Mio figlio ha impiegato molto tempo a trovare la donna giusta da sposare, ma non ho mai messo in dubbio le sue scelte. Alla fine, quando ha compiuto trentanni, ha conosciuto Martina, una ragazza che sembrava fatta apposta per lui.
Quasi ogni giorno sentivo parlare di quanto fosse gentile e bella. Mio figlio era davvero innamorato di lei e anche a me Martina stava simpatica. Mio figlio raccontava con entusiasmo a me e agli amici tutte le sue qualità per lui era la donna ideale, quindi non aveva esitato a sposarla in fretta. Da madre affettuosa, naturalmente, ho approvato la sua decisione.
Organizzare il matrimonio non è stato semplice, ma i miei amici sono stati bravissimi nellaiutarmi. I genitori della sposa erano persone squisite, e ci siamo trovati bene fin da subito. Allinizio tutto era meraviglioso, ma col passare del tempo le cose sono cambiate. Il loro matrimonio ha iniziato a mostrare i primi segni di crisi e le incomprensioni erano sempre più frequenti. Sapevo che era appena il primo anno di matrimonio e che forse, con il tempo, si sarebbe sistemato tutto, ma continuavo a preoccuparmi: desideravo solo che la loro unione fosse solida e felice.
Una sera, però, sono rimasta davvero turbata. Era tardi quando mio figlio è arrivato da me con le sue valigie. Mi ha detto che non aveva più un posto dove andare perché la moglie lo aveva mandato via di casa. Ha passato alcuni giorni da me e Martina non si è fatta vedere nemmeno una volta per cercare di sistemare le cose. E questa situazione si ripeteva troppo spesso.
Quando poi mia nuora mi ha detto che era incinta, ho deciso di parlare con entrambi. Volevo dare loro qualche consiglio, sperando potesse aiutarli a evitare altre discussioni in futuro. Purtroppo, invece di migliorare le cose, le ho peggiorate. Gli scontri tra loro sono diventati ancora più frequenti e mio figlio ha cominciato a rifugiarsi da me sempre più spesso. Lo vedevo abbattuto, non era più lo stesso ragazzo gioioso di un tempo; nei suoi occhi si leggeva solo delusione.
Non riuscivo a sopportare di vederlo così infelice in quel matrimonio e così gli ho detto di riflettere bene su cosa fosse meglio per lui. Gli ho consigliato che, forse, sarebbe stato un padre migliore vivendo da solo. Alla fine, si è convinto e ha chiesto il divorzio al tribunale.
Poco tempo dopo, Martina è venuta a casa mia a chiedermi aiuto. Mi pregava di convincere mio figlio a ritirare la richiesta di separazione, perché non voleva distruggere la famiglia. Più volte le ho consigliato di impegnarsi di più per la serenità della loro casa. Alla fine, è arrivata perfino a rimproverarmi davanti agli altri parenti, accusandomi di essere la causa della loro rottura.
Ora mi domando se ho fatto bene a spingere mio figlio verso il divorzio. Sua moglie non mi sopporta, e anche lui sta prendendo sempre più le distanze da me. E se in fondo si amassero ancora? Vivere separati non è la soluzione migliore, ma neanche vivere insieme senza serenità lo è.
A volte nella vita bisogna accettare che non sempre possiamo risolvere i problemi delle persone che amiamo. Limportante è che ognuno cerchi la felicità senza perdere sé stesso, e che impariamo a lasciar andare ciò che, nonostante i nostri sforzi, non possiamo cambiare.






