Ricordo ancora come se fosse ieri langelo custode che vegliava su di me, ma il mio passato è avvolto da ombre di cui ho appreso soltanto col tempo. Non conoscevo i genitori di Cinzia; il padre laveva abbandonata quando era incinta e scomparve senza più voltarsi indietro. La madre morì quando Cinzia compì un anno, vittima di un cancro fulmineo che la consumò come cera di candela.
Cura di lei divenne la nonna Duccia, la madre di sua madre. Il marito di Duccia era morto da giovane, perciò lintera vita la dedicò alla figlia e alla nipote. Dal primo giorno tra Cinzia e Duccia nacque un legame spirituale così stretto che la nonna sapeva già cosa volesse la bambina senza che lei la dicesse, e le due comunicavano senza parole.
Duccia era amata da tutti: dai vicini di Borgo San Lorenzo fino agli insegnanti della scuola elementare. Non sparlava mai, era la confidente a cui tutti si rivolgevano per un consiglio. Cinzia era felice di avere una nonna così.
La vita sentimentale di Cinzia, però, non andava a gonfie vele. Scuola, università, lavoro, corse continue da un impegno allaltro. I ragazzi capitavano, ma nulla sembrava giusto. La nonna la rimproverava: Ma dai, Cinziolina, vai sempre in giro per le ragazze! Non trovi un bel garzone? Sei una fanciulla così bella e intelligente. Cinzia rispondeva con una battuta, ma dentro sapeva che a trentanni sarebbe stato il momento di pensare a una famiglia.
Un giorno la nonna non si svegliò più; il cuore si fermò nel sonno e Cinzia rimase sconvolta, quasi in preda allincredulità. Continuò a lavorare, a fare la spesa, ma tutto era dautomatismo. A casa la aspettava solo il gatto Micio, e il vuoto era profondo.
Un pomeriggio, sul treno regionale verso Firenze, Cinzia leggeva un romanzo. Di fronte a lei si sedette un uomo di circa quarantanni, vestito con impeccabile eleganza. La osservò intensamente e, stranamente, a Cinzia piacque quella attenzione.
Iniziò a parlare di libri, argomento che Cinzia poteva discorrere per ore. Proprio come in La vita è bella, pensò. Era ora di scendere, ma non voleva tornare a casa. Luomo, Alessio, le propose di proseguire la conversazione in un caffè vicino. Cinzia accettò con entusiasmo.
Da quel giorno sbocciò una storia damore turbinante. Si telefonavano ogni giorno, scambiavano messaggi, ma si vedevano di rado: Alessio era spesso impegnato al lavoro. Conosceva poco del suo passato; evitava di parlare di famiglia o di carriera, e a Cinzia non dispiaceva: era la prima volta che si sentiva davvero felice con un uomo.
Alcuni weekend Alessio la invitò a un ristorante elegante, facendole capire che quel giorno sarebbe stato speciale. Cinzia intuì che stava per chiedere la sua mano. Il suo cuore era al settimo cielo: finalmente avrebbe avuto marito, figli, una famiglia come tutti gli altri. Peccato che la nonna non potesse viverlo, pensò.
Quella sera, sdraiata sul divano, iniziò a pensare a cosa indossare per quel giorno. Preferiva comprare vestiti online, così aprì lapp sul cellulare e cominciò a sfogliare abiti, finché il sonno la travolse.
Nel sogno, Duccia entrò nella stanza con il suo vestito preferito, si sedette sul divano e accarezzò la testa di Cinzia. Ma tu non sei qui, come sei entrata? chiese la nipote. Io, Cinziolina, non sono andata da nessuna parte; sono sempre accanto a te, ti vedo e ti sento, anche se tu non mi vedi. Ti avverto: non frequentare quelluomo, è cattivo, ascolta la tua nonna. Poi la nonna svanì nellaria.
Cinzia si svegliò confusa, con la sensazione di aver appena visto la nonna. Il dubbio la turbò: perché Duccia avesse detto così di un uomo che non conosceva? Non riuscì a scegliere labito e, sopraffatta, si addormentò di nuovo.
Il giorno X si avvicinava e il vestito rimaneva indeciso; le parole di Duccia giravano nella mente. Cinzia non credeva più ai sogni profetici, ma la nonna non poteva apparire così senza motivo; il loro legame spirituale era troppo forte.
Sabato arrivò e Cinzia, con il vestito più semplice che avesse, entrò nel ristorante. Alessio notò subito il suo stato danimo. Che ti succede, cara? chiese. Niente, tutto bene, rispose, mentre lui cercava di farla sorridere con scherzi. Alla fine della cena, come in un film, Alessio si mise in ginocchio e le porse una scatola con lanello.
Il cuore di Cinzia impazzì, la testa girò, le orecchie riecheggiarono, e vide di nuovo la nonna Duccia alla finestra, a fissarla. Capì che era un segno. Scusa, Alessio, non posso, balbettò, ma il pensiero di aver tradito la nonna la travolse. Perché? Cosa ho fatto di sbagliato? chiese. Niente, è solo che ho sempre creduto alla nonna, rispose, uscendo di corsa dal ristorante.
Alessio la inseguì, gli occhi pieni di rabbia, e la strinse urlando: Allora non vuoi sposarmi, eh? Allora resta con il tuo Micio! Chi ti serve, gallina senza pulci!. Poi se ne andò infuriato.
Cinzia rimase in shock. Quelluomo, che aveva ammirato per la sua intelligenza e gentilezza, era diventato un violento sconosciuto. Il sogno della nonna, però, si rivelò una profezia.
Il giorno dopo andò a trovare il suo compagno di classe, Andrea, che lavorava alla Procura. Andrea era sempre stato di aiuto per i compagni. Cinzia gli chiese di controllare il profilo di Alessio, fornendogli foto e dati.
Andrea richiamò poco dopo: Cinzia, non ho buone notizie. Alessio è una truffa. Si avvicina a donne sole, le fa sposare, poi le costringe a contrarre mutui enormi in nome del suo business, per poi evincere le donne dalle loro case e divorziare. Ha già scontato condanne per questi reati.
Cinzia rimase sbalordita. Come ha saputo la nonna?, pensò. Miracoli, solo miracoli. Grazie, nonna, per avermi salvata da una tragedia.
Tornata a casa, Cinzia comprò del cibo per Micio, pagò in euro al supermercato e tornò con passo leggero, consapevole di non essere più sola: la presenza di Duccia la accompagnava sempre, invisibile ma costante.
Dicono che le anime dei nostri cari ci osservano e ci proteggono dopo la loro partenza, diventando angeli custodi. Vorrei credere che sia vero, perché così, almeno, il ricordo della nonna Duccia vive ancora, vegliando su di me.






