Diario personale, 14 giugno
Da quando ho detto a mia moglie che sua figlia non era affar mio, la verità sulla nostra famiglia è emersa in modo inaspettato.
Mi chiamo Roberto e sono rimasto scapolo a lungo. Anche mio fratello minore è sposato e ha figli ormai. La fortuna in amore non mi ha mai assistito: nessuna donna con cui abbia pensato di costruire qualcosa di serio. I miei parenti non mi davano tregua: Quando ci inviterai al matrimonio? domandavano ad ogni pranzo della domenica. Io, in fondo, ero pronto per quel passo già da tempo. Al mio trentacinquesimo compleanno, decisi che era arrivato il momento di cambiare vita.
Un sabato sera, in un locale a Trastevere, mi capitò di incrociare un collega che stava ballando con una ragazza. Dopo qualche sguardo, scambiammo qualche frase semplice tra una canzone e laltra.
Che ci fai qui, Marco?
Ciao Roberto, ti presento una mia amica, appena arrivata da Firenze.
Molto piacere, tu devi essere?
Sì, sono Ludovica. Piacere.
Benvenuta a Roma, Ludovica! Magari possiamo diventare amici
Sarebbe bello! sorrise lei sinceramente.
Ludovica era incantevole, elegante ma alla mano. Si vedeva subito che aveva un modo di fare spontaneo, ma non ordinario; mi conquistò in poco tempo. Più tardi, scoprì che Ludovica aveva una figlia, una ragazzina che frequentava la scuola media. Allinizio ci pensai su, titubante, ma poi mi convinsi che non era affatto un problema.
Cominciammo a vivere insieme, trovando conforto nella routine: tra scuola, corsi di pianoforte e attività sportive, sua figlia era spesso impegnata. Destate la mandava dalla nonna a Sorrento.
Ludovica non pensava che fosse necessario lavorare; con il mio stipendio da ingegnere potevo mantenere tranquillamente la famiglia. Un giorno però mi accorsi che le sue richieste iniziavano a crescere. Non si trattava solo delle spese quotidiane: voleva iscrivere la figlia a corsi privati, lezioni di nuoto, ripetizioni dinglese.
Roberto, serve qualche euro in più per i corsi di danza questo mese
Va bene, Ludovica. Sai che mi sta a cuore la crescita di tua figlia.
Le richieste aumentarono gradualmente. Prima 100 euro per la gita scolastica, poi altri 50 per il corso di teatro. Col tempo la mia pazienza cominciò a cedere e decisi di parlarle chiaramente.
Ieri mi ha chiamato la professoressa di tua figlia: organizzano una vacanza studio a Milano.
E quindi?
Vorrei che partecipasse anche lei, ma ci vogliono almeno 300 euro. Non è giusto che non possa andare, sarà lunica tra i suoi compagni.
Ludovica, non voglio sembrare tirchio, ma questi continui dispendi mi mettono in difficoltà. Perché il padre non contribuisce?
Roberto, sapevi che avevo una figlia. Nessuno ti ha obbligato a restare con me. Pensavo fossi più comprensivo! e scoppiò a piangere, chiudendosi in camera.
La mia coscienza mi spinse a chiedere scusa. Le diedi i soldi richiesti, ma dentro restava una sensazione di disagio. Non capivo perché il suo ex, benestante da quanto avevo visto in una foto sul suo computer auto costosa, abiti eleganti non partecipasse alle spese. Decisi di affrontare nuovamente largomento.
Ludovica, non voltarti contro di me. Solo vorrei sapere: perché il padre non versa nemmeno un euro?
Non accetto niente da lui. Preferisco cavarmela da sola.
Ma non è giusto. Io sono estraneo, costretto a sostenere tutto, mentre il padre si fa gli affari suoi. Dovrebbe aiutarla, è sua figlia.
Tu ti consideri estraneo? Pensavo che per te fossimo una famiglia. Mi deludi
Non accusarmi, anche io potrei recriminare.
Fa pure come vuoi. Tanto non gli chiederò mai niente. Se non vuoi aiutare, cercherò un lavoro. Ma non ci abbasseremo a chiedere favori a nessuno. Non vuoi più responsabilità? Allora lasciamoci.
Ma perché questa rabbia? Non possiamo ragionarci?
Non voglio ragionare. Ho finito le parole. Buonanotte. Dormi pure sul divano.
Quella notte, rimasi sul divano. Non riuscivo a prendere sonno, la mente vorticosa di pensieri. Ludovica era troppo orgogliosa per lasciar entrare il padre nella vita della figlia, ed io ero ormai il bersaglio delle sue frustrazioni. Crescere quella ragazza sarebbe stato sempre più difficile, e le spese sarebbero aumentate. Intanto il padre viveva la sua vita di lusso a Milano, senza mai interessarsi. Lorgoglio di Ludovica ci stava allontanando, e io cominciai a pensare che forse avrei dovuto parlare direttamente con lui.





