E ha capito che sua suocera non è poi così terribile come ha sempre pensato: la storia di Nadja, il marito cacciatore e una notte diversa dalle altre tra vecchi amici, rimpianti e una sorprendente complicità familiare la vigilia di Capodanno

E poi capì che sua suocera non era affatto la donna terribile che aveva pensato in tutti quegli anni.

La mattina del trenta dicembre era uguale a tutte le altre, proprio come era stato negli ultimi dodici anni, ossia da quando Lucia e Matteo vivevano insieme. Nulla di nuovo: lui, come sempre, allalba era partito per una battuta di caccia e sarebbe tornato solo il trentuno a pranzo, il figlio era a casa della nonna paterna, e Lucia si ritrovava ancora una volta da sola.

Ormai ci aveva fatto labitudine; Matteo era sempre stato un appassionato cacciatore e pescatore, spendeva ogni fine settimana e tutte le feste nei boschi, con qualsiasi tempo, mentre lei lo aspettava a casa.

Ma quel giorno, chissà perché, Lucia si sentiva più triste e sola del solito. Prima riempiva giornate così con le pulizie di casa, cucinando, sempre trovando una marea di faccende. Il Capodanno era solo il giorno dopo; come da tradizione, lo avrebbero festeggiato a casa della suocera per il dodicesimo anno consecutivo. Era tutto già scritto, nulla cambiava. Eppure, quella volta, Lucia si sentiva svuotata, le cose le cadevano dalle mani e non aveva voglia di fare niente.

La telefonata dellamica arrivò proprio al momento giusto. Lucia, addirittura, si sorprese a sorridere. La sua migliore amica fin dai tempi del liceo, Ilaria, sempre allegra e solare nonostante fosse divorziata, spesso organizzava serate conviviali a casa sua. Anche stavolta chiamò:

Sei di nuovo sola in casa, eh? più che domandare, lo affermò quasi con un sospiro Matteo è scappato ancora nei suoi boschi? Vieni da me stasera, ci sarà una compagnia fantastica, che senso ha stare lì a piangerti addosso?

Lucia non promise nulla, e sinceramente non aveva intenzione di uscire. Ma allimbrunire la malinconia peggiorò. Per la prima volta sentì davvero la mancanza del marito e il dispiacere di non averlo vicino.

Tutti quegli anni erano passati tra casa, lavoro e loro figlio, nientaltro. Non uscivano mai: Matteo si annoiava alle feste, aveva in testa solo la pesca e la caccia e Lucia non aveva voglia di andare da sola. Niente vacanze, solo qualche giorno dalla madre di Lucia in campagna. Certo, lei era felice che il marito andasse daccordo con la suocera, ma avrebbe tanto voluto andare al mare o semplicemente scoprire il mondo.

Poi, verso sera, Lucia pensò: perché non accettare linvito di Ilaria? Sempre meglio che restare a casa a farsi divorare dalla tristezza. Così si preparò e andò dallamica, dove si incontrarono vecchi compagni di scuola ed amici. Lucia si divertì tantissimo.

Ma soprattutto, quella sera cera Gabriele, la sua prima cotta ai tempi delle elementari. Fu quasi naturale che la notte la trascorsero assieme, anche perché Lucia, anche se aveva bevuto poco, si lasciò portare via dai ricordi e dalle emozioni.

La mattina dopo, però, si sentiva piena di vergogna e disagio, desiderosa solo di dimenticare quellincidente; se ne andò di corsa da casa di Gabriele.

Tornando, la attendeva una sorpresa: appena varcata la porta vide i vestiti di Matteo, capì subito che era tornato prima del previsto. Le gambe improvvisamente le tremarono: se il marito avesse scoperto che non aveva passato la notte a casa, sarebbe stato la fine, un disastro. Se lui lavesse fatta, Lucia non lavrebbe mai perdonato.

Si rimproverò duramente, pensando che per una leggerezza aveva rischiato di distruggere tutto, perché, nonostante tutto, amava suo marito. Un improvviso squillo del telefono di casa, però, la riportò nella realtà.

Era la suocera, che le disse: Non so cosa sta succedendo lì da voi, ma stanotte Matteo mi ha chiamato, non riusciva a raggiungerti. Gli ho detto che eri dalla zia Caterina, che aveva avuto un malore improvviso, eri rimasta lì con lei. Mi raccomando, non smentire…

Lucia non avrebbe mai pensato di trovare unalleata nella suocera. Non avevano mai litigato davvero, ma Anna Maria, la madre di Matteo, non laveva mai accettata di cuore. Allinizio era contraria al loro matrimonio, pensando si fossero sposati troppo presto; poi, dopo la cerimonia, i primi anni da conviventi con la suocera erano stati tuttaltro che semplici.

Quando poi si trasferirono da soli, i rapporti con la suocera diventarono sporadici; si incrociavano solo alle occasioni familiari, mantenendo una gentile distanza. In quel momento, però, Lucia era sinceramente grata alla suocera e il pensiero di ciò che sarebbe venuto dopo non la spaventava più: limportante era che Matteo non sospettasse dove fosse veramente.

La sera stessa, Lucia e Matteo andarono dalla suocera e, mentre erano in cucina da sole, Lucia si fece coraggio e le raccontò tutto, ringraziandola. Ma Anna Maria non volle nemmeno ascoltarla.

Su, lascia stare, credi che non sia umana? Che non sappia cosa significa vivere accanto a un uomo che ha occhi solo per le sue passioni? Nemmeno io sono santa… Guarda tuo suocero, Pietro, disse indicando verso il soggiorno sempre in giro per boschi anche lui! Pensi che non mi abbia mai fatto soffrire? Limportante è che non diventi unabitudine, capisci cosa intendo? concluse con un sorriso complice.

Lucia capì perfettamente. E capì anche che la suocera non era poi così dura come laveva sempre creduta, ma una donna che sapeva capire. Alla fine tutto si risolse, e Lucia decise per sé che mai più avrebbe passato una notte fuori casa senza il marito.

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E ha capito che sua suocera non è poi così terribile come ha sempre pensato: la storia di Nadja, il marito cacciatore e una notte diversa dalle altre tra vecchi amici, rimpianti e una sorprendente complicità familiare la vigilia di Capodanno