E si dice anche che porti felicità alle persone

Ciao cara, devo raccontarti una serata pazza che è capitata laltro giorno.

Valentina tornava dalla casa di campagna tardi, quasi al buio. Ha deciso di prendere la strada più lunga, la provinciale che gira intorno al paese, anziché la superstrada. Se domani non dovesse lavorare, se ne sarebbe rimasta lì a dormire fuori. Ma non è per la stanchezza. È perché non voleva più rientrare in casa, anzi, non voleva vedere Marco, suo marito.

Da tempo sente dentro di sé che sotto lo stesso tetto non ci resteranno a lungo; i loro rapporti sono diventati freddi, nervosi, pronti a esplodere in liti.

Mentre guidava, occhi persi allorizzonte, rifletteva su questi strani, disfunzionali legami familiari. In un punto la provinciale attraversa una piccola frazione. Ha rallentato, e vicino alla fermata dellautobus, alla luce dei fari, ha scorto una donna anziana con qualcosa avvolto in un panno, stretto al petto come se fosse un neonato. Lo sguardo speranzoso verso le auto lha spinta a premere il freno.

Ha parcheggiato, è scesa di corsa e si è avvicinata. Lì, ai piedi della signora, cera una valigetta con le ruote.
Ma perché state qui? le ha chiesto Valentina, preoccupata. Ha bisogno di aiuto? Cosè che tiene in mano, un bambino?
Un bambino? la vecchia si è messa in imbarazzo e ha sorriso colpevolmente. No, non è un bambino è del pane.
Che cosa? Valentina è rimasta a bocca aperta. Che pane?
Pane casereccio, appena sfornato lo vendo.

Come lo vende? Da dove lo prende?
Lo faccio io, lo sforno la pensione è poca, così mi faccio un po da venditrice. Quando i soldi scarseggiano, perché no? Alcuni lo comprano, è buono e, dicono, porta felicità.

Felicità? In che modo?
Non lo so, è un uomo che mi dice sempre così. Lo compra spesso e insiste che è fortunato. Forse oggi è il suo giorno fortunato. Ti va un pezzo, è ancora caldo?

Un pezzo? Valentina ha capito che luomo aveva davvero bisogno di soldi, e ha annuito. Sì, quanto costa una pagnotta?
Un euro, ha risposto cauta la signora, osservando la sua reazione. Non è tanto?

Quante ne ha in totale?
Dieci, ancora non ne ho vendute. Sono appena arrivata qui. Quante ne vuoi?

Le prendo tutte! ha detto decisa Valentina, pronta a tornare in macchina a prendere i soldi.
No! ha gridato la donna, spaventata.
Perché? Valentina era perplessa.
Perché so che non le serve il pane, ma vuoi aiutarmi.

E allora?
E se a qualcun altro servirà? Se quelluomo ritorna, io rimarrei senza nulla.

Valentina, un po colta alla sprovvista, ha esitato.
Daccordo, quanti ne vuole vendere?
Cinque ha risposto incerta.
Ne vuole di più?
No non è possibile ha scosso la testa. Lei compra per pietà. Questo pane è per mangiare, è di casa.

Alla fine ha preso cinque pagnotte ancora fumanti, le ha messe in un sacchetto e, tornata allauto, è ripartita. Dopo un minuto lodore di pane fresco ha invaso tutto labitacolo; ha afferrato una fetta generosa, lha portata in bocca e ha capito che non aveva mai assaggiato qualcosa di più buono.

Proprio allora il cellulare ha squillato.
Valya, ha detto Marco con quella voce irritata, vai al supermercato e compra del pane.

Che? Valentina ha guardato il pane sul sedile anteriore. Perché te lo ricordi adesso?

Perché non ne abbiamo! Neanche una fetta! E, per di più, le mie amiche sono arrivate a casa tua!

Che amiche? è rimasta sbalordita. A questora è quasi notte!

Te lo chiederai tu, ma sono qui, stanno bevendo tè in cucina e ti stanno aspettando.

Valentina ha premuto il pedale e, in un attimo, è arrivata a casa. Ha aperto la porta, portando con sé il profumo impazzito di pane.

Val, che profumo! hanno esclamato le tre amiche, compagne duniversità, abbracciandola.

Marco, sentendo laroma, ha afferrato il sacchetto, ha strappato quasi mezza pagnotta, lha annusata e, stupefatto, lha guardata.
Dove hai trovato questo pane incredibile?
Dove lho comprata, non cè più ha alzato le spalle.

Marco è corso in camera con il pezzo di pane, Valentina è rimasta in cucina con le amiche. Hanno bevuto vino, sgranato quel pane straordinario fino a mezzanotte, lamentandosi dei mariti, piangendo un po, rendendosi conto che i loro sposi non erano quelli che sognavano. Quando è stato il momento di salutarsi, Valentina ha dato a ognuna una pagnotta di pane della nonna.

Poi ha chiuso la porta dietro di loro, ha evitato la stanza dove Marco dormiva, è salita sul divano del salotto e si è messa a dormire.

Al mattino è successa una cosa strana. Marco, seduto accanto a lei sul divano, le ha detto con tono ironico:
Valentina, credo di aver mangiato troppo del tuo pane ieri, ho avuto una specie di illuminazione. Dico che siamo due fessi.

Cosa? le ha spalancato gli occhi assonnati.

Sì, due fessi. Dobbiamo rimediare subito. Stasera ti invito a una cena, al ristorante dove ti ho fatto la proposta.

Perché?
Perché voglio tornare a far funzionare tutto. Lamore si può salvare. Ci vediamo alle sei, ti aspetto.

Marco è uscito e la mattina sembra più luminosa, quasi primavera anziché autunno. Valentina ha cominciato a sperare in quel bizzarro appuntamento serale.

Il telefono ha squillato di nuovo: una delle amiche, tutta emozionata, ha detto:
Val, indovina! Io e il mio ci siamo riconciliati! Avevamo quasi divorziato, ma poi fino alle tre di notte abbiamo mangiato il tuo pane e ci siamo riavvicinati. Grazie di cuore!

E io? si è sentita persa Valentina.

Dopo il pranzo le altre due amiche hanno chiamato, raccontando che a casa loro tutto è miracolosamente sistemato. Si sono rese conto di quanto fossero state sciocche a litigare con i mariti.

Valentina è scesa in cucina, ha preso lultima pagnotta rimasta nella cassetta, ne ha respirato laroma con piacere, ne ha staccato un pezzettino, lha messo in bocca e, per la prima volta, ha percepito un sapore diverso: un delicato retrogusto damore amore per tutti.

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