Sul serio vuoi passare il sabato a rovistare fra le cianfrusaglie nel garage? Tutto il sabato? Giulia sollevò con la forchetta un piccolo pezzo di cheesecake, scrutando con scetticismo il ragazzo alto dai capelli ramati.
Luca si lasciò cadere contro lo schienale della sedia, le mani strette attorno a una tazza di cappuccino ormai tiepido.
Giulia Non sono cianfrusaglie, sono i tesori della mia infanzia. Da qualche parte cè ancora la collezione di bustine delle gomme Love is, lo sai? Ti rendi conto delle rarità?
Oddio. Ma davvero conservi ancora quelle cose? Da quanti anni?
Giulia sbuffò, e le sue spalle fremettero dal ridere, cercando di restare seria. Quel bar dal divanetto color prugna troppo maturo, sempre appannato alle finestre, era diventato la loro zona franca. La cameriera, Martina, ormai non domandava più nulla: posava semplicemente un cappuccino per lui, un latte macchiato per lei e il dolce del giorno per dividerlo. Quindici anni di amicizia avevano reso tutto un piccolo rito, ormai automatico.
Daccordo, mi hai beccato Luca le fece un saluto ironico con la tazza il garage può aspettare, e anche i miei tesori. Domenica, comunque, Marco mi ha invitato a una grigliata.
Lo so. Ieri ci ha messo tre ore a scegliere il barbecue nuovo online. Tre, Luca! Credevo di morire di noia.
Risero insieme, il suono scomparve tra il fruscio della macchina del caffè e le conversazioni basse degli altri avventori
Tra loro non cerano silenzi imbarazzati o mezze verità: si conoscevano come le proprie tasche. Giulia ricordava benissimo quando Luca, in seconda media e con le scarpe sempre slacciate, era stato il primo a rivolgerle la parola nella classe nuova. Luca ricordava come lei, fra tutti, era stata lunica a non ridere mai dei suoi occhiali spessi.
Marco non aveva mai avuto sospetti o riserve su quellamicizia, fin dal primissimo giorno. Guardava sua moglie e il suo amico dinfanzia con quella pacatezza di chi è certo di ciò che prova e di chi ha scelto. Durante le serate del venerdì, con Monopoly o UNO, Marco era il primo a ridere quando Luca perdeva di nuovo a Scarabeo contro Giulia, e versava il tè mentre loro due discutevano su quale fosse la regola giusta del Mimo.
Vince sempre solo perché bara aveva protestato Giulia una volta, lanciando le carte a suo marito.
Si chiama tattica, amore mio Marco aveva risposto tranquillo, raccogliendo pazientemente i pezzi.
Luca li osservava, con un sorriso indulgente. Gli piaceva quelluomo: concreto, affidabile, lumorismo tagliente come una lama affilata. Al fianco di Marco, Giulia sembrava più serena, più luminosa, e Luca era felice per lei con la sincerità di un amico vero.
Tutto cambiò quando, nel loro piccolo equilibrio, irruppe Claudia…
Claudia, la sorella di Marco, era arrivata un mese prima sulla soglia, occhi rossi e una determinazione feroce di ricominciare da capo. Il divorzio laveva svuotata, lasciandole solo un vuoto livido dove prima cera stata almeno una parvenza di sicurezza.
La prima sera che Luca era passato per il consueto gioco da tavolo, Claudia aveva sollevato lo sguardo dal telefono, scrutandolo con attenzione. In lei, qualcosa scattò come una serratura dopo anni di silenzio; davanti a lei cera un uomo tranquillo, occhi buoni e un sorriso capace di contagiare.
Questo è Luca, un vecchio amico delle medie presentò Giulia. E questa è Claudia, la sorella di Marco.
Piacere di conoscerti Luca le tese la mano.
Claudia gliela tenne un secondo più del necessario.
Il piacere è mio.
Da allora le apparizioni casuali di Claudia divennero abitudine. Si faceva trovare al bar proprio quando cerano Giulia e Luca, entrava in soggiorno con una vassoio di biscotti appena in tempo per salutare Luca; si sedeva al tavolo da gioco talmente vicino a lui che le loro spalle si sfioravano.
Puoi passarmi quella carta lì? Claudia si chinava oltre la mano di Luca e i suoi capelli, per sbaglio, gli solleticavano il collo. Ops, scusa.
Luca si scostava con discrezione, mormorando qualcosa di cortese. Giulia scambiava uno sguardo con Marco, ma lui scrollava le spalle sua sorella era sempre stata un po eccessiva.
Il flirt si faceva più insistito. Claudia guardava insistentemente il viso di Luca, gli faceva complimenti, cercava ogni occasione per sfiorarlo. Rideva alle sue battute di una risata così squillante che Giulia quasi doveva tapparsi le orecchie.
Hai delle belle mani, affusolate, sembrano da pianista disse un giorno Claudia, prendendogli la mano sopra la scatola dei gettoni. Musicista?
Uh programmatore.
Ugualmente bellissime.
Luca liberò la mano con cautela e fissò le carte con finto interesse, le orecchie che gli bruciavano.
