GENTE DIVERSA
Alla fine Igor ebbe in sorte una moglie insolita. Bellissima, certo: bionda naturale con occhi neri, formosa, alta, dal fisico statuario. E, a letto, un vulcano. Allinizio fu tutta passione, tanto che non ci fu nemmeno il tempo per pensare. Poi arrivò la gravidanza. E così, come voleva la tradizione, si sposarono.
Nacque un figlio, anche lui biondo e dagli occhi neri. Tutto come nelle famiglie normali: pannolini, prime parole, primi passi. E Giulia sì, così si chiamava si comportava come tutte le giovani mamme, coccolava il bambino, piena damore e attenzioni.
Il cambiamento arrivò quando il figlio diventò adolescente. Giulia si appassionò allarte della fotografia. Fotografava qualsiasi cosa, prese a frequentare corsi e girava sempre con quella sua macchina fotografica.
Ma cosa ti manca davvero? le chiedeva Igor. Sei avvocato, fai quello che sai fare!
Avvocata, lo correggeva lei con dolcezza.
Avvocata, sì, va bene. Ma dedicati un po di più alla famiglia, invece di andare sempre in giro!
Lui stesso, però, non capiva cosa lo irritasse davvero. Lei non trascurava la casa, preparava da mangiare, sistemava tutto, seguiva il figlio negli studi. Lui tornava dal lavoro, si buttava sul divano davanti alla TV come ogni buon marito italiano. Eppure lo infastidiva quellidea che Giulia sparisse in un mondo in cui lui non esisteva. Cera, ma come se non fosse realmente presente. Non guardava mai la TV con lui, mai a parlare insieme delle notizie o delle partite. Preparava la cena e poi di nuovo a occuparsi dei suoi interessi.
Sei davvero mia moglie o no? si arrabbiava Igor, trovarla anche la sera al computer.
Lei taceva e si richiudeva in se stessa.
Poi iniziò anche a viaggiare in posti esotici. Prendeva ferie e partiva con zaino e macchina fotografica. Igor non capiva.
Perché non andiamo a trovare i nostri amici al lago? Hanno messo la sauna, fanno un limoncello fatto in casa che è una favola. E poi, sarebbe anche ora di avere una nostra casetta in campagna!
Giulia rifiutava, ma lo invitava spesso a partire con lei. Una volta lui ci provò. Nulla di simpatico! Tutto diverso, la gente parlava lingue incomprensibili, il cibo troppo speziato per i suoi gusti. E la bellezza dei posti, a lui mai interessato.
Così Giulia iniziò a viaggiare da sola. E si licenziò dal lavoro.
E la pensione allora? protestava Igor. Ma che ti sei messa in testa di essere? Una grande fotografa? Ma lo sai quanti euro ci vogliono, per emergere in questo settore?
Giulia non rispondeva. Solo una volta, timida, gli disse:
Ho la mia prima mostra personale.
Ma va, tutti fanno una mostra, commentò Igor, sarcastico. Che grande traguardo, davvero.
Eppure andò allinaugurazione. Non capì nulla. Facce strane, mani rugose, gabbiani sopra il mare. Tutto così insolito, come lei.
Ne rise a lungo. Ma Giulia, invece, gli comprò una macchina nuova. Siamo una famiglia, usala pure. Lei nemmeno aveva la patente, il regalo era tutto per lui. E quei soldi, li aveva guadagnati con i suoi lavori fotografici, correndo per commissioni qua e là.
A quel punto Igor sentì paura. Era a disagio. Che razza di creatura aveva sposato? Da dove arrivavano quei soldi? Erano forse altri uomini che glieli davano? Impossibile, una donna che con quella roba lì compra unauto. Chissà, forse aveva una doppia vita.
Arrivò a insegnarle una lezione solo uno schiaffetto, pensò. Ma lei afferrò un coltello da cucina e glielo trascinò sul petto di lato, a caso due punti di sutura. Per fortuna non fu niente di peggio, solo una crisi di nervi. Poi chiese scusa. Da allora Igor non si permise più gesti simili.
Giulia adorava i gatti. Sempre ad aiutare i randagi, portarli in casa, curarli, sistemarli in nuove famiglie. Due gatti vivevano sempre con loro. E Igor, per quanto li trovasse dolci, proprio non capiva come si potesse amare un animale più del proprio marito.
Un giorno uno dei suoi gatti morì tra le sue braccia, in clinica, non riuscì a salvarlo. Giulia era distrutta, piangeva, beveva del brandy e si incolpava, per giorni interi. Igor si stufò e un giorno, esasperato, le disse:
Ma perché non ti metti a piangere anche per gli scarafaggi?
