Marmellata di tarassaco La neve si è sciolta, quest’anno il gelo non si è fatto sentire, l’inverno è stato mite e abbondante di fiocchi. Ma ora basta, Taide sogna già di togliersi il cappotto e vedere le prime foglie verdi, il mosaico dei colori e sentire il risveglio della primavera. Nel piccolo comune della provincia emiliana, finalmente la bella stagione è arrivata. Taide osserva tutto dalla finestra del terzo piano del suo condominio di cinque piani. Vive da tempo lì, ora con la nipotina Valeria, quarta elementare. Un anno fa i genitori di Vale sono partiti per l’Africa, medici in missione, e hanno affidato la figlia alla nonna. “Mamma, ti lasciamo la nostra Valeria da custodire. Non possiamo portarla laggiù, ma con te sarà al sicuro – diceva la figlia di Taide.” Da quando vive con la nipote, ogni mattina Taide la accompagna a scuola, le prepara colazione e la attende per il pranzo. Quando esce per fare la spesa, incontra sempre le due vicine di casa che occupano la panchina davanti al portone: la riservata Signora Semenzoni del primo piano e la solare Valentina di settantacinque anni, sempre pronta a raccontare storie dalla sua vita romana. Le chiacchiere davanti al condominio sono una tradizione di quartiere: si discute delle ultime notizie, delle trasmissioni viste la sera prima in televisione, c’è chi parla di pressione alta, chi di ricette, e la panchina rimane occupata finché il sole non cala. La primavera ridesta tutto: i rumori delle macchine, il mercato si anima, le persone colorano il paese con giacche leggere. Di pomeriggio, dopo i compiti e le lezioni di danza di Vale, Taide si siede in compagnia sulla panchina, a volte con il vicino signor Egidio del secondo piano, vedovo e padre di una figlia lontana, di cui si prendeva cura lavorando sempre troppo. Col tempo Taide ed Egidio si ritrovano spesso insieme, passeggiano nel parco, leggono riviste sotto la grande pianta di tiglio. Finché la figlia di Egidio, Vera, torna dopo tanti anni, proponendogli di vendere la sua casa per trasferirsi da lei in città. Vera, severa e distante, non accetta il rifiuto del padre e cerca l’alleanza di Taide, che però non cede e riceve in cambio accuse e chiacchiere velenose davanti a tutti. Quando finalmente Vera riparte, Taide si tiene alla larga da Egidio, ma lui, con in mano un mazzo di tarassaci e una corona appena intrecciata, la invita a ritrovare un sorriso. “Ho preparato la marmellata di tarassaco, è buonissima e fa bene… e nei pomeriggi insieme la primavera torna a risplendere sotto la loro panchina di provincia.” Marmellata di tarassaco: una storia di rinascita primaverile, amicizie ritrovate e panchine di paese, tra ricette, chiacchiere e nuove possibilità.

Marmellata di tarassaco

È finito l’inverno nevoso, questanno non ci sono stati quei geli tremendi dolce, bianco, ma ormai mi aveva stancata. Avevo proprio voglia di vedere le foglie verdi, i colori ovunque, di togliermi di dosso i vestiti pesanti.

La primavera è arrivata anche nel mio piccolo paese in provincia, finalmente. Amo questa stagione, e la aspettavo da tempo. Dal mio balcone al terzo piano mi perdo spesso tra i pensieri:

Quando arrivano le belle giornate di primavera, sembra che la città si risvegli dal lungo sonno. Sembrano diversi perfino i rumori dei camion, il mercato riprende vita. La gente va in giro con giacche vivaci, cappotti leggeri, ognuno verso la propria meta. Al mattino sono gli uccelli a svegliarmi, molto prima della sveglia. Ah, che vita in primavera poi lestate è ancora meglio.

Abito in questo palazzo da tanti anni; ora vivo sola con mia nipotina, Ludovica, che fa la quarta elementare. Un anno fa i suoi genitori sono partiti per lavorare in Mozambico, entrambi medici, e hanno affidato la loro figlia alla nonna.

