I nostri nipoti sono adorabili, ma non abbiamo più le forze per occuparci di loro: la storia di genitori italiani e delle difficili scelte tra amore e limiti nel sostenere la famiglia

I nostri nipoti sono adorabili, ma non abbiamo più la forza per occuparci di loro.

Si dice spesso che i figli siano una benedizione. E la stessa cosa vale per i nipoti, su questo sono daccordo. Ma solo se non sono troppi e se si ha la possibilità di mantenerli. Io e mia moglie abbiamo una figlia, Lucia. Successe che, quando aveva solo diciannove anni, ci rivelò di essere incinta. Di lì a poco mise al mondo due gemelli Matteo e Alessandro. Poi, si sposò con un ragazzo del paese. Pensavo che tutto, piano piano, si sarebbe sistemato.

Naturalmente, ci trovammo tutto sulle spalle. Una giovane madre con due neonati, e suo marito anche lui ancora troppo giovane e con uno stipendio da fame. Così, toccò soprattutto a noi mantenerli. Io e mia moglie dovemmo cercare dei lavori extra per riuscire a far fronte alle spese di tutti: figli e nipoti. Le nostre giornate iniziavano allalba e finivano che era già notte.

I giovani per un po hanno vissuto con noi. La mattina sveglia presto per il lavoro, ma io ero sempre a pezzi perché la notte non chiudevo occhio, correndo avanti e indietro per i gemelli mentre Lucia cercava di riposare. Era inevitabile che anche la salute ne risentisse.

Passarono così quasi tre anni, loro riuscirono finalmente a rimettersi in piedi e i bambini erano già più grandi. E proprio allora, Lucia mi dice che aspetta un altro bambino. Glielho detto subito, forse in modo brusco: sarebbe stato meglio interrompere la gravidanza, crescere due figli non è facile per nessuno. Ma lei fu irremovibile, decisa a portare avanti la gravidanza. Nacque anche la terza bambina, Arianna, e di nuovo tutto ricominciò da capo. Soldi che mancavano, una bocca in più da sfamare. Io e mia moglie siamo tornati a lavorare ancora più duramente, anche se il genero, Stefano, guadagnava qualcosina di più, ma come poteva mai mantenere cinque persone con uno stipendio di mille euro?

Mio marito ebbe un ictus, io cominciai ad avere dolori forti al petto. Mi resi conto che i nostri corpi non avrebbero retto ancora a lungo una vita così. Dissi a Lucia che ora dovevano cavarsela da soli, che noi non eravamo più in grado. Fu allora che lei mi diede la notizia che davvero mi lasciò senza fiato: era di nuovo incinta, stavolta del quarto figlio.

Non sapevo più cosa rispondere. Cosa pensavano, loro? Forse che io e il padre potevamo supportare tutti quanti allinfinito? Noi non ce la facciamo più. Non so davvero come andare avanti, e non voglio che la gente ci giudichi perché non aiutiamo la nostra unica figlia. Ma noi abbiamo già fatto tutto quello che potevamo.

A questo punto della vita, ho imparato che lamore non basta se il fisico non regge più. E arriva un momento in cui bisogna lasciare che i figli imparino ad affrontare la vita con le proprie forze.

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