I vicini hanno deciso di mostrarci chi comanda in casa. E tutto senza un motivo.

I vicini decisero di mostrarci chi comandava nel palazzo. E senza alcun motivo.

Era ormai passato un lustro da quel sogno strano. Io e mio marito, con le nostre due bambine, abitavamo tutti strette nellunica stanza di un minuscolo monolocale. La casa sembrava un guscio troppo stretto: era ovvio che avremmo dovuto trovare più spazio. Ma allepoca, tutto rimaneva solo tra le parole sospese a cena, come nuvole basse sopra la tavola.

Poi, quando scoprimmo che presto sarebbe arrivata una terza figlia, la necessità di allargare i confini del nostro rifugio divenne impellente. Lunica via era vendere il piccolo appartamento, aggiungere qualche risparmio, e forse così avremmo potuto permetterci un trilocale, almeno in periferia.

Così facemmo. Venduto il vecchio appartamentino, comprai finalmente il tanto agognato trilocale in una vecchia palazzina liberty ai margini di Torino. Lappartamento ci accolse già ristrutturato di fresco, bianco e luminoso come la crema sul pandoro: bastava aggiungere i nostri mobili.

Per qualche tempo, vivemmo in una felicità ovattata. Ma presto venne a galla unombra: i vicini dei piani alti si coalizzarono contro di noi, come attori in una commedia assurda, per mostrarci che in quel condominio erano loro a regnare.

Non passava giornata senza qualche rimprovero sottile o lamento tra le scale.

Perché lasciate il portone aperto così a lungo?
Stavamo trasportando scatoloni, era ovvio dover tenere aperto un po

Perché parcheggiate lauto sotto le mie finestre?
Parcheggio sotto le MIE finestre, abito al primo piano, le sue stanno sopra; non ci posso far nulla

Poi, un altro appunto arrivò a scombinarci il mondo:
Quando le vostre bambine tornano dallasilo, corrono come pazze per casa! E poi accendete i cartoni animati, non riesco a sopportarlo!
Ma abitate sopra di noi. Come possono disturbarvi se il rumore sale in sogno come le bolle in un bicchiere di spumante?

Lultima goccia cadde piano mentre mia moglie, una sonnambula gravida di nove mesi, era sola a casa. Le vicine vennero nel pomeriggio, irrompendo come figure scomposte in una sceneggiata felliniana e iniziarono a sgridarla.

Siamo venute a parlare.
Di cosa si tratta?
Suo marito, uscendo per fumare, ha lasciato entrare un uomo mai visto che poi ha bussato porta per porta proponendo duplicati delle chiavi del portone!
Mio marito non fuma (e in effetti non ho mai toccato una sigaretta). Aggiunsero sibilando: se quelluomo ha le chiavi del portone, allora chiunque potrebbe entrare quando vuole

Quando rincasai e mi fu raccontata la scena, salii dai vicini, esasperato, e con tono tuttaltro che gentile spiegai loro che non avevano più il diritto di trattarci così.

Dopo quellepisodio irreale, cominciammo a convivere in una pace surreale: da allora, loro non ci salutarono mai più. Poi, io mi svegliai.

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