Mamma, ti lasciamo in custodia la nostra Ludovica, che ce la portiamo a fare laggiù? Sappiamo che tu saprai occupartene, che sei la nonna migliore che ci sia, mi ha detto mia figlia Clara.

Ma certo, non dovete nemmeno dirlo! Mi farà compagnia, cosa dovrei fare nella mia pensione? Partite tranquilli, qui con la Ludovica ci arrangeremo, ho risposto.

Evviva, nonna! Ci divertiremo insieme, andremo al parco spesso, sai che mamma e papà non hanno mai tempo sono sempre impegnati, ha esultato Ludovica.

Dopo averle preparato la colazione e averla mandata a scuola, io mi sono dedicata alle solite faccende. Il tempo mi è volato.

Ora vado in alimentari, tornerò prima che Ludovica esca da scuola. Le ho promesso una piccola sorpresa per la bella pagella, pensavo, mettendo la borsa sulle spalle.

Appena uscita, mi sono imbattuta sulle solite vicine, già riunite sulla panchina davanti al portone, con i cuscinetti sotto, che la panchina era ancora fredda. La signora Maria, sola, con quelletà indefinita saranno settanta, settantacinque, forse di più, che non ha mai voluto rivelare. Vive al piano terra, in un monolocale. La signora Rosanna, anche lei sola, settantacinque anni appena compiuti, colta, piena di storie che sa raccontare, sempre allegra e rumorosa, lesatto opposto della Maria, che borbotta sempre.

Quando il sole comincia a scaldare e la neve se ne va, la panchina non rimane mai libera. Maria e Rosanna sono di casa, chiacchierano dalla mattina alla sera, tornano solo un po per pranzo, dopo ricominciano. Sanno tutto di tutti, nulla sfugge loro.

Ogni tanto mi unisco volentieri, discutiamo di cronaca, libri, programmi tv Maria trova sempre il modo di lamentarsi della pressione alta.

Buongiorno, care! ho detto sorridendo, siete già di guardia oggi.

Ta, eccoti qui, sempre in pattuglia. Stai andando a far spesa, non sbaglio? mi ha chiesto Maria, notando la borsa.

Proprio così, corro prima che torni Ludovica, le devo comprare qualcosa di dolce che ho promesso! senza fermarmi troppo, sono partita.

La giornata è scivolata via, come sempre. Ho ripreso Ludovica da scuola, le ho fatto un piccolo pranzo, si è messa poi a studiare e io ai miei impegni, poi la tv.

Nonna, vado a danza! ha annunciato Ludovica.

Già pronta con lo zainetto e il telefono, pratica già danza da sei anni, le piace, partecipa alle recite. Io vado fiera della mia nipote così bella e piena di vita.

Va bene, Ludo, vai! rispondo con dolcezza, accompagnandola fino alla porta.

E così, mi sono ritrovata seduta da sola fuori, ad aspettare che tornasse dalla lezione.

Mica ti annoi, eh? si avvicina il signor Giorgio, il vicino del secondo piano.

Ti sembra il caso di annoiarsi una giornata così? Primavera, sole, si sta benissimo, ho risposto.

Eh già il sole scalda, gli uccellini cantano, tutto diventa verde, e dappertutto brillano quei fiori gialli, i figli del tarassaco. Sembrano piccoli soli in terra, sorride Giorgio, io gli do ragione.

In quel momento arriva Ludovica di corsa alle spalle, e mi abbraccia gridando:

Bau, bau!

Ma questa ragazzina! Mi hai fatto prendere un colpo, ridendo forte.

Eh, non cominciamo con certe parole, dice Giorgio, tra una pacca sulla spalla e un sorriso.

Vieni Ludo, ti ho grattugiato la carota e coperta collo zucchero, ti piacerà dopo la danza. Ho anche fritto le tue polpettine preferite, dico alla mia nipotina.

Pure Giorgio si alza dalla panchina:

E adesso scappate dentro casa? si stupisce.

