Cinque case in famiglia, ma noi siamo costretti ad affittare: la nostra storia tra genitori proprietari, patrimonio immobile e figli lasciati soli nella precarietà

Diario personale, 10 giugno

Ormai sono così abituata a questa situazione che nulla mi sorprende più. Mi fermo un momento a riflettere su come sia possibile che, nella mia famiglia, ci siano cinque appartamenti, eppure io e mio marito siamo costretti a vivere in affitto.

I genitori di mio marito possiedono la loro casa a Torino e hanno altri due appartamenti, uno a San Salvario e laltro in zona Lingotto. Li tengono affittati, e ogni volta, con un sorriso sulle labbra, ci ricordano che tutto ciò che hanno lo hanno guadagnato con il duro lavoro e si aspettano che noi facciamo lo stesso. Forse dimenticano che un tempo lo Stato assegnava le case oppure si poteva ottenere un appartamento solo lavorando in una fabbrica, come la Fiat. Oggi, invece, mettere da parte abbastanza soldi per una casa è unimpresa, soprattutto se già si paga un affitto mensile.

Anche i miei genitori, a dire la verità, non sono molto diversi dai miei suoceri. Quando mia nonna Letizia è venuta a mancare, aveva lasciato il suo appartamento di Piazza Vittorio a nome mio. Ma allora ero ancora una bambina, e i miei hanno deciso di affittare anche quellappartamento fino a quando non avrei compiuto diciotto anni. Ora sono maggiorenne, ma la comodità di ricevere ogni mese ottocento euro li ha talmente conquistati che non mi permettono di andarci a vivere.

Sono ormai anni che io e mio marito, Edoardo, affittiamo una piccola mansarda con una sola camera a Vanchiglia. Quasi tutto il nostro stipendio va via tra mutuo e bollette. In certi periodi ci restava appena quel che bastava per mangiare. Ora sono in maternità e la mia busta paga non è mai stata alta, ma senza bambini ci arrangiavamo un po. Edoardo fa il possibile, lavora sia in un bar che in una pizzeria e torna a casa stremato ogni notte. Ma oggi senza una laurea non si guadagna abbastanza: lui, subito dopo il diploma, è dovuto andare nellesercito e poi ci siamo conosciuti, quindi non ha mai avuto modo di studiare alluniversità.

Quello che mi infastidisce davvero è vedere mia madre ogni settimana che mi chiede consiglio su quale vestito comprare o quale maglia sia più di moda, quando io non ho neanche abbastanza soldi per comprare vitamine o frutta fresca. Continua a ripetere che dobbiamo essere indipendenti economicamente. Secondo lei dovremmo anche aiutare lei e papà, tanto che sognano di fare un viaggio in Grecia la prossima estate.

Questa mentalità dei miei genitori e dei suoceri mi fa soffrire. Hanno tutto ciò che desiderano e anche di più, ma non cè mai un gesto di supporto verso di noi. Capisco che non devono privarsi di nulla per aiutarci, ma se hanno la possibilità, perché non farlo? Non capisco proprio questo modo di essere: io, al contrario, ai miei figli vorrei dare tutto ciò che posso e anche quello che non posso.

I nostri amici cercano di confortarci dicendo che un giorno erediteremo tutto questo patrimonio familiare, ma ormai sono così delusa che non mi interessa più. Che si tengano pure quegli appartamenti fino alla fine della loro vita e oltre.

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Cinque case in famiglia, ma noi siamo costretti ad affittare: la nostra storia tra genitori proprietari, patrimonio immobile e figli lasciati soli nella precarietà