Mio marito intrattiene una corrispondenza molto vivace con una sua ex collega

Ricordo ancora quegli anni come se fossero ieri. Avevo davvero avuto fortuna: il mio marito, Giulio, era quasi luomo ideale, di quelli che esistono solo nelle storie che si raccontano vicino al camino. Ma, come spesso capita, la perfezione non appartiene a questo mondo, e anche Giulio aveva un suo piccolo difetto: era troppo socievole, aperto e pieno di simpatia per tutti.

Molti potrebbero dire che non cè niente di male in questo anzi, forse è una virtù! Ma

Giulio era molto amico delle donne, soprattutto di una. Da anni intratteneva una vivace corrispondenza con una sua ex collega, Bianca. Lei, già da tempo sposata, si era trasferita col marito in Francia, ma la sua presenza non era mai scomparsa dalle nostre vite. Ancora adesso, se chiudo gli occhi, mi sembra di sentire il suo nome riecheggiare fra le stanze della nostra casa.

Ogni volta che capitava qualcosa di curioso o notevole al lavoro oppure durante uno dei suoi viaggi, due donne venivano subito a saperlo: io, e quellantica amica. Se doveva prendere una decisione importante, non bastava mai solo il mio parere; spesso si consultava anche con lei. Giulio raccontava tutto a Bianca. Perfino quando si trattava di questioni private, che riguardavano solo noi due, trovava il modo di parlarne con lei. E questo mi lasciava amareggiata.

Eppure, devo ripeterlo: era un marito splendido. I lavori di casa erano divisi equamente, lui guadagnava bene e non faceva mai mancare nulla. Trascorrevamo tanto tempo insieme: andavamo al cinema, a teatro, e la domenica Giulio mi portava spesso a cena fuori nelle trattorie di Firenze, tra le luci soffuse e il profumo di vino rosso. Eppure, per quanto cercassi di capire, non riuscivo proprio a comprendere il motivo per cui sentisse il bisogno di mantenere quel legame con unaltra donna.

Forse il mio comportamento potrà sembrare sciocco, ma ero diventata gelosa. Non provavo quella sensazione per nessuna delle altre colleghe o amiche di Giulio, solo per quella corrispondenza lontana ma presente.

Mi domandavo in continuazione: cosa gli manca, che io non riesco a dargli? Perché a Giulio serviva questa presenza femminile, questa confidente così distante eppure così vicina alle nostre giornate?

Chissà. I sentimenti hanno strani percorsi, e le risposte, a volte, restano sospese come una domanda fra le mura di una vecchia casa toscana.

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