Dopo il terzo invito per un caffè solo per chiacchierare, tra amici, Luca cedette. Claudia gli piaceva: era vivace, passionale, piena di vita. Forse, pensava, se le cose tra loro funzionavano, finalmente avrebbe smesso di guardarlo con quella fame negli occhi e tutto sarebbe tornato normale.
Le prime settimane del loro rapporto non andarono affatto male. Claudia era raggiante, Luca rilassato: le serate di famiglia tornarono a essere poco più che tranquille routine.
Poi però Claudia vide ciò che avrebbe preferito non vedere.
Accorgeva come Luca si illuminava quando arrivava Giulia. Come il suo volto cambiava, si faceva più aperto e lucente. Come bastava uno sguardo tra loro per capirsi, per lanciarsi battute, per completarsi le frasi, come se ci fosse una complicità a cui lei non sarebbe mai arrivata.
La gelosia fiorì nel petto di Claudia con forza velenosa.
Perché la vedi così spesso? chiese, sbarrandogli la porta.
Perché è la mia amica. Da quindici anni, Claudia. È
Ma io sono la tua ragazza! Io, non lei!
Le liti vennero a ondate, sempre più frequenti. Claudia piangeva, inveiva, pretendeva. Luca spiegava, si giustificava, provava a rassicurarla.
Pensi più a lei che a me!
È assurdo, Claudia. Siamo solo amici.
Gli amici veri non si guardano così!
Il cellulare di Luca squillava ogni volta che era con Giulia.
Dove sei? Quando torni? Perché non rispondi? Sei di nuovo con lei?
Aveva imparato a silenziare le notifiche, ma Claudia iniziò a seguirlo: si presentava al bar, al parco, anche sotto casa di Giulia, sempre trafelata, con gli occhi iniettati di rabbia.
Ti prego, Claudia Luca si massaggiava le tempie, logorato. Così non va.
Non va che passi più tempo con la moglie di un altro che con me!
Anche Giulia era esausta. Ogni incontro con lamico dinfanzia era diventato un campo minato. Quando sarebbe spuntata Claudia? Con quali accuse? Che scenate avrebbe fatto stavolta?
Forse dovrei vederti di meno tentò Giulia una sera, ma Luca la interruppe:
Col cavolo. Non bisogna cambiare vita per le sue follie. Nessuno di noi.
Ma Claudia aveva preso la sua decisione. Se non si poteva per le buone, allora per le cattive.
Marco stava seduto in cucina quando Claudia apparve, la voce rotta.
Fratellone Devo dirti una cosa. Non volevo, ma… hai diritto di sapere la verità
Dispensò la bugia con precisione, intercalando i singhiozzi. Incontri segreti. Occhiatine enigmatiche. Ho visto Luca tenere Giulia per mano di nascosto.
Marco ascoltava in silenzio, senza interrompere, senza una smorfia. Il volto immobile.
Quando Giulia e Luca entrarono unora più tardi, in casa aleggiava una tensione densa come polenta fredda. Marco era sprofondato sulla poltrona con la calma di chi aspetta la prossima scena interessante.
Sedetevi indicò il divano Mia sorella mi ha appena raccontato una storia molto interessante sul vostro presunto amore segreto.
Giulia si fermò a metà passo. Luca strinse i denti.
Ma che diavolo
Claudia dice di aver assistito a cose diciamo poco appropriate.
La ragazza abbassò il capo, nessun coraggio di sostenere lo sguardo.
Luca si rivolse a lei, duro, tanto da farla indietreggiare.
Adesso basta, Claudia. Ho sopportato abbastanza!
Il volto di Luca si fece livido di rabbia, una fiamma che mai aveva mostrato prima; la pazienza di sempre lasciò spazio a una decisione definitiva.
È finita. Ora.
Non puoi
Questa volta le lacrime erano vere, arrendevoli.
È tutta colpa sua urlò Claudia indicando Giulia Scegli sempre lei! Sempre!
Giulia attese che la cognata svuotasse tutto il veleno.
Sai Claudia disse calma se solo avessi lasciato che le cose andassero da sole, senza voler controllare ogni respiro, nessuno sarebbe arrivato a tanto. Hai distrutto tu ciò che più tenevi a tenere stretto.
Claudia afferrò la borsa, uscì di corsa e la porta tremò al suo passaggio.
Marco allora scoppiò a ridere, di gusto, gettando la testa allindietro sulla poltrona.
Per fortuna, finalmente.
Si alzò e attirò Giulia a sé, stringendola.
Non avrai mica pensato che ci credessi? le sussurrò al collo.
Neanche per un attimo. Vi osservo da una vita: sembri due fratelli che litigano sul gelato sparito dal freezer.
Luca tirò un sospiro, e la tensione lo lasciò.
Mi dispiace averti coinvolto in questa farsa.
Suvvia. Claudia è adulta, dovrà cavarsela. Ora basta: andiamo a cena. La lasagna si sta raffreddando, non la riscaldo per nessun dramma.
Giulia rise piano, sentendosi di nuovo leggera. La sua famiglia era salva. Lamicizia con Luca aveva resistito. E suo marito aveva dimostrato ancora una volta che la fiducia, se è vera, non teme nulla.
Sparirono in cucina, dove la lasagna dorata brillava sotto le luci della sera. E il loro piccolo mondo, finalmente, riprese le sue forme consuete.






