Incredibile sfacciataggine
Dai, Giulia, dimmi la verità iniziò a lamentarsi Paolo che differenza c’è alla fine, a chi affittiamo la casa? Parentela o estranei, i soldi sono gli stessi.
Giulia finiva di stendere la biancheria sullo stendino. Sarebbe stato meglio se mi avesse aiutata invece di brontolare, pensò.
Paolo caro rispose calma la differenza è che dai parenti i soldi poi non li riesci mai a prendere.
Parli di Marco? che fastidio doverlo ammettere Marco è mio fratello! Ti do la mia parola che pagherà. Neanche mi ha chiesto lo sconto. Vuole affittare la casa per prezzo pieno! Tutta lestate. E almeno non dovremo andare in giro a cercare ospiti.
Paolo, quella è una casa al mare. Ti trovo dieci inquilini in dieci minuti.
Ma spiegami: perché ti importa così tanto affittare solo a degli estranei?
Perché con gli estranei è tutto semplice: contratto, caparra, non pagano? Li sbatti fuori, e amen. Con i parenti invece inizia il teatrino: Dai, Giulietta, capisci la situazione, ci sono i bambini!. Il bonifico lo facciamo tra qualche giorno. Abbiamo rotto la TV, ma non vorrai mica farci pagare pure quella?. Fidati, ne ho visti troppi di questi casi. Tu non puoi immaginare come finiscono.
La casa era arrivata a Giulia dai suoi genitori, che vivevano a Genova e lavevano sempre affittata come extra entrata. Anche Giulia aveva preso la stessa strada, con una sola regola: niente amici o parenti. Aveva visto i suoi genitori fregati più volte da amici e cugini.
E come finiva? chiese il marito.
Finiva che non pagavano e nemmeno si scusavano! Come se fosse impossibile non ospitarli. No, Paolo. La casa è unattività, non un ostello gratis per tua famiglia.
Marco aveva deciso da poco che tre mesi al mare erano quello che serviva a sua moglie e ai tre figli. Lestate era periodo morto al lavoro e pensava di godersi la vita. Giulia era certa che pagare laffitto non era tra le sue intenzioni.
Marco non ti ha chiesto mica di farli stare gratis! continuava Paolo Ti ha detto che paga.
Tutti promettono sempre che pagheranno.
Perché dobbiamo complicarci la vita? C’è la fila per quella casa, gente pronta a pagare il prezzo di mercato. Quelli arrivano, firmiamo e io dormo tranquilla. No. Niente parenti. Niente amici. Affari sono affari e amicizie sono un’altra cosa.
Giulia era così pragmatica che spesso non aveva rivali, ma Paolo sapeva come convincerla.
Ok, non ti fidi di Marco. Ma di me ti fidi almeno?
Giulia lo guardava in attesa.
Certo, e quindi?
Se anche Marco ci frega, io ti pago laffitto di tasca mia, giuro! sparò Paolo. Altro che eroe.
Ma Giulia non era impressionata.
Grandioso. Mi pagherai con i nostri soldi comuni.
Beh allora posso anche trovarmi un lavoretto extra. Sì, ci penso. Lavoro qualche sera e nei weekend, quello che prendo è tutto tuo. Così non saranno nostri soldi, ma solo tuoi. Ti va?
Giulia non si aspettava che per Paolo fosse così importante. Forse, se lui ci credeva tanto, doveva provare anche lei a fidarsi…
Tu sai mettere tutti in tasca, sorrise lei Va bene, tutta la responsabilità è tua.
Mancava ancora molto allestate, così Giulia si concesse di calmarsi e persino di credere un po al marito.
Poi arrivò giugno. E con giugno, subito i problemi. Paolo chiamava Marco ogni tre giorni con la solita storia: guarda che almeno per un mese devi saldare. Le risposte, sempre ottimistiche.
Sì, sì, Paolè, nessun problema! I soldi? Guarda, aspetto solo un cliente grosso che mi deve saldare. Mi ha detto a fine mese. Appena li ricevo, ti giro tutto. È solo questione di qualche giorno, scusa, non dipende da me. Tranquilli!
Finì giugno.
Niente soldi.
Giulia, onestamente, si trattenne per un mese intero. Nessuna domanda, mai una lamentela, mai urla. Paolo aveva detto che ci pensava lui, lei ci aveva creduto. Non voleva metterlo in crisi, ma dopo lennesima telefonata al fratello, chiese:
Allora? Ha pagato?
Deve incassare il saldo di un lavoro grosso, appena arriva ci paga! Promesso!
Scusa rinnovata da un mese.
Le sarebbe venuto spontaneo un te lavevo detto.
E io cosavevo detto? Che i parenti hanno sempre mille buone ragioni per non pagare in tempo.
Giulia, è solo una sfortuna! Non lo sta facendo apposta! Lo so che sembra male… ma capita. Basta aspettare un altro po.
