Indifferenza può essere di mille forme, gli giunse in frantumi la voce femminile che sembrava fluttuare tra i sogni, a volte basta chiudere gli occhi e fingere di non vedere, come se nulla ti appartenesse. E talvolta è un crimine.
Ah, Veronica, è solo filosofia, rispose unaltra voce più leggera, come un sussurro di seta.
Veronica voltò lo sguardo verso la finestra, osservando le case di Monticello che si svegliavano in un lento sbadiglio, auto che scorrevano come serpenti dargento e gente che attraversava la strada come ombre in fuga. Il piccolo borgo era ormai completamente sveglio, avvolto da una luce di velluto.
Un fastidio leggero le sollevò lanima: doveva prendere lautobus per andare al lavoro. Matteo, suo marito, le aveva telefonato la sera prima dicendo che sarebbe rimasto al negozio tutta la notte, costretto da una riunione improvvisa. Che cosa cè di male?, pensò Veronica. Il lavoro è il lavoro. In passato qualche collega le aveva offerto un passaggio, un giovane uomo che la guardava con unattenzione quasi ossessiva, ma lei aveva rifiutato: Non è corretto, una moglie non può viaggiare con uomini estranei.
Ancora una volta digitò il numero di Matteo, ascoltò il suono monotono del segnale che sembrava non finire mai, sospirò, chiuse la chiamata e ripose lo smartphone nella borsa. Il suo sguardo tornò alla finestra. Occupato, sicuramente. Sempre al momento sbagliato.
Il suo stomaco ribollì: la gravidanza precoce le ricordava la sua presenza con una spinta sottile. Un piccolo sobbalzo la fece gemere ancora una volta.
Al negozio, la sua mente era un vortice di nausea e vertigini, ma la titolare del grande supermercato della catena Viva non le concedeva alcun momento di tregua. Lorologio sembrava correre allimpazzata: a un passo da lì arrivava lispezione della sede centrale. Veronica, con il volto pallido, afferrò la collaboratrice dal ricciolo biondo, Chiara:
Chiara, vai da Anna a pulire il frigorifero, altrimenti ci divorano tutti! Io devo correre a finire i report!.
Chiara, dopo aver assicurato che Veronica fosse scomparsa nella dispensa, si avvicinò alla compagna di lavoro, Anna, che sistemava le bottiglie di latte con una precisione maniacale, e sussurrò:
Anna, lo sai che il marito di Veronica la tradisce?.
Gli occhi di Anna si spalancarono, terrorizzati, e fissò Chiara:
Ma è vero? È davvero così?
Lho vista uscire la mattina dalla casa della nostra vecchia compagna di classe, Lidia, e lha baciata addio! Una scena incredibile, vero?
Dobbiamo dirlo a Veronica, allora. Perché raccontarmi tutto a me?
Chiara scoppiò a ridere, toccandosi la tempia:
Semplice, Anna. Che ci sia un tradimento? Tutti tradiscono, chi non lo fa? E magari finiranno col divorziare!
Anna rifletté, poi rispose:
Divorzieranno o no, è una loro decisione. Però Veronica ha diritto alla verità forse è meglio così, una famiglia non si costruisce sul tradimento.
Chiara rise di nuovo, guardando Anna con unaria di disprezzo:
Non è affar nostro. I buoni cuori come te finiscono sempre per sentirsi colpevoli.
Anna sospirò, non volendo più contraddire. Qualcosa la turbava comunque. Veronica e Anna erano amiche da tempo, quasi sorelle. Fin da piccole avevano imparato che la dura verità è più dolce della menzogna, che la sofferenza onesta è più pura dellillusione di felicità.
Anche lamministratore del negozio, Alessandro, notò il volto provato di Veronica nel suo ufficio. Bevve il caffè guardando il suo schermo, mentre aggiustava lultimo report.
Veronica, non ti preoccupare, tutto andrà bene, le disse con un sorriso.
Veronica agitò la mano, sospirando:
Non è che mi preoccupi. È solo che Matteo non risponde al telefono, e questo mi mette in ansia.
Alessandro rimase in silenzio. La prima volta che la aveva vista, Veronica gli era piaciuta subito; era entrata come commessa, ma con lastuzia e la dedizione era diventata amministratore.
Forse è occupato, balbettò Alessandro. Non dovrebbe intromettersi nella vita altrui, anche se ha notato che Matteo è distante.
Veronica sorrise, ripose lo smartphone in tasca e si affrettò a uscire. Nella zona vendita arrivarono gli ispettori, latmosfera si fece caotica.
La settimana successiva, Anna osservava Veronica senza trovare pace. Dal racconto delle amiche, capì che Matteo rimaneva spesso al lavoro, che Veronica, incinta, doveva prendere lautobus, nonostante lui potesse portarla, visto che gli autobus del paese erano irregolari. Decise di mettere alla prova le sue ipotesi.
Al mattino annunciò di arrivare in ritardo e si recò a casa della presunta amante. La madre di Anna le aveva detto che chi ama troppo può sentire il proprio cuore vacillare. E fu così: vide Matteo abbracciare una bionda vivace, la baciava appassionatamente e le prometteva di tornare la sera. Il petto di Anna si contrasse da un colpo di realtà. Veronica vive con un traditore! Una donna gentile, premurosa, sempre pronta ad aiutare, eppure con un uomo così.
Quella sera, Anna prese una decisione. Non avrebbe detto nulla a parole, ma avrebbe agito diversamente. Quando Veronica se ne andò, Anna entrò nella dispensa dove Alessandro stava per tornare a casa.
