Era stato un inverno aspro quello di tanti anni fa, quando la neve aveva stinsato il cortile di Lorenzo cu un manto bianco e soffice. Tuttavia, il suo fedele cane Brando, un gigantesco pastore maremmano abruzzese, aveva cominciato a comportarsi in modo strano.
Invece di rannicchiarsi nella grande cuccia che Lorenzo gli aveva costruito con tanto amore la scorsa estate, Brando si ostinava a dormire allaperto, direttamente sulla neve gelida. Lorenzo lo osservava dalla finestra, sentendosi stringere il cuore: mai il suo amico era stato così.
Ogni mattina, quando usciva fuori, vedeva Brando fissarlo con uno sguardo teso. Appena accennava ad avvicinarsi alla cuccia, il cane si piazzava davanti allingresso, ringhiava piano e lo guardava supplichevole, come a dire: Ti prego, non entrare lì dentro. Questo comportamento, talmente inusuale dopo tanti anni di complicità, aveva cominciato a tormentare Lorenzo: che segreto celava il suo più caro amico?
Determinato a capire, Lorenzo ideò un piccolo stratagemma: attirò Brando in cucina con una fetta di salame profumato. Mentre il cane, chiuso in casa, abbaiava agitato contro la porta, Lorenzo si avvicinò alla cuccia e, sedendosi accanto, provò a sbirciare dentro. Gli si gelò il sangue nelle vene quando, gli occhi abituatisi alloscurità, vide qualcosa che gli tolse il fiato
Allinterno, avvolto in una copertina, giaceva un minuscolo gattino sporco, intirizzito, con il respiro affannoso. Gli occhietti si aprivano a fatica, mentre il corpicino tremava per il freddo. Brando, probabilmente trovato nel vicolo vicino, non solo non lo aveva scacciato, ma lo aveva protetto. Preferiva dormire fuori, per non spaventarlo, e faceva la guardia allingresso della cuccia, come se custodisse un tesoro prezioso.
Lorenzo rimase senza fiato. Allungò le mani, raccolse delicatamente quella creaturina infreddolita e se la strinse al petto. Proprio in quel momento, Brando corse fuori e si accostò a lui, questa volta senza ringhiare, pronto ad aiutare.
Sei proprio un bravo cane, Brando sussurrò Lorenzo, cullando il gattino. Più bravo di tanta gente.
Da quel giorno, in quel cortile non vissero più solo due amici, ma tre. E la cuccia, costruita con tanto impegno, ritrovò il suo senso: era diventata una piccola casa per anime salvate.






