Il figlio di un altro: «Tuo marito è il padre di mio figlio». Una sconosciuta interrompe Cristina durante una tranquilla pausa caffè per svelare il segreto: suo marito Artur avrebbe avuto un figlio prima del matrimonio. Ma Cristina, serena e inaspettatamente distaccata, risponde senza turbarsi: la sua unica preoccupazione è il presente, non il passato. Dopo il test del DNA, la verità viene a galla: Egor è davvero figlio di Artur. Cristina decide allora di conoscere meglio il bambino, scoprendo una realtà triste di solitudine e trascuratezza materna, nonostante l’apparente agiatezza di Marina. Il tribunale, dopo aver esaminato la situazione, affida la custodia del piccolo Egor proprio a Cristina ed Artur, affinché possa finalmente vivere circondato da amore, cura e attenzioni che non ha mai avuto.

Figlio non mio

Suo marito è il padre di mio figlio.

Con queste parole una donna sconosciuta si avvicinò a Caterina, che stava pranzando tranquilla in quel piccolo bistrot nel cuore di Firenze. Si sedette senza invito proprio di fronte a lei, scrutandola, aspettando una reazione di sorpresa, di rabbia, qualsiasi cosa.

E quanti anni ha vostro figlio? domandò Caterina con una calma imperturbabile, come se fosse la cosa più normale del mondo che una donna le rivolgesse simili parole durante la pausa pranzo.

Otto, rispose Mariella, stringendo le labbra in una smorfia delusa. Non era affatto questa la reazione che si aspettava! Dove erano le grida? Le accuse? Un lampo dindignazione, almeno?

Perfetto, abbozzò un leggero sorriso Caterina, tornando a concentrarsi sulla deliziosa crostata di ciliegie che servivano solo in quella pasticceria. Io e Mattia siamo sposati da appena tre anni, quindi tutto ciò che è accaduto prima di me non mi riguarda affatto. Ho solo una domanda, aggiunse con unespressione quasi cordiale, Mattia è al corrente?

No, sbuffò Mariella, incrociando le braccia con impazienza. Ma non è importante! Presenterò richiesta per il mantenimento! E dovrà pagare, chiaro?

Ma certo, pagherà, assentì Caterina con pacatezza. Mio marito adora i bambini. Se avesse saputo prima dellesistenza di vostro figlio, sono sicura che avrebbe partecipato alla sua vita. Come si chiama, a proposito?

Enrico, rispose Mariella quasi senza pensare, poi si mostrò infastidita. Davvero non ti interessa che tuo marito abbia un figlio fuori dal matrimonio?

Ripeto, il passato non mi tange, il sorriso di Caterina restava calmo e sincero. Sapevo bene, quando sposai Mattia, che non era un ingenuo ragazzino. È logico che a trentanni un uomo abbia avuto delle storie. Limportante è che ora ci sono solo io.

Molto bene. Allora ci vedremo in tribunale. Preparati a sborsare, perché chiederò tutto quello che spetta a mio figlio secondo la legge.

Mariella lasciò dietro di sé una scia troppo intensa del suo profumo. Caterina dovette trattenersi per non storcere il naso: pareva che la donna si fosse versata addosso mezza boccetta.

Beh, vedremo, pensò sospirando Caterina, mangiando lultimo pezzo di crostata. Chissà che effetto le farà scoprire che lo stipendio ufficiale di Mattia è appena milleduecento euro al mese? Lazienda è intestata al padre, e lui ora si occupa anche della mamma malata. Otterrà le briciole

Alla fine, a pensarci bene, Caterina provava persino un po di pena per quel bambino innocente. Forse sarebbe stato saggio andare a trovarli, vedere in che condizioni vivevano e magari proporre una cifra equa per il benessere del piccolo.

Ma solo se Enrico era davvero figlio di Mattia. Perché lei, di situazioni simili, ne aveva già viste

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Il test del DNA si fece in fretta quando si hanno dei risparmi, si risolvono velocemente molte grane. Il risultato fu chiaro: Enrico era realmente il figlio di Mattia.

A dire il vero, il bambino apparve subito troppo silenzioso, quasi spento. Non era normale che un bimbo di otto anni restasse seduto per unora e mezza, durante lattesa delle pratiche per il test, senza muoversi né accennare parola, lo sguardo fisso nel vuoto. Non domandò di guardare i cartoni animati, non correva per il corridoio, non faceva domande Insomma, non si comportava affatto come gli altri della sua età quando sono costretti ad aspettare.

