Durante la passeggiata con il cane, due uomini si sono avvicinati a una ragazza delle superiori e le hanno offerto con insistenza di ‘portarla a fare un giro’…

Mentre portava a spasso il cane, una ragazza delle superiori si fermò accanto a due uomini che le offrirono con insistenza di fare un giro

Mai prima dora, Ginevra aveva visto il suo cane così: occhi infuocati di rabbia, zanne minacciose. Prima ancora di capire cosa stesse succedendo, il cane si scagliò contro luomo che aveva afferrato il braccio della ragazza, spingendola a terra, mentre un ringhio cupo risuonava come unombra sinistra sopra di lui.

Quando Ginevra compì sette anni, le regalarono una stanza grande e luminosa tutta per sé. Ma la bambina si rifiutò categoricamente di dormirci da sola. Ogni sera, uno dei genitori a volte la madre, a volte il padre si sdraiava accanto a lei per farla addormentare. Se si svegliava di notte e non cera nessuno, prendeva cuscino e coperta e si trasferiva nella camera dei genitori. Né le suppliche né i discorsi educativi servirono a nulla niente cambiò, anche se la bambina cresceva.

Fino al giorno in cui la soluzione le rotolò davanti sotto forma di un batuffolo bianco e peloso, che prima sobbalzò spaventato, poi lasciò subito una pozzanghera. Da vicino, si rivelò un adorabile cucciolo, così dolce che Ginevra esclamò: Mamma, possiamo tenerlo? E iniziarono le trattative: studiare bene, tenere in ordine, portarlo a spasso da sola, e dormire nella sua stanza senza mamma e papà. Ginevra accettò senza esitare le prime tre condizioni, ma sullultima esitò poi capì: Ora non sarò più sola!

Così entrò in casa Lulù ufficialmente un Westie, ma per carattere una vera signorina, forte e determinata. E, sorprendentemente, Ginevra mantenne la promessa. Con larrivo di Lulù, iniziò a dormire nella sua stanza, e il cane divenne la sua fedele compagna, di giorno e di notte.

Lulù era una vera bellezza: elegante, consapevole del suo fascino, si comportava come una dama. Ignorava gli altri cani, ma con i bambini che volevano accarezzarla era paziente, quasi compiaciuta come se apprezzasse le loro lodi. Se un altro cane si avvicinava, però, mostrava subito i denti e ringhiava con indignazione.

Per modificare il comportamento di Lulù, la madre e Ginevra si iscrissero a una scuola per cani, frequentando diligentemente per tre settimane. Ma o listruttore non era esperto, o Lulù era troppo indipendente non cambiò. La conclusione dello specialista fu: Vi considera il suo branco. Non ha bisogno di altro. E così, loro tre stavano bene insieme.

Per le passeggiate, Ginevra e Lulù sceglievano un prato abbandonato dietro casa. Una volta cerano baracche, poi demolite rimanevano solo fondamenta e alberi da frutto selvatici. Da un lato, il terreno confinava con vecchie case di legno, ormai decadenti. La maggior parte dei padroni di cani preferiva il parco attrezzato, ma Ginevra e Lulù amavano quellangolo romantico, che trasmetteva libertà e tranquillità.

Ed è lì che Lulù incontrò il suo destino.

Quellestate, Ginevra compì quindici anni, Lulù otto. La ragazza era alta e slanciata, con uno sguardo sognante e il telefono in mano. Lulù, invece, si comportava con la sicurezza di una dama elegante. Camminavano insieme: Ginevra persa nei suoi pensieri, Lulù annusando lerba quando allimprovviso, lattacco! Un grosso cane lanuto le piombò addosso, simile a un pastore, ma con il pelo più arruffato e unenergia inesauribile. Era un gigante allegro e rumoroso, che saltellò attorno a Lulù, annusandola e leccandola con entusiasmo. Lulù rimase paralizzata, senza sapere come reagire.

Non aver paura, piccola! gridò una signora anziana, con un bastone in mano. È giocherellone, ma buono. Non ha mai morso nessuno!

Lo vedo, rise Ginevra, accovacciandosi mentre il batuffolo peloso le leccava la mano, la coda che sbatteva felice. Lunico pericolo è che ti lecchi a morte!

Sai, finora lho tenuto in cortile, mai portato fuori. Ma ieri è arrivato mio nipote e lha lasciato uscire era così felice! Ho pensato di portarlo anchio. Appena ha visto il tuo cagnolino, è corso subito da lui.

E il mio non lo stacca più dagli occhi. Credo si sia innamorato!

Che meraviglia! In due, la vita è più allegra. Lui si chiama Birillo. Io sono Nonna Pia.

Da quella sera, Birillo divenne un habitué delle passeggiate serali. A volte li aspettava già al prato, e se tardavano, Lulù emetteva un trillo acuto e un minuto dopo, lui correva verso di loro. Inseguivano, giocavano, rotolavano nellerba.

Ginevra portava una coperta, la stendeva sotto un melo e leggeva. Lulù e Birillo, dopo essersi sfogati, si sdraiavano vicini, annusandosi il muso. A volte si univa anche Nonna Pia portava biscotti, si sedeva e raccontava storie. Ginevra ascoltava volentieri la signora viveva sola, il figlio e il nipote la visitavano raramente. Aveva ricevuto Birillo come regalo anni prima, pensando sarebbe rimasto piccolo, ma era diventato un gigante.

Senza mio figlio, non ce la farei. Con la pensione, mantenerlo è una sfida, sospirava, mentre Birillo la guardava con amore.

Con larrivo di settembre, le passeggiate si spostarono alla sera. Una di quelle sere, mentre erano al prato e Birillo non cera, un fuoristrada nero entrò rombando, musica ad alto volume e tre giovani ubriachi a bordo. Due scesero, barcollando verso Ginevra, circondandola.

La ragazza indietreggiò sotto lalbero, attivò il microfono del telefono e lo infilò in tasca. Poi sussurrò a Lulù: Chiama Birillo. Subito!

Ora sperava solo che lavesse sentito.

Non dovette insistere Lulù iniziò ad abbaiare forte, chiedendo aiuto.

Ecco, questo sì che è interessante! rise uno dei ragazzi. Per fortuna siamo venuti qui!

Bel bestiolino! approvò laltro, mentre Lulù ringhiava, mostrando i denti.

Che aspettiamo? continuò il primo, afferrando il braccio di Ginevra. Andiamo, facciamo un giro! Prometto che ti riportiamo sana e salva

O quasi, rise laltro, prendendole laltro braccio.

Ragazzi, non vi piacerà, disse Ginevra, impassibile. Sta arrivando un altro cane. Meglio che ve ne andiate, finché siete in un pezzo solo

Un altro bastardino? rise il primo, dando un calcio a Lulù e trascinando Ginevra verso lauto. Dai, spero almeno che ci divertiamo!

Chissà, forse ci mangerà pure, rise laltro, schiaffeggiandole la coscia. Ma il divertimento durò poco: un attimo dopo, volò via come se fosse stato colpito da un ariete Birillo gli si scagliò contro con tutta la forza

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

five × 1 =

Durante la passeggiata con il cane, due uomini si sono avvicinati a una ragazza delle superiori e le hanno offerto con insistenza di ‘portarla a fare un giro’…