Eh, mi è venuta voglia di mangiare, dopo tutto quello che hai detto sulle polpette! Vado a mettere sotto i denti qualcosa. Vediamo poi se torno fuori magari facciamo una passeggiata, ci saluta Giorgio.

Non prometto niente, ma vediamo

Eppure, verso sera sono tornata anchio sulla panchina. Giorgio era lì che mi aspettava, strano, le solite non cerano.

Maria e Rosanna sono appena rientrate, cena chiamava, mi ha detto contento.

Da quella sera io e Giorgio ci siamo incontrati spesso, anche per andare al parco lì accanto. Leggevamo insieme il giornale, ci raccontavamo storie, parlavamo di cucina, di attori e di mille altre cose.

La vita di Giorgio non è stata generosa. Un tempo aveva moglie, figlia e nipotino. Rimasto vedovo molto presto, il ruolo di padre gli pesava sulle spalle. Lavorava su due turni, pur di non far mancare nulla alla sua Veronica. Ma il tempo era sempre poco: usciva che la figlia ancora dormiva, rientrava che già dormiva di nuovo.

Veronica è cresciuta, si è sposata, si è trasferita in unaltra città, ha avuto un figlio. Dopo poche visite, si è spenta ogni comunicazione. In quei pochi incontri non cera molta allegria, alla fine ha divorziato, ha allevato il figlio da sola.

Ta, senti, mia figlia Veronica vuole venirmi a trovare, arriva tra due giorni. Stamattina mi ha chiamato, cosa vorrà? Sono anni che non si fa viva, osserva Giorgio. Parliamo ormai senza formalità di ogni cosa.

Forse le manca sentirsi vicina ai suoi, ho pensato.

Non lo so, non ci giurerei

Veronica è arrivata. Sempre fredda, dura, sguardo severo, sempre sulle sue. Giorgio era tesissimo, sapeva che ci sarebbe stata una discussione importante.

Papà, sono venuta per parlare di cose serie, ha esordito. Vendiamo casa tua, vieni a vivere da noi. Sarai con me e con tuo nipote, ti sentirai meno solo, parlava senza mezzi termini, era chiaro avesse già deciso tutto.

A Giorgio però questo discorso non piaceva, non voleva lasciare la sua casa, il suo quartiere, per trasferirsi sotto controllo da una figlia così poco affettuosa. Ha rifiutato, dicendo che era abituato a vivere da solo.

Ma Veronica non ha mollato. Ha scoperto che il padre si vede spesso con la vicina, è venuta a trovarmi. Mi saluta con cortesia, si accomoda in cucina. Io le verso il tè, metto in tavola i biscotti e la marmellata.

Ti ascolto, Veronica, le ho detto con gentilezza.

Mi sono accorta che siete molto amici tu e mio padre, inizia lei. Potresti convincerlo ad una cosa importante

Di cosa si tratta?

Aiutami a fargli vendere la sua casa Che se ne fa uno solo di tutto quello spazio? Non potrebbe pensare anche agli altri per una volta? conclude con tono secco.

Sono rimasta davvero sorpresa dalla freddezza e arroganza di Veronica, e le ho detto di no. Allora si è trasformata: rossa di rabbia, ha iniziato a gridare, accusandomi:

Ah, capisco Tu vuoi la casa per te, magari per Ludovica! Ti sei messa con quel vecchio solo per accaparrarti lappartamento Vi vedo che vi coccolate sulle panchine, passeggiate al tramonto, parlate dei benefici del tarassaco. Due tarassachi in fiore, eh! Avete già fatto richiesta in comune? Avvertite bene, tanto non vi riuscirà, vecchia megera! e sbattendo la porta, se ne è andata.

Che vergogna, sarei mortificata se qualche vicino avesse sentito le sue grida Poco dopo, comunque, Veronica è ripartita. Da allora io evitavo Giorgio, se lo incrociavo acceleravo il passo verso casa.

Ma la vita, si sa, mette le cose al proprio posto. Un giorno, tornando dallalimentari, Giorgio era seduto vicino allentrata e mi aspettava. In mano aveva un mazzolino di tarassaci; stava già intrecciando una corona.