Alessandro, cè una cosa, disse con gli occhi socchiusi.
Alessandro la guardò confuso.
Riguarda Veronica, continuò, lho vista al buio, il marito che le tradisce.
Alessandro rifletté, abbassò lo sguardo:
È la loro vita privata è corretto intromettersi?
Corretto o no, la verità deve uscire, sorrise Anna.
È incinta, cosa succederà se? contrappose Alessandro.
Allora è il destino, interruppe Anna, la verità è più importante della menzogna. Portami al villaggio, da mia nonna. Ha il dono di vedere il futuro. Lei lo farà da sola.
Alessandro esitò.
Ma ti piace Veronica, vero? chiese Anna, lultima arma. Non le darai la possibilità di sapere la verità?
Alessandro sospirò e accettò.
Nel villaggio, li accolse Nonna Rosa, una donna anziana con i capelli dargento, avvolta in una vecchia maglia grigia e una gonna lunga fino alle ginocchia, le gambe ricoperte da calze spesse. Il suo sguardo grigio penetrava lanima.
Anna le mostrò la foto di Veronica. Rosa accese una candela, la fece passare sopra lo schermo del telefono.
Vedo che il marito non è destinato a lei. Si separeranno, ma solo più tardi. Non è un uomo buono, mente e inganna. La donna ha un cuore puro.
Possiamo accelerare? bisbigliò Anna.
Non posso accelerare, ma mostrerò la verità. Lei deciderà poi il suo cammino.
Rosa si alzò, andò sul terrazzo gelido, tornò con un sacchetto di tela e un grosso vaso. Prese una manciata di erbe macinate, le sussurrò e le versò nel sacchetto:
Erbe dei campi, venti di prateria, aiutate Veronica a vedere la verità. Che sia così.
Alessandro chiese: È sicuro per la bambina?
Rosa sorrise: Ci sono margherite, millefoglio, nulla di velenoso. È per una madre, non per un feto.
E aggiunse: Sei pronto a prendere in moglie il figlio di unaltra, se lei scaccerà il suo traditore?
Alessandro annuì, tremando.
Il compito più arduo fu somministrare le erbe a Veronica. Quella sera, quasi alla chiusura, Veronica morse una fame improvvisa di noodles istantanei.
Ti preparo, siediti!, gridò Anna, afferrò il pacchetto, mise il sacchetto di Rosa nella tasca e corse alla dispensa.
Alessandro osservava, sperando che Veronica abbandonasse il traditore, ma incerto sul fatto di interferire.
Anna tirò un sospiro di sollievo quando Veronica finì lultimo cucchiaio. Le loro preoccupazioni si dissolsero in un misto di dubbio e dovere compiuto.
Il giorno dopo, tutto era avvolto da unatmosfera surreale. Veronica, come sempre, prese posto vicino al finestrino dellautobus, osservando il paesaggio che scivolava come un dipinto. Il conducente, distratto da una telefonata, annunciò:
Signori, ci sarà un aggiramento per via di una grande coda e lavori sul binario ferroviario.
Allimprovviso, come in un incubo, vide il marito uscire da una casa sconosciuta, abbracciare la stessa bionda che aveva visto prima, scambiarsi un bacio daddio. Veronica si gettò contro il vetro, incapace di credere a ciò che gli occhi le mostravano; la testa girò, il ventre le strinse il cuore. Un velo di nebbia avvolse tutto.
Si risvegliò in ospedale. Il primo volto che vide fu quello di Anna, gli occhi colmi di preoccupazione.
Veronica scusami, è colpa mia
Di cosa parli? mormorò Veronica, Ho visto Matteo con Lidia Kova. È vero?
Matteo entrò lentamente nella stanza, lo sguardo colpevole, ma non riuscì a dire nulla.
Da quanto tempo lavori di notte da Kova? chiese Veronica.
Matteo balbettò: Veronica, non il dottore mi ha proibito, ma devo capisci, se vuoi salvare la famiglia
Veronica lo interruppe, Vattene! Quando sarò dimessa chiederò il divorzio!.
Matteo uscì senza chiedere perdono.
E il bambino? domandò Veronica.
Il dottore ha detto che tutto è a posto; cera il rischio di aborto, ma è passato, la rassicurò Anna.
Allora entrò Alessandro, portando una grande borsa di frutta. Linfermiera, appena arrivata, li rimproverò per essere troppi.
Per favore, lasciategli passare, pregò Veronica, sedendosi sul letto.
Linfermiera sospirò e fece un gesto. Anna uscì, lasciando Alessandro solo con Veronica.
Veronica, ero molto preoccupato per te e per il bambino, iniziò lui titubante.
Tu sei sempre stato preoccupato per me, a differenza di altri, rispose Veronica, sorridendo.
Scordatelo, rise Alessandro.
Anna tornò nella stanza: Veronica, devo confessare. Sono stata io a orchestrare tutto per farti scoprire il tradimento. Non potevo più guardare senza fare nulla. Non offenderti, per favore.
Veronica rise, rifletté un attimo e rispose: Mi offenderebbe se sapessi e non dicessi nulla. Non amo le bugie. A proposito, ho sognato una vecchia donna che diceva che il traditore non è il mio destino. Il destino arriverà con un dono quando mi sveglierò.
Guardò Alessandro, che la fissava senza distogliere lo sguardo.
Anna si avvicinò, prese la mano di Veronica e la accarezzò. Ora era certa di aver agito giusta. I traditori devono essere cancellati dalla vita finché è possibile, prima che sia troppo tardi. Limportante è avere amici fedeli e persone amate; le piccole cose si risolveranno da sole.






