentata alla sua porta.

“Mio marito? Pre *tuo*!” disse la moglie con un sorriso alla sconosciuta apparsa alla sua porta.

“Aspetta un attimo, Chiara! Cè qualcuno al citofono. Ti richiamo appena scopro chi è e cosa vuole,” disse Sofia con un sospiro, chiudendo la telefonata con la sua amica d’infanzia. Chiara le stava raccontando, con dettagli esilaranti, della festa di compleanno della suocera, e Sofia rideva senza sosta, come se stesse guardando uno spettacolo comico.

Si avvicinò alla porta, guardò dallo spioncino e rimase sorpresa. Si aspettava un vicino, dato che gli estranei non potevano entrare così facilmente nel loro condominio sorvegliato. Ma davanti alla porta cera una giovane donna dallaspetto strano, che Sofia non aveva mai visto prima.

Decise di non aprire meglio evitare interazioni con sconosciuti, soprattutto in tempi pieni di truffatori. Sofia aveva un principio chiaro: niente chiacchiere con gente che non conosceva. I truffatori approfittavano dei creduloni, ma lei non era certo tra quelli.

Riprese il telefono per continuare la conversazione con Chiara, ma il citofono suonò di nuovo. La donna fuori era insistente, convinta che qualcuno fosse in casa e determinata a ottenere una risposta.

Sofia era sola in appartamento; suo marito, Matteo, era uscito per aiutare un amico con qualche lavaggio in giardino. Tornò alla porta e guardò di nuovo dallo spioncino, osservando meglio la sconosciuta.

Qualcosa in lei sembrava strano e al tempo stesso patetico, ma Sofia non percepiva alcun pericolo.

“Che male può succedere se apro e le dico di andarsene? Poi posso riprendermi il mio weekend in pace,” pensò Sofia. “Probabilmente si è persa o vuole vendermi chissà quale schifezza.”

Decisa, aprì la porta. La donna nellingresso si raddrizzò subito, sistemandosi nervosamente i capelli prima di parlare.

“Buongiorno! Lei è Sofia?” chiese, giocherellando con la sciarpa al collo. “Beh, certo che lo è perché lo chiedo ancora?”

“Ah, interessante,” pensò Sofia. “I truffatori sono sempre più sofisticati. Sa perfino come mi chiamo.”

“Chi è e cosa vuole? È qui da cinque minuti. Non lho invitata, quindi dica cosa deve dire e se ne vada!” disse Sofia con fermezza.

“Matteo è in casa?” chiese la sconosciuta, cogliendosi di sorpresa.

“Ma guarda un po!” pensò Sofia, sospettosa. “Sa anche come mi chiamo mio marito. Sicuramente è preparata.”

“È qui per Matteo?” chiese Sofia, anche se avrebbe voluto dire tuttaltro.

“No, sono venuta per parlare con lei. Ma se Matteo fosse qui, sarebbe più difficile per me,” rispose la donna con una sincerità disarmante.

“Più difficile per lei? Ma di cosa sta parlando?” si chiese Sofia, sempre più incuriosita.

“Non è in casa. Cosa vuole?”

“Forse sarebbe meglio entrare. È strano parlare di certe cose sul pianerottolo,” suggerì la donna, facendosi più audace.

“Neanche un po! Non la conosco e non faccio entrare estranei in casa. Dica quello che deve dire e lo faccia in modo rapido,” replicò Sofia.

“Vuole davvero discutere dei dettagli intimi della mia relazione con Matteo qui, davanti ai vicini?” disse la donna, sorridendo ironica.

“Cosa? Che relazione?” esclamò Sofia, con una voce più alta del previsto.

“Sofia, tutto bene? Perché stai urlando?” chiese la signora Bianchi, la vicina di pianerottolo, appena uscita dallascensore.

“Oh, buongiorno, signora Bianchi! Tutto bene. Che tempo fa fuori?” cercò di deviare la conversazione Sofia.

“Pare che stia per piovere,” rispose la vicina, anche se non sembrava intenzionata a rientrare, curiosa di capire cosa stesse succedendo.

“Entri,” disse Sofia a denti stretti, facendo cenno alla donna di varcare la soglia.

Una volta dentro, la sconosciuta si guardò intorno con interesse, soffermandosi su vari oggetti.

“Ha cinque minuti. Pubblicato,” disse Sofia, bloccandola prima che potesse spingersi in salotto. “Non siamo al museo.”

“Mi chiamo Greta,” iniziò la donna, togliendosi sciarpa e cappotto. “Matteo e io siamo innamorati.”

“Oh, che cliché! Non poteva inventarsi qualcosa di più originale?” linterruppe Sofia, sorridendo sarcastica.

“Cosa cè di cliché? Le persone si innamorano succede! Non è la prima moglie il cui marito se ne va,” replicò Greta con sicurezza, cercando di oltrepassare Sofia.

“Ed è sicura che lui non ami più me e ami invece lei?” chiese Sofia, ancora sorridente.

“Assolutamente! Altrimenti non sarei qui,” rispose Greta con audacia.

“Beh, il problema è che mio marito non ama nessuno. Non sa come si fa. Quindi si sbaglia, cara,” disse Sofia con calma.

Greta cercò di argomentare, ma in quel momento la porta si aprì e Matteo entrò

…Matteo entrò, sorpreso di trovare una sconosciuta nel loro ingresso.

“Greta? Che ci fai qui di sabato? È una cosa del lavoro?” chiese, confuso.

“No, è qui per te,” disse Sofia, gustandosi la situazione.

“Per me? Cosa vuoi dire? È successo qualcosa in ufficio?” chiese Matteo, sempre più perplesso.

“No, tesoro. È venuta a portarti via da me. Completamente,” rispose Sofia, sorridendo ironica.

Greta, visibilmente a disagio, indossò in fretta il cappotto e iniziò a retrocedere verso luscita.

“Te ne vai già? E cosa ne è di Matteo? Non eri venuta per lui? Sinceramente, sono più che felice di cedertelo,” schermò Sofia, provocandola.

Ma Greta era già uscita, senza aggiungere altro.

“Ma di cosa parlava tutta questa storia?” chiese Matteo, completamente perso.

“Dimmi tu! Perché è spuntata questa coraggiosa, chiedendo il divorzio e sostenendo che ti saresti trasferito con lei?” chiese Sofia, incrociando le braccia.

“Ma sei seria?” rispose Matteo, sinceramente scioccato. “Non ho la minima idea di cosa stia succedendo. Si comportava in modo strano al lavoro, ma non le ho dato alcun motivo. Sono stanco di queste stupidaggini. Te lho promesso, ricordi?”

“Bene. Perché mi conosci, Matteo io certe cose non le tollero. Ma seriamente, le donne di oggi farebbero di tutto per sistemare le loro vite complicate,” disse Sofia, scuotendo la testa.

Matteo si tolse le scarpe e si diresse in cucina, mentre Sofia rimase un attimo a riflettere. Si promise di non lasciare che simili incidenti turbassero la pace della loro casa. Senza volere, sorrise al pensiero di quanto mal organizzato fosse stato lintero “piano” di Greta.

Era chiaro che, nonostante i tentativi degli altri, la loro relazione era più solida di quanto chiunque potesse immaginare.

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