Mio suocero rimase senza parole quando vide in che condizioni viviamo

Mio suocero rimase letteralmente senza parole quando vide in che condizioni vivevamo

Io e mio marito ci siamo conosciuti al matrimonio di un amico comune a Firenze. Era il periodo in cui mi ero appena trasferita in città e avevo trovato lavoro in una piccola enoteca. Onestamente? Ero al settimo cielo di essermi finalmente lasciata alle spalle i campi e le galline di Poggibonsi per mettermi i tacchi in città! La nostra relazione è decollata come un Frecciarossa dopo solo un anno è nata nostra figlia, Ludovica.

E poi, come nelle migliori commedie allitaliana, la trama si è capovolta.

Perché nostra figlia è bionda con gli occhi azzurri, mentre tu e io siamo più scuri di una coppa di amarene?
Amore, magari ha preso dal tuo papà. Guarda che somiglianza!
Non raccontare storie. I figli dovrebbero somigliare a mamma o papà, non al resto della tribù. Anche mia madre è convinta che non sia mia.

Devo ammettere che mia suocera era contro di me fin dal primo piatto di lasagna. Era convinta che non amassi suo figlio abbastanza, neanche se gli facevo la torta di ricotta tutti i weekend. Il suocero invece era un uomo doro, divorziato dalla suocera, con una nuova famiglia a Pisa, ma non si dimenticava mai di suo figlio.

Il finale fu degno di un dramma RAI: mio marito portò a casa unaltra donna, mi ordinò di fare le valigie e sfrattarmi in un sabato sera come se fossi un mobile vecchio. Non cera scampo.

I miei genitori? Figurati, non mi avrebbero mai accettata a Siena con una bambina. Troppa vergogna, sai comè nei paesini, le pettegole sarebbero impazzite! E con il freddo toscano, in una casa senzacqua calda, non si poteva stare. Chiamai la mia amica Francesca, che mi ospitò qualche giorno. Poi racimolai un po di euro e trovai una stanzetta dove vivere con Ludovica. Ma i soldi sparivano più in fretta di quanto mi versassero lo stipendio.

Un giorno entro dal panettiere e sento uno che mi chiama da dietro:
Ragazze, dove vi siete cacciate? Sono persino tornato in campagna a cercarvi! Era il suocero, Alessandro.

Come stai? Che sorpresa! sussurrai, tentando di nascondere le occhiaie.
So cosa ha fatto mio figlio. Non cè scusa che tenga, lui e mia ex moglie sono uguali Ma adesso, dove state?
In una stanza in affitto.
Capito. Adesso corro, vado in trasferta. Appena torno, sistemiamo subito la questione della casa. Prendi qua, dovrebbero bastare per un paio di settimane e mi allunga una busta con dentro dei bei euro freschi.

Ero talmente sollevata che finalmente potevo comprare almeno pane fresco e latte intero senza guardare il prezzo.

Tornò prima del previsto. Venne a trovarci. Si bloccò davanti allo scomodissimo letto sfondato e la finestra che non chiudeva: sembrava avesse visto un film di Pasolini. Non poteva portarci da lui: la nuova moglie sera messa di traverso (una romana, capirai). Però trovò la soluzione alla italiana con tutti i suoi risparmi comprò un appartamentino e lo intestò direttamente a Ludovica. Ho tentato di rifiutare, ma lui era categorico: Non lo faccio per te, è per mia nipote!

Nel giro di un mese, io e Ludovica ci siamo sistemate nella nostra casetta (zona Careggi, niente male!). Il suocero si presentò con un furgoncino pieno di mobili, una moka e persino la tv. Da vero nonno italiano.
Non correrla a mettere allasilo, la bimba ha bisogno della sua mamma. Ti aiuto io, non preoccuparti. E sai, anche mia moglie ci ha ripensato e vorrebbe conoscerla.
Grazie mille davvero!

Su, non piangere! Quando hai bisogno, chiama. Io sono qui, la famiglia non si rifiuta mai. Vedrai che col tempo si sistema tutto.

Sono felice che Ludovica abbia un nonno così straordinario. Mio marito non è stato proprio fortunatissimo, ma almeno il nonno ci ha messo letteralmente tutto quello che aveva per risolvere la nostra situazione.

Col passare degli anni ho trovato di nuovo lamore e mi sono risposata, ma non ho mai dimenticato Alessandro. Sempre il benvenuto a casa nostra, andiamo spesso a trovarlo per una bella grigliata o una partita di briscola. Insomma, direi che alla fine, ci siamo messi in pari con la vita.

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