Dante, ti ho già spiegato cento volte chiude Antonella il portatile e si volta verso il marito. Non è il momento per i figli. Mi hanno appena proposto di dirigere un nuovo progetto a Milano. È loccasione che aspettavo da tre anni.
Io aspetto un erede da tre anni! sgrida Dante. Siamo entrambi a trentanni! Lorologio biologico ticcheggia, e tu sogni solo la carriera.
Antonella espira lentamente. Queste discussioni si ripetono con una regolarità invidiabile da sei mesi, e ogni volta Dante diventa più insistente.
Il mio lavoro è importante! Non puoi abbandonare la tua posizione per la paternità!
Sono cose diverse! Luomo deve provvedere alla famiglia, la donna deve dare i figli. È lordine naturale delle cose.
Antonella serra le labbra. Le idee antiquate di Dante riemergono sempre più spesso, come se il matrimonio avesse rimosso il velo sottile sotto cui li aveva nascosti durante gli appuntamenti.
Lordine naturale è che ognuno decida quando diventare genitore si alza, inizia a riordinare la tavola. Non sono pronta adesso. Punto.
Quando sarai pronta? A quaranta? A cinquanta? la voce di Dante si alza. O forse mai?
Luna, la cagnolina rossa che dorme sul tappetino accanto alla porta del balcone, alza la testa e guarda la padrona con preoccupazione. Il cane percepisce subito la tensione in casa.
Tra un paio danni ne parleremo, vero, piccola? Antonella si siede accanto a Luna e le accarezza la testa.
Dante osserva il gesto e si contorce.
Ecco il problema. Stai spendendo tutti i tuoi istinti materni per questa cagnolina.
Non parlare così di Luna ribatte Antonella, voltandosi di scatto. È parte della nostra famiglia.
Famiglia? Un cane è un animale, non un bambino! sbatte Dante il pugno sul tavolo. Non lo tollererò più!
I giorni successivi si trasformano in una vera assedio. Dante dedica tutto il suo tempo a convincere la moglie. La mattina, appena Antonella apre gli occhi, inizia la sua lezione sul dovere genitoriale; la sera la accoglie con nuovi argomenti sul tempo che scorre.
Guarda Marta dice, scorrendo i social. A la tua età ne ha già due. E Lea del tuo reparto? Ha partorito lanno scorso.
Marta è in congedo da tre anni e lamenta che il cervello si stia atrofizzando risponde Antonella. Lea è tornata al lavoro dopo quattro mesi perché mancavano i soldi.
Hai solo paura delle responsabilità!
Tu invece temi che io possa avere più successo di te.
Venerdì interviene Valentina Bianchi, la suocera.
Antonella, cara inizia, sedendosi a tavola Dante mi ha raccontato tutto. Capisco che il lavoro è importante, ma il compito principale di una donna è proseguire la stirpe.
Antonella sente un gemito interiore. Valentina appartiene a una generazione in cui le donne partorivano a ventanni e consideravano quellopzione lunica possibile.
Valentina, Dante e io risolveremo noi risponde educatamente.
Come risolverete? Sono passati tre anni! Ai miei tempi, entro un anno dal matrimonio si nasceva il primo figlio, entro tre il secondo.
I tempi sono cambiati tenta di mantenere la calma Antonella.
Cambiati! sbuffa la suocera. Ma non in meglio. Prima le donne sapevano il loro posto.
Dante annuisce, sostenendo silenzioso sua madre.
Deciderò io dove è il mio posto dice freddamente Antonella.
Valentina stringe le labbra e scambia uno sguardo significativo con il figlio.
Antonella, sei egoista. Dante ha trentuno anni, vuole un figlio.
Allora lasci che trovi chi sia pronto a dargli un erede subito ribatte.
Il silenzio gravoso cala. Dante impallidisce, la suocera spalanca la bocca per unespressione di rabbia.
Forse lo farò! urla.
Dopo che Valentina se ne va, Antonella porta Luna a una lunga passeggiata. Il cane corre felice, si ferma a annusare odori interessanti o a giocare con altri cani. Quelle camminate serali nel parco diventano il suo rifugio di tranquillità tra le tempeste familiari.
Sai, piccola sussurra, osservando Luna inseguire i piccioni a volte mi sembra che tu sia lunica in casa a capirmi.
Il muso rosso si volta verso di lei, gli occhi castani brillano di fedeltà. Antonella si siede in ginocchio e abbraccia il cane.
Ti ho trovato in un canile, magra e spaventata. Ora guarda, sei diventata una bellezza.
Luna le lecca la guancia, e Antonella scoppia a ridere, la prima in giorni.
A casa lo attende Dante, cupo, seduto sul divano a braccia conserte, con unespressione che non promette nulla di buono.
Ho deciso annuncia.
Cosa? Antonella scioglie la museruola, Luna corre alla sua ciotola dacqua.
O il bambino, o il cane. Scegli.
Antonella resta immobile, stringendo il guinzaglio.
Cosa?
Hai capito bene. Se vuoi salvare il matrimonio, sbarazzati della cagnolina. Se non vuoi avere figli, non ti mostrerò più i miei giochi da mamma con lanimale.
Dante, sei impazzito? si gira lentamente verso di lui. Luna vive con me da quattro anni!
Non sopporterò più che il cane sia più importante di me.
