Mamma, il Cuore della Famiglia Italiana

Giacomo si è sposato a ventiquattro anni. La moglie, Fiorella, ne aveva ventidue. Era lunica figlia di un professore e di uninsegnante, e tutto il resto due fratellini birichini è arrivato subito dopo, poi la piccola Giulia.

Nonna Nunzia Antonelli, appena ritiratasi, si è dedicata ai nipotini. Con Giacomo il rapporto è sempre stato un po freddo: lui la chiamava solo con nomecognome, Nunzia Antonelli, e lei rispondeva con un formale lei, usando sempre il suo nome completo. Non si sono mai mossi, ma in sua presenza Giacomo si sente come in una stanza dinverno. Daltronde, la suocera non fa mai drammi, conversa sempre con un rispetto quasi teatrale e rimane neutrale nella coppia dei figli.

Un mese fa lazienda dove lavorava Giacomo è fallita, lo hanno licenziato. A cena Fiorella ha sparato:
Con la tua pensione e il mio stipendio da 1500euro non ce la facciamo, Già. Trova un lavoro.
Dire trova un lavoro è facile! Giacomo ha bussato porte per trenta giorni, ma niente.

Stanco, ha calciato la lattina di birra rimasta sul tavolo. Per fortuna Nunzia è rimasta in silenzio, ma lancia sguardi che dicono più di mille parole. Prima del matrimonio, Giacomo aveva sentito una chiacchierata tra madre e figlia:

Fiorella, sei certa che sia lui la persona con cui vuoi passare il resto della vita?
Mamma, ovviamente!
Mi sembra tu non abbia capito lonere. Se tuo padre fosse stato vivo
Mamma, basta! Ci amiamo, andrà tutto bene!
E i bambini? Potrà provvedere?
Provvederà, mamma!
Non è ancora tardi per fermarsi e riflettere. La sua famiglia
Mamma, lo amo!
Ah, se non dovessi morderti i gomiti!

Giacomo ha sorriso amaramente: È il momento di morderci i gomiti, ha pensato, mentre la suocera lo guardava come se fosse un pesce fuori dacqua.

Andare a casa non gli veniva in grazia. Sentiva Fiorella confortarlo a parole di circostanza: Domani andrà tutto bene, la madre sospirare e guardare con disapprovazione, e i bambini chiedere con un ghigno: Papà, hai trovato lavoro?. Ascoltare ancora una volta era insopportabile.

Così ha passeggiato sul lungomare, si è seduto su una panchina al parco e, ormai sera, è volato verso la casa di campagna in Toscana, dove la famiglia si trasferiva da maggio a ottobre. Nella stanza di Nunzia una finestra era illuminata, la tende tremava, Giacomo si è seduto sul tavolino di legno, colpito dal freddo.

Nunzia ha fatto capolino:
Da che tempo non sente Giacomo? Hai telefonato, Fiorella?
Sì, mamma, ma il numero è occupato. Forse non ha ancora trovato lavoro, sta gironzolando da qualche parte.

La voce di Nunzia è diventata gelida:
Fiorella, non osare parlare così del padre dei tuoi figli!
Mamma, davvero? Mi sembra che Giacomo si comporti da sciocco e non cerchi proprio lavoro. È già un mese che sta a casa sul mio collo!

Per la prima volta in sei anni, Nunzia ha sbattuto la mano sul tavolo, alzando la voce:
Non osare! Non dirlo così al marito! Cosa hai promesso quando ti sei sposata? di stare al suo fianco nella salute e nella malattia!.

Fiorella ha balbettato una scusa:
Scusa, mamma, non ti preoccupare. Sono solo esausta, stanca. Perdonami, cara.

Nunzia, stanca, ha fatto cenno di andare a letto. La luce si è spenta. Con passo lento ha attraversato la stanza, ha tirato indietro la tenda, fissando il buio, e poi, alzando gli occhi al soffitto, ha alzato le mani in preghiera:

Signore Onnisciente e Misericordioso, salva e custodisci il padre dei miei nipoti, il marito di mia figlia! Non permettere a lui di perdere la fiducia in sé stesso! Aiutalo, Signore, mio figlio!

Le lacrime scendevano silenziose sul suo volto.

Nel petto di Giacomo si è acceso un nodo di calore. Nessuno, nemmeno la madre severa che aveva dedicato la vita al comitato del partito, né il padre sparito quando aveva cinque anni aveva mai pregato per lui. Solo il lavoro nei collegioni e nelle scuole, luniversità, e subito un impiego: Non fare il fannullone, diceva la madre.

Il calore crescea, riempiendo tutto dentro di lui, finché ha scoppiato in lacrime amare. Ha ricordato le mattine in cui Nunzia si alzava per prima a preparare focacce, minestre di verdure, ragù e ravioli, che lui adorava. Il suo spezzatino di carne, i sottaceti croccanti, i pomodori in salsa, le conserve di melanzane

Perché non si era mai interessato a tutto questo? Perché non aveva mai detto un grazie? Lui e Fiorella si limitavano a lavorare, a generare figli, credendo fosse tutto. O forse era questa la loro visione.

Gli è tornata in mente la serata in cui tutta la famiglia guardava un programma sulla terra dei kanguri e Nunzia ha confessato di sognare di visitare lAustralia. Giacomo ha riso, dicendo che lì fa troppo caldo e che non lascerebbero entrare una signora in unarmatura di ghiaccio.

Giacomo è rimasto seduto sotto la finestra, la testa tra le mani.

Al mattino, insieme a Fiorella, è sceso sulla veranda per la colazione: focacce, marmellata, caffè e latte. I bambini con gli occhi brillanti e i sorrisi sulle labbra. Ha alzato lo sguardo e ha detto dolcemente:
Buongiorno, mamma!.

Nunzia ha sobbalzato, ha esitato un attimo, poi ha risposto:
Buongiorno, Giacchettino!.

Due settimane dopo Giacomo ha trovato un nuovo impiego, e un anno più tardi ha regalato a Nunzia Antonelli una vacanza in Australia, nonostante la sua iniziale ferma opposizione.

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