DIMENTICARE O RITORNARE?

DIMENTICARE O TORNARE?

Alessandra, sarai il pesce più grande del mio acquario, disse con decisione il mio nuovo amico.

Gli occhi mi si spalancarono:

Sei serio, Lorenzo? Vorrei essere lunica tua pesciolina, non una di tante Sei sposato? Perché lo scopro solo ora, quando sto per venire a trovarvi in Sicilia?

No, non sono sposato, ma rimase incerto.

Finiscila, voglio sapere tutta la verità sugli uomini del Sud, dissi, pronta a carpire ogni dettaglio.

Sai, Alessandra, i miei genitori hanno già scelto una sposa. Non posso contraddirli. Possiamo fare una convivenza temporanea, ma devi convertirti al cattolicesimo. Altrimenti si voltò verso il finestrino dellaereo.

Io, al quarto mese di gravidanza, impallidii al suo discorso. Perché lì, sullala, doveva rivelarmi tutto? Avrebbe potuto avvisarmi prima, a terra.

Chiusi gli occhi, cercai di calmarmi: non è il caso di saltare fuori dallaereo, davvero. Eppure la mia famiglia e le colleghe mi avevano messo in guardia:

Stai attenta, Alessandra, non ti caverai bene là dove le tradizioni son radicate. Gli uomini lì hanno certi modi di trattare le donne, e tu potresti finire a morderti i gomiti.

Non ascoltai nessuno, non sospettai nulla

Lavoro come docente allAccademia di Lingue, dove insegno litaliano a stranieri. Molti dei miei studenti hanno dovuto imparare a cavarsela in un Paese che non è il loro. Tratto tutti allo stesso modo.

A settembre iniziò un nuovo corso e tra gli iscritti cera Lorenzo, un giovane siciliano dal sorriso furbo. Alto, bello, con quella aria da cavalier del sud.

Lorenzo viveva in un dormitorio universitario, era diligente e cortese. Un giorno si avvicinò a me con una richiesta insolita:

Professoressa Alessandra, quanto costano le lezioni private?

Gratis. Perché te ne servono? Stai già andando bene, risposi, senza rendermi conto che da quel momento mi stavo incastrando nella sua rete.

Posso invitarti a una consulenza? sussurrò, lanciandomi unocchiata.

Se vuoi, acconsentii, ignara di ciò che stava per succedere.

Relazioni, rispose brevemente.

Quella sera arrivai nella piccola stanza del dormitorio dove Lorenzo mi aspettava. Guardandomi intorno, rimasi sconcertata: mobili vecchi e rotti, finestre sporche che nascondevano il mondo, acqua calda che non cera mai. Eppure su un tavolino cera una rosa fresca in un vaso, una ciotola di frutta ben lavata e una bottiglia di vino rosso.

Che preparazione! pensai, forse non era tutto così casuale.

Parlammo di vita, di studi, dei suoi genitori. Era tutto molto decoroso. Ma quella sera fu linizio di una corsa sfrenata, come cavalli impazziti nella campagna. Noi due cademmo in abissi, ci sollevammo verso il cielo. Scomparvero i piedi a terra. Dieci anni dopo, non vorrei più rivivere quellonda di passione. Le conseguenze furono pesanti, e non avrei dovuto affondare così nella relazione.

Tutto il dipartimento sapeva della nostra storia: i colleghi facevano la smorfia, gli studenti sussurravano ammirati del nostro romanzo avvolgente.

Alessandra, non impazzire. Fermati prima che sia tardi. Che ti serve quel Lorenzo? Ha già una ventina di ragazze più giovani in Sicilia. Qui le donne si sposano a tredici anni, tu ne hai ventisette. Non sei stanca dei nostri uomini? mi ammoniva una collega, già stanca del marito alcolista.

Ragazze, io stesso non mi tirerei indietro a provare tutti questi ardori! sognava unaltra collega, ancora nubile.

E così persi me stessa. Avrei corso da Lorenzo fino allestremità del mondo, non solo in Sicilia.

Durante le vacanze estive organizzammo un viaggio per incontrare i parenti di Lorenzo. Salimmo sullaereo e, improvvisamente, Lorenzo iniziò a parlare di cose strane. Voleva rendermi la pesciolina principale, ovvero la moglie di capofamiglia del suo clan. Non nella forma di un harem, ma comunque non sarei stata lunica. Quella idea mi terrorizzava e mi metteva a disagio.

Laereo atterrò in Sicilia. Ci accolsero gli amici di Lorenzo: tutti abbronzati, sorridenti, come fossero dipinti. Ci portarono a casa dei suoi genitori, che mi ricevettero calorosamente. Lorenzo tradusse per loro, perché non capivano litaliano.

Nel salotto, in un angolo, sedeva una ragazza di circa quindici anni, avvolta in veli. Solo i suoi occhi erano visibili.

Vi presento Eliana, la futura sposa del nostro figlio, disse il padre di Lorenzo, come se fosse la cosa più normale del mondo.

In quel momento avrei voluto sprofondare nella terra. Eliana non era affatto una bellezza. Io, alti 1,70, capelli castani, vita a clessidra, mi sentivo una regina comparata a quella ragazzina. Ma io avevo ventisette anni, lei solo quindici

Ritornai dal viaggio demoralizzata e triste. Non cera più via di ritorno, presto sarebbe nato il bambino. Con il tempo dovetti sostituire il mio guardaroba colorato con abiti grigi e neri, hijab e mantelle tradizionali. Dallintero trucco tenni solo mascara e matita per gli occhi, concentrandomi su occhi e sopracciglia.

Accettai la convivenza temporanea, mi convertii al cattolicesimo. Per il mio uomo mi sforzai al massimo. Lo amavo, desideravo sottomettermi a lui in ogni cosa.

Passarono sette anni. In quel lasso di tempo, Lorenzo, io, Eliana e i nostri figli ci trasferimmo in Inghilterra. Io ebbi tre figli maschi, Eliana due figlie. Lorenzo provvedette dignitosamente a tutta la famiglia, ma dentro di me rimaneva un senso di nausea. Mi sentivo la vecchia amante di Lorenzo, una straniera.

La mia gelosia verso la giovane Eliana era alle stelle. Lei era la moglie ufficiale. Quando Lorenzo fissava Eliana, il mio cuore si riempiva di un dolore insopportabile.

Non riuscivo a accettare tutto ciò. Volevo fuggire da quel paradiso immaginario senza guardarmi indietro, ma temeva di restare senza i figli. In caso di separazione, i bambini avrebbero dovuto stare con il padre.

Alla fine, presi una decisione disperata e parlai con Lorenzo: volevo tornare in Italia.

Alessandra, cosa ti manca? mi domandò sorpreso.

Scusami, Lorenzo, non capirai mai il mio cuore. Lasciami andare, piansi.

Va bene, torna da tua famiglia. I bambini e io ti penseremo. Torna presto, mi accarezzò dolcemente la spalla.

Un mese dopo, volai di nuovo verso casa.

Sono passati due lunghi anni. Parlo al telefono con i figli e con Lorenzo. Eliana ha avuto un figlio maschio. I miei ragazzi crescono, ricordano di me. Sono confusa, mi manca, piango, e non volo più verso nessun luogo

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