Fino a quando tua moglie resti alla casa di campagna, ordina la suocera dalla cucina. Sta per arrivare la mia amica con la figlia; vogliono stare qui una settimana, forse di più.
Guardo mio marito, anche lui rimane interdetto.
Mamma, chi è questamica? gli grida di sopra.
Lunica e irripetibile! risponde la suocera, poi si dirige verso la sua stanza.
Dove devo andare? chiedo, ancora confusa.
Lia, hai sentito bene tutto quello che ho detto, sbotta Irene Pavolini.
La suocera rovista nellarmadio e tira fuori dei bicchieri di cristallo, quelli riservati agli ospiti speciali.
Allora, si rivolge al figlio, quando la mandi via?
Chi, mamma?
Vittorio, smettila di fare la finta ignorante, gira gli occhi Irene. La tua moglie, una scema.
Mamma, perché la tua amica non prende una camera dalbergo?
Sei impazzito? Hai visto i prezzi? Lia resterà alla casa di campagna finché non la faccio vergognare!
Allora anchio mi trasferisco alla campagna. È estate, prendiamo le ferie e ci rilassiamo.
Mi sembra unidea buona, dico a Vittorio.
No! Tu, figlio, mi servì qui!
Mamma, abbiamo un appartamento di tre locali. Tu hai la tua stanza, noi la nostra, il soggiorno è libero: la tua amica può stare lì.
***
Dopo il primo incontro con quelluomo, capisco subito che sarà difficile. Irene Pavolini è contraria al nostro matrimonio; non voleva neanche andare al nostro matrimonio, costretta a partecipare dalla sorella di Vittorio.
Sono passati due mesi dal matrimonio e la suocera non mi ha ancora accettata nella famiglia. Ora viviamo nellappartamento dei genitori di Vittorio. Suo padre è scomparso da quasi un anno e Irene ha paura della solitudine.
Bene, acconsente la suocera, allora la tua moglie non esce dalla sua stanza.
Irene, come ti immagini questa cosa? mi indigno.
Ci penserò, risponde.
Mamma, quando arriva la tua misteriosa amica?
Dovrebbe già essere qui, guarda lorologio Irene.
In quel momento suona lo squillo della porta.
Che puntualità! mi sorprendo.
Irene corre ad aprire; io e Vittorio la seguiamo.
Buongiorno, Lia!
Ciao, Irene!
Entra una donna robusta, seguita dalla figlia.
Ti presento la mia principessa!
Che bellezza! esclama Irene, sbattendo le mani.
E la principessa ha un nome? ride Vittorio.
Ginevra! risponde la ragazza, una bambina robusta di circa 50kg.
Irene, presentaci i tuoi parenti, dice Silvana, guardandomi con Vittorio.
Questo è mio figlio, Vittorio, ti ho già parlato di lui.
Lo ricordo, un ragazzo gentile, sorride Silvana.
E questa indica Irene, è sua cugina, la sorella di sua madre!
La mia mascella si allenta, Vittorio ride a crepapelle.
Irene Pavolini, voi ma allora il marito mi trascina nella stanza.
Lia, per ora non dire chi sei.
Perché? mi chiedo.
Non capisci cosa sta succedendo?
Spiegami.
Pare che la mamma abbia invitato la sua amica per un motivo speciale.
Inizio a capire. Tua madre ha trovato per te una nuova moglie.
Vediamo cosa faranno dopo, e dire la verità non tardiamo mai.
Torniamo al corridoio dove gli ospiti si stanno cambiando.
Vittorio, aiuta Ginevra a togliere lo zainetto, ordina Irene.
Irene, dove sono i nostri appartamenti?
Qui, Silvana, indica Irene Pavolini, conducendo tutti nel soggiorno.
La sera ci siediamo a tavola. Irene ha apparecchiato una tavola sontuosa, come per Capodanno. Al centro cè Ginevra, ai lati sua madre e la suocera. Io rimango accanto al marito, come decide Irene. Principe prepara pollo e patate, mentre le due donne anziane la osservano commosse.
Ginevra, non essere timida, mangia, incita Irene.
Ultimamente non mangia bene, si lamenta Silvana. È dimagrita.
Cosè successo? chiede Irene.
Un amore non corrisposto! Si è innamorata di un ragazzo e lui le è sfuggito!
Forse voleva mangiarlo! esclama Vittorio.
Rido così tanto da quasi cadere sotto il tavolo.
Vittorio, dove sono le buone maniere? guarda irritata Irene.
Scusate, non volevo offendere!
Il pasto prosegue; le mamme hanno già bevuto parecchio.
Voglio fare un annuncio importante! prende la parola Silvana.
Stanno per fare i conti, sussurra Vittorio, spostandosi accanto a me.
Cara Irene Pavolini, Vittorio, sorella! Voglio che le nostre famiglie si uniscano; la mia principessa deve sposare Vittorio!
Siamo daccordo! grida Irene, battendo le mani.
Vittorio scoppia di nuovo a ridere, io sbullo dalla cucina.
Anchio ho un annuncio! ritorno in un attimo.
Che cosa è? sbotta Irene.
Aspetto un bambino! proclamo a squarciagola.
Stai a vantarti, risponde Irene.
Ecco le prove, mostro il test di gravidanza con due righe chiare.
Ginevra si avvale del pollo, Silvana beve vodka.
Da un cugino? chiede Irene, spalancando gli occhi.
Che cè di strano? Dormiamo insieme, non lo nascondiamo! Abbiamo persino fatto finta di sposarci! dichiara Vittorio.
Ginevra, alzati subito e vieni fuori! ordina Silvana.
Mamma, non ho finito il pollo, protesta la principessa.
Non rimarremo più in questa casa peccaminosa!
La donna e la sua principessa corrono verso luscita; Irene le insegue.
Lia, non farci caso, stanno scherzando.
Che scherzi! Irene, penso che sia ora di chiudere i contatti!
Dopo quelle parole le due donne paffute se ne vanno.
Io e Vittorio rimaniamo a ridere al tavolo.
Irene rimane offesa per una settimana, ma noi non le diamo più troppa importanza.