Incrociò uno sguardo così pesante che rimase zitto, sputò per terra, uscì sbattendo la porta. Faccia quello che vuole, si disse.
Gli amici lo compativano, le amiche di Giulia invece stavano tutti con Igor. Dicevano che Giulia ormai si dava troppa importanza, aveva perso la testa. Proprio allora trovò consolazione da Francesca, la vicina di casa che per caso era anche amica dinfanzia di Giulia. Molto più semplice, più alla mano. Faceva la commessa, non centrava nulla con larte, sempre disponibile per una chiacchiera o un incontro sotto le lenzuola. Solo che beveva parecchio, ma Igor non pensava mica di sposarla.
Aspettava che Giulia se ne accorgesse, che facesse una scenata di gelosia, che spaccasse tutto. Così avrebbe potuto dirle: E tu? Dove scappi sempre? Poi si sarebbero perdonati, e la famiglia sarebbe tornata come prima. Francesca? Avrebbe potuto lasciarla in un attimo.
Ma Giulia taceva. Solo che il suo sguardo si faceva sempre meno limpido. E nemmeno a letto le cose funzionavano più: se lui aveva un approccio, lei si irrigidiva. Alla fine si trasferì nellaltra stanza.
Il figlio, ormai grande, si laureò allUniversità. Sempre come la madre: occhi neri, capelli doro, strano e misterioso.
E i nipoti? domandava Igor.
Luca, il figlio, rideva: Papà, voglio prima realizzarmi nella vita. E poi, magari, troverò un amore vero, allora aspetta i nipoti. Era un ragazzo diverso, tutto della madre. Tra lui e Giulia cera sempre stata unarmonia profonda, quasi telepatica. Igor si sentiva escluso, e quegli occhi neri lo mettevano a disagio. Così, ancora, tornava spesso da Francesca in cerca di conforto.
Finché Giulia venne a sapere della relazione. Qualcuno dei vicini glielo disse. Del resto, Igor nemmeno si nascondeva più. Un giorno, tornando a casa, la trovò seduta a tavola che fumava. Disse soltanto, con voce bassa:
Vattene! Fuori da questa casa!
Aveva occhi neri, freddi, cerchiati di blu.
Igor se ne andò da Francesca. Attese che Giulia lo richiamasse indietro. Dopo una settimana lei gli scrisse un messaggio, chiedendo un incontro. Igor si fece la barba, profumo buono, sperava nel riavvicinamento. Ma Giulia, senza preamboli:
Domani andiamo a firmare il divorzio.
Tutto sembrò un sogno. Il giudice, le carte, le firme. Lui lasciò la sua parte di casa, che già era sua grazie ai genitori di Giulia.
E ora cosa farai, divorziata? chiese lui, irritato, fuori dal tribunale. Avrebbe voluto aggiungere a chi credi tu possa servire?, ma si trattenne.
Giulia sorrise, per la prima volta dopo tanti anni, proprio a lui, sincera e serena:
Vado a Milano. Mi hanno proposto un progetto importante là.
Almeno non vendere la casa chiese Igor, senza sapere nemmeno il perché. Dove tornerai, se non va bene?
Non tornerò, rispose pacata, lormai ex-moglie. Vedi, da tempo amo unaltra persona. Anche lui fotografo, di Milano. Con lui sono davvero felice. Ma mi sono trattenuta, sai, perché sposata non mi sembrava giusto tradire; e poi, mica si divorzia solo perché si è diversi. Ma noi due, Igor, proprio non siamo uguali. È un motivo per divorziare? O no?
Non lo è, confermò Igor.
Eppure, eccoci qui. Abbiamo divorziato, rise Giulia. Allinizio mi sono arrabbiata quando ho saputo di Francesca. Ma poi ho pensato: meglio così. Starò bene, e anche tu troverai la tua felicità. Sposala, Francesca, e che vada tutto per il meglio.
E se ne andò.
Non la sposerò, disse Igor rivolto alla sua schiena.
Ma Giulia non sentì più nulla.
Da allora di lei nessuna notizia. Solo una volta lanno, un breve messaggio su WhatsApp: Buon compleanno! Salute e felicità. Grazie di nostro figlio.
A volte, le persone sono così diverse che, per essere davvero felici, occorre rispettarsi e lasciarsi liberi di seguire la propria strada. Solo così si trova la pace con se stessi e si può augurare allaltro una vera felicità.