Sì, aspettiamo fino a settembre, lasciamo fare. Tanto poi svuotano i bagagli e ci salutano: Grazie delle vacanze, magari un giorno ti pago.
Giulia, alla fine, tu mica perdi nulla. Andrò io a fare il secondo lavoro.
Tu? Vai tu? Quando, ora?
Paolo si afflosciò.
Dai, concedigli ancora qualche settimana. Se no… pago tutto io se proprio ci tieni.
Io non ti ho costretto a promettere tutto questo. Se vuoi fare leroe, ora dimostralo!
Il clima in casa si incupì; Paolo parlava con Giulia con laria di chi porta il peso del mondo.
Luglio portò un caldo opprimente e Giulia si accorgeva che il marito ogni sera guardava annunci di lavoro, ma non chiamava nessuno.
Paolo, lo sai che oggi è il trenta? Sono passati due terzi dellestate e noi ancora niente soldi dellaffitto.
Ancora nulla Ma
Appena può, paga.
Ha giurato che appena gli pagano, ci salda, e ci mette sopra qualcosa per il disagio.
Io non ci credo più. Hai garantito tu? Allora ora paghi tu. E dovè il tuo secondo lavoro?
Era chiaro che la voglia di fare sacrifici era scomparsa anche a Paolo. Era molto più facile prometterlo.
Lo trovo ma le offerte non sono granché. Mica posso andare a scaricare casse con questa schiena.
Meglio che tu convinca tuo fratello a lavorare di più! O adesso ti trovi subito un lavoro o chiamo io Marco e gli dico chiaro: o almeno metà soldi entro venerdì, o li sfratto come da contratto e i soldi li recupero col giudice.
Paolo fu preso dal panico.
Non chiamare Marco! Quale giudice? E poi che dico in famiglia, a mamma? Che denuncio mio fratello? Dai Giulia, nessuno capirebbe.
Marco non voleva pagare, Paolo non voleva mantenere la parola, e si ritrovò ad accusare Giulia.
Ma ti rendi conto che vuoi farmi lavorare due turni solo per te? Io che sono tuo marito e tu non ci pensi neanche un secondo!
Io non ti ho ordinato niente! Sei stato tu a chiedere di fare così!
Non sapevo che Marco ci avrebbe mollati!
Io invece sì tagliò corto Giulia perché ci sono già passata. Molte volte. E tu non hai voluto ascoltarmi.
Ora ho capito! Paolo si fece pure la vittima Ma tu, Giulia, non è che mostri affetto… Anzi, preferisci i soldi alla mia salute. Se mi venisse un infarto? E tu che fai? Ordini a tuo marito di lavorare ancora di più…
Io non ti costringo! Pretendo solo il rispetto dell’accordo che TU hai proposto.
Va bene! urlò Paolo Troverò un secondo lavoro e pagherò io per Marco! Così sei contenta! Tanto vale più il denaro di tuo marito!
Laccordo era saltato, ma Giulia aveva ottenuto il dovuto: Paolo cominciò a lavorare la sera come corriere, e la guardava con odio ogni volta che rincasava.
È tutta colpa tua… sbottò un giorno.
Colpa mia?
Sì!
Magari così almeno capisci gli disse Giulia Bello fare il generoso col portafoglio degli altri. Almeno stavolta pagherai tu e forse ti servirà da lezione.
Giulia, però, sperava sempre in un sussulto di onestà da parte di Marco. E fu quasi un segno quando lui stesso la chiamò, nemmeno Paolo, ma proprio lei.
Magari, per una volta, avrebbe pagato…
Giulia, senti, avrei bisogno…
Marco, non ho tempo. Dovevi già saldare agosto, aspettiamo ancora i soldi di luglio. Ora è problema di Paolo, non mio: lui ti ha garantito.
Eh, Paolo mi ha detto! Povero lui. Comunque, ho avuto un imprevisto. Si è rotta la macchina e i soldi sono andati in riparazione. Devo riportare la famiglia a casa, e per l’affitto magari dopo
Prevedibile.
Giulia chiuse la telefonata.
Paolo, che aveva sentito tutto guardando la scena, capì dalla sua faccia.
Ok ammise mi sono fidato troppo. Ma tu… tu non mi dai nemmeno il diritto di sbagliare! E invece di aiutarmi, mi schiacci…
Dovevo forse sorridere e dire: Non importa, Paolo, lasciali stare gratis, tanto me la caverò? Sei stato tu a voler pagare di tasca tua!
Sì, lho voluto io! brontolò lui Ma non pensavo che tu fossi così pronta a farmi sacrificare la salute per qualche euro! Ma ci pensi a me?
E tuo fratello, ci pensa?
Marco non è cattivo, è solo sfortunato…
Ah certo. Lui non è cattivo se lascia me senza soldi e mette nei guai te, io invece che rivoglio il mio sono la cattiva?
Paolo si ammutolì.
Sembra proprio che il loro matrimonio stia entrando in una fase difficile…






