La “Sempliciotta” che Ha Sorpreso Tutti: Per Quindici Anni A Tutti È Sembrata Una Sciocca Mentre Sopportava un Marito Infedele e Una Vita di Sacrifici, Finché il Giorno del Decimo Compleanno del Figlio Non Si è Ribellata Lasciando il Marito Senza Casa, Figli Né Verità, Svelando Un Piano di Vendetta Elborato con Tenacia Tutto All’Italiana

CARA DIARIO

Tutta la vita mi hanno presa per una sciocca. Qualunque cosa facessi, agli occhi degli altri ero sempre quella ingenua, quella a cui mancava sempre un pezzo. Sono quindici anni che vivo con mio marito, Carlo. Abbiamo due figli: Alessia, che compirà quattordici anni quest’estate, e Gabriele, che di anni ne ha sette. Ma la fedeltà di Carlo… è sempre stata unillusione. La prima volta che mi tradì fu addirittura il secondo giorno di nozze, con una cameriera durante il ricevimento. Da lì in poi, ne ho perso il conto. Le mie amiche cercavano di farmi aprire gli occhi, ma io sorridevo e non dicevo nulla.

Lavoro come contabile in una piccola fabbrica di giocattoli a Bologna. Lo stipendio, lo ammetto, è ridicolo, e il lavoro non finisce mai. Spesso rimango anche il fine settimana; quando arrivano i bilanci trimestrali o annuali, capita che non riesca neppure a tornare a casa per la notte.

Carlo guadagna davvero bene. Ma io, come padrona di casa, non brillo certo. Per quanto mi consegni i soldi, in qualche modo non bastano mai per la spesa e il frigorifero è sempre semivuoto. Quando va bene, a tavola ci sono giusto un po di minestrone e qualche polpetta con la pasta. E così andiamo avanti. Tutti si sorprendono quando vedono Carlo spassarsela in giro con una nuova fiamma. Spesso torna tardi, stanco e con la bocca secca come pane vecchio.

Ma che scema è Anna, perché si ostina a sopportare uno così? si domandano i vicini.

Il giorno in cui Gabriele ha compiuto dieci anni, Carlo è rientrato a casa e mi ha detto, senza mezzi termini, che vuole il divorzio. Sostiene di essersi innamorato e che questa famiglia ormai non fa più per lui.

Anna, non volermene, ma voglio separarmi. Sei fredda come un pesce. Magari fossi almeno una brava donna di casa, ma neanche quello…

Va bene, accetto il divorzio, gli ho risposto con calma.

Carlo quasi cadeva dalla sedia: si aspettava scenate, urla, lacrime. Invece il mio sguardo sereno lo ha completamente spiazzato.

Allora prepara pure le tue cose, ho aggiunto, non ti disturberò. Domani torno, lascia la chiave sotto lo zerbino.

Gli ho sussurrato tutto questo con un sorriso leggermente inquietante. Si è sorpreso, ma si è lasciato travolgere dallidea di una vita nuova, senza figli urlanti e una moglie sempre uguale a se stessa.

Il giorno seguente è tornato, tutto fiero e appoggiato alla sua nuova signora. Ha cercato il mazzo di chiavi sotto lo zerbino, ma niente da fare. Un po scocciato, decide che cambierà le serrature. Tira fuori la sua copia e cerca di aprire, ma niente, la chiave non gira. Suona il campanello. Gli apre un omone alto e robusto, in ciabatte e vestaglia.

Che vuoi, amico?

Questa è casa mia…

Carlo, ormai inquieto, prova a sostenere la sua posizione.

Sai, su questo potremmo discutere. Hai i documenti? Se sì, mostrameli, risponde lomone.

Carlo, ovviamente, non ha con sé nessun documento. Allora si ricorda che cè la residenza segnata sul passaporto. Si mette a frugare nervoso nella borsa e finalmente lo trova.

Ecco, qui cè la mia residenza.

Luomo prende il documento, lo sfoglia e poi, con un sorriso storto, lo restituisce.

Ma da quanto non dai unocchiata a questo libricino?

Carlo si precipita a riaprirlo: due timbri. Uno con liscrizione, laltro con la cancellazione della residenza, di due anni fa.

Non crede ai suoi occhi. Non osa discutere con quellomone e allora prova a chiamare me. Il cellulare però suona a vuoto, sempre spento. Allora decide di aspettarmi alluscita del lavoro, ma anche qui viene deluso: sono ormai un anno che non lavoro più lì. Prova a informarsi di Alessia, ma ormai studia allestero. Almeno Gabriele sarà ancora a scuola, si convince. Si reca allistituto, ma anche lì non trova nulla: Gabriele è stato trasferito lanno precedente. Nessuno gli può dare altre informazioni.

Completamente distrutto, si siede su una panchina e si prende la testa fra le mani. Non riesce a credere a quello che è successo. La sua Anna, quella mite e senza volontà, è riuscita a mandarlo per aria. E come ha fatto a vendere la casa? Beh, ci penserà il giudice.

Alla causa di divorzio si presenta furioso, deciso a smascherare la truffatrice e riprendersi tutto. Ma, sorpresa: a chiarire tutto ci pensa un documento firmato da lui stesso. Due anni fa, quando tra le sue braccia era arrivata Elisa, una donna mozzafiato, aveva firmato una procura generale a mio favore per sbrigare alcune pratiche urgenti per nostra figlia. Senza saperlo, ha dato via tutto a me, con la propria mano.

Mi sono trovata con la libertà totale tra le mani e, alla fine, sono riuscita a sbarazzarmi di entrambe: di lui e della sua insopportabile arroganza. Elisa, quando ha scoperto che Carlo era senza casa, si è volatilizzata.

Pensava almeno che lo avrei dissanguato con una causa per gli alimenti. Invece trova nella posta la convocazione non per una causa alimentare, ma per la contestazione della paternità. Ecco la verità: entrambi i figli, Alessia e Gabriele, non sono suoi.

Il giorno delle nozze avevo visto Carlo con la cameriera. Quel giorno, nella mia testa, qualcosa si era rotto. Senza neppure rendermene conto, ho trovato il mio modo assurdo di vendetta. Prima lho tradito anchio. Poi ho iniziato ad accumulare i soldi che mi dava per la gestione della casa e, nella mia cucina sempre allosso, i bambini li facevo mangiare e vestire dalla nonna.

Mia madre mi implorava di fermarmi.

La vendetta ti consumerà, rovinerà la testa dei bambini.

Ma ero accecata dalla rabbia. Ho portato avanti tutto il mio piano, fino allultimo dettaglio. Anche senza test del DNA sapevo di chi fossero i miei figli.

Per Carlo, perdere la casa è stato niente rispetto allo schiaffo di sapere che non era nemmeno padre dei miei ragazzi.

Meglio non far arrabbiare una donna tradita, in Italia almeno: può essere capace di tutto.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

ten − seven =

La “Sempliciotta” che Ha Sorpreso Tutti: Per Quindici Anni A Tutti È Sembrata Una Sciocca Mentre Sopportava un Marito Infedele e Una Vita di Sacrifici, Finché il Giorno del Decimo Compleanno del Figlio Non Si è Ribellata Lasciando il Marito Senza Casa, Figli Né Verità, Svelando Un Piano di Vendetta Elborato con Tenacia Tutto All’Italiana