Teresa, non scappare, mi ha detto, fermati solo un attimo. Scusami per mia figlia, so che ti ha detto cose terribili. Abbiamo parlato seriamente. Continuerò ad aiutare mio nipote, ma con lei non si può. Se nè andata dicendo che non ha più un padre E io si è interrotto, poi mi ha teso la corona di fiori, tieni, ho anche fatto la marmellata di tarassaco, devi assolutamente assaggiarla! È buono anche nelle insalate, rideva Giorgio.

Abbiamo preparato insieme linsalata. E ho provato il tè con la marmellata: mi è piaciuta un sacco. Verso sera siamo tornati in parco:

Ho qui la nuova uscita della nostra rivista preferita, mi dice Giorgio. La leggiamo sotto la nostra vecchia pianta di tiglio, davanti alla panchina mi fa cenno.

Mi sono seduta accanto a lui, abbiamo riso, chiacchierato, e tutto il resto è svanito. Stavamo bene, insieme.

Grazie se hai letto fin qui, grazie se mi segui e mi sostieni. Buona fortuna nella vita!

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Marmellata di tarassaco La neve si è sciolta, quest’anno il gelo non si è fatto sentire, l’inverno è stato mite e abbondante di fiocchi. Ma ora basta, Taide sogna già di togliersi il cappotto e vedere le prime foglie verdi, il mosaico dei colori e sentire il risveglio della primavera. Nel piccolo comune della provincia emiliana, finalmente la bella stagione è arrivata. Taide osserva tutto dalla finestra del terzo piano del suo condominio di cinque piani. Vive da tempo lì, ora con la nipotina Valeria, quarta elementare. Un anno fa i genitori di Vale sono partiti per l’Africa, medici in missione, e hanno affidato la figlia alla nonna. “Mamma, ti lasciamo la nostra Valeria da custodire. Non possiamo portarla laggiù, ma con te sarà al sicuro – diceva la figlia di Taide.” Da quando vive con la nipote, ogni mattina Taide la accompagna a scuola, le prepara colazione e la attende per il pranzo. Quando esce per fare la spesa, incontra sempre le due vicine di casa che occupano la panchina davanti al portone: la riservata Signora Semenzoni del primo piano e la solare Valentina di settantacinque anni, sempre pronta a raccontare storie dalla sua vita romana. Le chiacchiere davanti al condominio sono una tradizione di quartiere: si discute delle ultime notizie, delle trasmissioni viste la sera prima in televisione, c’è chi parla di pressione alta, chi di ricette, e la panchina rimane occupata finché il sole non cala. La primavera ridesta tutto: i rumori delle macchine, il mercato si anima, le persone colorano il paese con giacche leggere. Di pomeriggio, dopo i compiti e le lezioni di danza di Vale, Taide si siede in compagnia sulla panchina, a volte con il vicino signor Egidio del secondo piano, vedovo e padre di una figlia lontana, di cui si prendeva cura lavorando sempre troppo. Col tempo Taide ed Egidio si ritrovano spesso insieme, passeggiano nel parco, leggono riviste sotto la grande pianta di tiglio. Finché la figlia di Egidio, Vera, torna dopo tanti anni, proponendogli di vendere la sua casa per trasferirsi da lei in città. Vera, severa e distante, non accetta il rifiuto del padre e cerca l’alleanza di Taide, che però non cede e riceve in cambio accuse e chiacchiere velenose davanti a tutti. Quando finalmente Vera riparte, Taide si tiene alla larga da Egidio, ma lui, con in mano un mazzo di tarassaci e una corona appena intrecciata, la invita a ritrovare un sorriso. “Ho preparato la marmellata di tarassaco, è buonissima e fa bene… e nei pomeriggi insieme la primavera torna a risplendere sotto la loro panchina di provincia.” Marmellata di tarassaco: una storia di rinascita primaverile, amicizie ritrovate e panchine di paese, tra ricette, chiacchiere e nuove possibilità.