La cosa colpì profondamente Caterina. Ora era ancora più decisa a far visita al nuovo parente.

Lappartamento era in una bella zona residenziale. Portiere allingresso, due camere spaziose, arredi nuovi, tutto molto curato

Caterina notava questi dettagli quasi distrattamente, domandandosi come Mariella potesse sostenere di essere in difficoltà economiche vivendo in quel modo.

Ludienza è tra una settimana, disse Mariella in tono seccato, lasciando entrare Caterina in casa, ci si vede lì.

Sono venuta per conoscere meglio Enrico. Alla fine Mattia vuole essere presente nella vita di suo figlio, magari portarlo qualche weekend quando si sarà abituato a lui.

E chi mai glielo darebbe! protestò Mariella, piccata.

Il tribunale, rispose Caterina, calma e ferma. Lui è il padre. Ne ha diritto. Ma, scusate, non vedo nemmeno un giocattolo in giro

Non ho soldi da buttare via per queste sciocchezze, tagliò corto Mariella con tono sprezzante, fatico persino a comprare i vestiti per lui, altro che giochi!

Davvero? osservò Caterina fissando la borsa firmata sul tavolino e i vestiti griffati lanciati con noncuranza sul divano, oltre alla costosa trousse sul mobiletto. Eppure sembra che le sue spese non siano davvero tutte per il bambino.

Sono ancora giovane e voglio rifarmi una vita, sibilò Mariella, irritata dal tono della visita. E poi, cosa le importa?

E con chi lasci Enrico mentre sei in giro per appuntamenti? incalzò Caterina, iniziando ad intuire il motivo di quella triste apatia nel bambino.

Non è più piccolo, può stare da solo. Basta domande, per favore. Ci vediamo in tribunale!

Allora pretenderò che ogni euro destinato a vostro figlio sia documentato. Caterina ormai non vedeva lora di andarsene. Veder trattare così un bambino dalla propria madre la mandava in bestia. Temo che la decisione finale del giudice potrebbe non piacerle affatto

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Il tribunale accoglie parzialmente la richiesta di Mariella Fabbri, riconoscendo che Mattia Rossi è padre di Enrico Fabbri. Si ordina allanagrafe la rettifica dellatto di nascita. Tuttavia, la richiesta di assegni di mantenimento per il minore è respinta. Listanza di Mattia Rossi di ottenere laffidamento del bambino è accolta

Caterina sorrise con soddisfazione: la verità e la giustizia erano emerse. Enrico dora in poi avrebbe vissuto con loro. Forse qualcuno lavrebbe criticata, dicendo che aveva sottratto il figlio alla madre naturale, ma Caterina sapeva di aver fatto ciò che era giusto. Tutti i vicini di Mariella confermavano che la donna trattava il figlio come un peso, che spesso gli urlava contro o addirittura lo picchiava, senza timore dei testimoni. Anche la psicologa che seguiva Enrico aveva consigliato il distacco, così come maestre e vecchi educatori.

Ora Enrico aveva finalmente una grande stanza tutta sua, piena di giochi, un computer, e soprattutto laffetto di due persone che già lo amavano profondamente. Mattia e Caterina non avrebbero mai pensato di trovare tanta gioia in quel bambino silenzioso, destinato, ora lo sapevano, a sorridere davvero per la prima volta.

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Il figlio di un altro: «Tuo marito è il padre di mio figlio». Una sconosciuta interrompe Cristina durante una tranquilla pausa caffè per svelare il segreto: suo marito Artur avrebbe avuto un figlio prima del matrimonio. Ma Cristina, serena e inaspettatamente distaccata, risponde senza turbarsi: la sua unica preoccupazione è il presente, non il passato. Dopo il test del DNA, la verità viene a galla: Egor è davvero figlio di Artur. Cristina decide allora di conoscere meglio il bambino, scoprendo una realtà triste di solitudine e trascuratezza materna, nonostante l’apparente agiatezza di Marina. Il tribunale, dopo aver esaminato la situazione, affida la custodia del piccolo Egor proprio a Cristina ed Artur, affinché possa finalmente vivere circondato da amore, cura e attenzioni che non ha mai avuto.