Non è più importante! È solo
Solo cosa? la interrompe. Solo che spendi tempo, soldi ed emozioni per lei, che dovrebbero andare a me e ai nostri futuri figli!
Antonella si abbassa sulla sedia, lassurdità della situazione la colpisce.
Sei geloso del cane?
Pretendo che mia moglie si comporti da moglie, non da vecchia vergine con i gatti!
Ho un cane, non dei gatti.
Non fare lo saccente! ringhia Dante. Decisione presa. Entro domenica questa bestia deve sparire, o inizi a prepararti alla gravidanza!
Luna, sentendo le voci alte, si avvicina, poggia il muso sulle ginocchia di Antonella. Il calore del suo respiro la calma più di qualsiasi medicina.
E se mi rifiuto? chiede Antonella a bassa voce.
Allora il nostro matrimonio finisce.
Sabato Antonella passa il giorno a riflettere. Dante non le rivolge più la parola, si acciglia teatralmente alla vista del cane e sospira forte, come se la presenza di Luna gli provocasse un dolore fisico.
Il tempo scorre ricorda lui la sera. Domani voglio una risposta.
Sono pronta risponde Antonella con calma.
Ha valutato tutto. Capisce che scegliere tra il cane e il marito è scegliere tra lealtà e manipolazione, tra amore sincero e ricatto emotivo.
Perfetto! esclama Dante. Domani la portiamo al canile.
Domani prendo le cose e vado a vivere dai miei genitori dice Antonella. Con Luna.
Il volto di Dante si allunga.
Stai scherzando, scegli il cane al posto mio?
Scelgo chi mi ama senza condizioni.
La domenica è caotica. Dante urla, minaccia, implora, poi di nuovo urla. Promette di perdonarla se cambia idea, giura di trovare un compromesso, ma è già troppo tardi.
Te ne pentirai! grida mentre Antonella porta lultima valigia fuori. Chi sopporterà più i tuoi capricci?
Troverò qualcuno sorride Antonella. E lo amerà le cagnoline.
Luna è nella macchina, aspetta pazientemente che la padrona finisca di fare le valigie. Il cane capisce: sta per cominciare una nuova vita.
I genitori di Antonella la accolgono a braccia aperte. Silvana Mazzotti subito prepara la cena per tre, e Giovanni Rossi allestisce un letto per Luna nel salotto.
Sapevamo che questo matrimonio era un errore confessa la madre, abbracciando la figlia. Non avevamo il coraggio di dirlo.
Il divorzio avviene sorprendentemente in fretta. Dante, capendo che il compromesso è impossibile, non trascina la procedura. Antonella si trasferisce in un appartamento proprio, si concentra sul lavoro e per la prima volta da molto tempo è felice.
Cinque anni volano. Antonella dirige un grande dipartimento, guadagna uno stipendio di 80000, vive in un ampio appartamento con vista sul Parco Sempione. Luna invecchia, diventa più robusta, ma ancora accoglie la padrona con gioia al ritorno dal lavoro.
Marco entra nella sua vita in modo naturale collega del reparto, prima amico, poi compagno. Accetta Luna come parte della famiglia, non si lamenta del pelo sul divano e la porta a spasso quando Antonella resta in ufficio.
È strano che qualcuno debba chiedere di scegliere tra famiglia e animale domestico commenta Marco, ascoltando la storia del primo matrimonio. È assurdo.
Dante la pensava diversamente.
Era stupido conclude Marco, poi si scusa: Scusa se parlo così del tuo ex.
Non ti scusare. Hai ragione.
In una giornata di sole Antonella passeggia con Luna nel parco preferito. Il cane non insegue più i piccioni, cammina al suo fianco, ma osserva ancora curioso il mondo intorno.
Luna, fermati! si sente una voce familiare.
Antonella si volta e si blocca. Dante cammina sul viale, tenendo per mano un ragazzino di quattro anni. Accanto a lui, al guinzaglio, cè una cagnolina rossa che assomiglia incredibilmente a Luna.
Tonina? commenta il vecchio marito, fermandosi. Che sorpresa.
Ciao, Dante risponde Antonella con calma.
Il bambino lascia la mano del padre e corre verso il cane.
Luna, chi è questa? Tua sorellina?
Antonella sorride e guarda lex marito.
Che coincidenza di nomi.
Dante arrossisce.
Vito ha voluto un cane. Che potevo fare? Il nome è venuto subito in mente.
Capisco non approfondisce. Bello quel ragazzino. Assomiglia a te.
Grazie. E tu sei sposata?
Sì. Marco è un bravo uomo. Ama i cani.
Dante annuisce, senza sapere cosa dire.
Papà, perché quella zia è triste? chiede il bambino.
Non sono triste sorride Antonella. Solo penso.
A cosa pensi?
A quanto bene è andata a finire.
Quando si separano, Antonella rimane a osservare la figura dellex marito allontanarsi. Ha ottenuto ciò che voleva un figlio. E ha preso anche un cane.
Il problema non era Luna. Il problema erano le persone che cercavano di trasformare gli altri. Con Marco non ha dovuto scegliere mai, né tra carriera e famiglia, né tra amore per gli animali e amore per un uomo.
Torniamo a casa, piccola dice a Luna. Marco ha promesso di preparare qualcosa di buono per cena.
Luna scodinzola felice. Antonella pensa che a volte il destino fa incontrare persone sbagliate per farci apprezzare quelle giuste.






