E poi capì che sua suocera non era affatto la donna insopportabile che aveva creduto per tutti quegli anni

Sai, ultimamente ho capito che mia suocera non è poi così terribile come ho pensato per tutti questi anni.

La mattina del trenta dicembre sembrava identica a tutte le altre da dodici anni a questa parte sì, proprio così, da quando io e Dima viviamo insieme. Tutto come sempre: lui allalba è partito per andare a caccia e sarebbe tornato solo il trentuno a pranzo, nostro figlio a casa della nonna materna, e io, Nadia, da sola di nuovo in casa.

Ormai ci sono abituata: Dima è sempre stato appassionato di pesca e caccia, non si è mai perso un weekend o una festa in mezzo ai boschi, con qualsiasi tempo; e io lo aspettavo a casa. Però oggi, non so perché, mi sentivo malinconica, davvero sola.

Una volta, in giornate come questa, mi perdevo tra pulizie, cucina, e tutte le mille faccende di casa. Il Capodanno sarebbe stato il giorno dopo, lo avremmo passato come ogni anno da sua madre, sempre uguale, nessuna novità. Ma oggi, vattelapesca perché, non avevo voglia di fare niente, mi cadeva tutto dalle mani.

Quindi la telefonata della mia migliore amica è arrivata proprio al momento giusto. Francesca, la mia compagna dinfanzia, tutta pepe e mai un filo di tristezza, divorziata e sempre pronta ad organizzare qualcosa a casa sua. Anche stavolta, la sento sbuffare al telefono: Scommetto che sei da sola di nuovo Dima è sparito nei suoi boschi? Vieni stasera da me! Ci sarà un sacco di bella gente, che ci fai a casa a rattristarti?.

Non le ho promesso niente, davvero non avevo in mente di uscire. Ma poi verso sera la tristezza è diventata così pesante che non ce lho fatta più. Proprio oggi mi sono sentita tradita dallassenza di mio marito, sai?

In fondo, da sempre, la mia vita è stata solo casa, lavoro, figlio. Non uscivamo mai: Dima si annoiava alle cene, pensava solo a pescare e cacciare, e a me da sola non andava. Per questo niente viaggi, le vacanze sempre nel paese di mia madre; alla fine, certo, mi faceva piacere che Dima andasse così daccordo con mia mamma però ogni tanto mi sarei goduta anche io un po di mare o qualcosa di nuovo.

Comunque, alla fine mi sono detta: Perché no, andiamo? Così sono andata da Francesca; è stata una serata bellissima, cerano vecchi amici del liceo, risate, vino, la musica che piaceva a noi.

E indovina chi cera pure? Marco, la mia prima cotta delle elementari! Non saprei nemmeno dirti come sia andata a finire ma… sai come ci si lascia travolgere dai ricordi e dal vino: la notte lho passata da lui. Il giorno dopo mi sentivo uno straccio, un misto di vergogna e paura, non vedevo lora di cancellare tutto.

Appena torno a casa, sorpresa: vedo subito la giacca di Dima appesa era rientrato prima del solito. Mi tremavano le gambe! Ero certa che sarebbe scoppiato un putiferio se avesse anche solo intuito che non avevo dormito a casa. Sapevo che lui non mi avrebbe mai perdonata; e io stessa non me lo sarei mai perdonata.

Mi maledicevo in tutte le lingue per avere quasi buttato allaria la mia famiglia, a cui tenevo davvero tanto. E mentre mi struggevo in questi pensieri, squilla il telefono: è mia suocera.

Maddalena, non so che combinazione abbiate fatto voi due, ma stanotte Dima mi ha chiamato, non ti trovava; gli ho detto che eri da zia Caterina che stava poco bene così non sfigurare. E così mi ha letteralmente salvata!

Da mia suocera, Lucia, davvero non mi aspettavo tutta questa comprensione; tra noi, capirai, i rapporti sono sempre stati cordiali, ma niente di più. Da subito era stata contraria al matrimonio, secondo lei eravamo troppo giovani, e i primi anni, vivendo insieme, ci siamo scazzate non poco. Poi, appena abbiamo potuto vivere per conto nostro, il minimo indispensabile giusto ai pranzi di famiglia.

Ma stavolta sono stata proprio grata a Lucia, e poco mi importava di tutto il resto, purché Dima non scoprisse nulla.

La sera siamo andati come sempre a cena da lei. Mentre eravamo in cucina io e lei da sole, ho voluto ringraziarla e quasi confessare tutto, ma lei mi ha zittita subito: Oh, lascia stare, mi prendi per uningenua? So comè vivere con uno che ha la testa solo per i suoi hobby mica sono santa anchio. Petruccio, mio marito, sempre nei boschi anche lui! Pensi che non mi facesse soffrire? Lunica cosa, però, è che queste cose non devono diventare unabitudine Capisci cosa intendo?, mi fa, guardandomi negli occhi.

E lì ho capito davvero che Lucia non è la strega che mi sono sempre figurata; in fondo, comprende tutto più di quanto lei stessa lasci vedere. Insomma, tutto è finito bene, e mi sono ripromessa: senza mio marito, da sola di notte, mai più, giuro!

Che storia, eh?

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