Tutti i mezzi sono leciti La famiglia al completo si riunisce, ufficialmente per una tranquilla cena, ma in realtà per tensioni legate all’eredità. Mentre Lyuba, figlia della nonna Tosca e madre di Katia e Artemio, conta con ansia le pensioni nascoste nelle stoffe della nonna – ormai incapace di badare a sé stessa – scoppia il dramma: diecimila euro scompaiono misteriosamente. Mentre i sospetti si fanno strada tra i parenti, gli animi si accendono e l’accusa ricade su Katia, la nipote devota e sempre presente, quando dalla sua borsa saltano fuori le banconote segnate. Nonostante le negazioni disperate di Katia e il gelo della madre, è il fratello Artemio a cogliere il momento per spingerla fuori di casa, incolpandola pubblicamente – ma dietro l’apparenza della rispettabilità familiare si cela un complotto studiato ad arte per eliminare ogni rivale nell’eredità, perché, nella lotta per il lascito della nonna Tosca, tutti i mezzi sono leciti.

Tutti i mezzi sono leciti

I parenti si erano riuniti al completo. Il motivo dellincontro, come spesso accadeva, era di natura economica, anche se la scusa ufficiale era la cena di famiglia. Livia, figlia della nonna Tosca e madre di Marta e Andrea, teneva tra le mani i fazzoletti della nonna, quelli in cui lei nascondeva i soldi Ormai la nonna non era più in grado di gestire le sue finanze, aveva perso la memoria e non riconosceva più nessuno, ma Livia, per abitudine, continuava a mettere la pensione della madre in quegli stessi fazzoletti.

Guardate qua sospirava Livia rivolgendosi ai parenti Spariti di nuovo. Diecimila euro, non meno. Non posso sbagliarmi! Li ho contati io stessa! Dove sono finiti? Mamma, ti ricordi quanti ce nerano?

Nonna Tosca si voltò ma non verso sua figlia, bensì verso il ritratto del defunto marito.

Oh, Pietro Che belluomo poi guardò la nipote Giulia Giulia, cara, non toccare le mie caramelle, sono per gli ospiti E Andrea? È a scuola?

Livia arrotolò le banconote. Ovviamente sua madre non ricordava quanto cera. Ma Livia era sicura: qualcuno le stava rubando. Un pensiero assurdo perché a casa loro venivano solo i familiari, ma qualcuno stava sicuramente rubando! E proprio a unanziana

Arrivò Andrea, proprio quello che la nonna aveva appena nominato.

Che succede, che siete qui tutti tristi? chiese lasciando le chiavi dellauto.

Livia, sua madre, trattenne un singhiozzo:

Andrea, siamo nei guai! I soldi! Sono di nuovo spariti quelli della nonna È da mesi che metto la pensione in questo mobiletto Qualcuno li ruba!

Andrea osservò i presenti con uno sguardo beffardo. Sua madre si fidava di tutti, lui di nessuno.

Spariti, dici? Andrea aggrottò le sopracciglia Io so dove sono finiti!

Prese dalla veranda la borsa a righe di Marta. Marta non fece in tempo a capire che succedeva che il fratello aveva già aperto la cerniera, ignorando le proteste della madre, e rovesciato tutto il contenuto sulla vecchia tovaglia di plastica.

Caddero fuori rossetto, chiavi, specchietto e banconote.

Tante banconote.

Una distesa di cinquecento euro accartocciate, ma ancora ben riconoscibili. Cinquemila euro in mazzette da cinquecento.

Guardate qua! esclamò Andrea sollevando una banconota Quando sono entrato ho fatto cadere la sua borsa, mi sono chinato a raccoglierla e sono spuntate queste Cinquecento euro! E mi sembrano proprio familiari!

La zia Gabriella, che stava mangiando linsalata, si fermò di colpo, mandò giù il boccone di traverso e cominciò a tossire.

Su ogni banconota, a guardare bene, cera una leggera riga blu fatta con la penna.

E vi ricordate continuò Andrea quel giorno di un mese fa, quando la mamma contava i soldi, e Giovanni ci ha fatto un segno con la penna? Eccole qui. Proprio quelle banconote della pensione della nonna.

Tutti si voltarono verso Marta.

Lei, che sembrava una statua, si riscosse.

Andrea, cosa vuoi insinuare?

Io? fece lui offeso Non ho fatto niente! Ho solo detto che la borsa è caduta, e si sono viste queste banconote! Ma quanto sono familiari!

Marta capì che non aveva senso prendersela con lui, doveva difendersi da sola.

Non sono stata io! balzò in piedi, urtando il tavolo.

Anche la nonna si voltò al rumore.

Chi strepita? domandò nonna Tosca Dove sono le mie ciabatte?

Tutti fissarono Marta.

Marta, tesoro si alzò Livia Come hai potuto? Perché? Lavori, ti aiuto sempre Come puoi rubare alla nonna?

Mamma, ti giuro, non ho preso niente!

E chi, allora? incalzò Andrea Tu sei lunica sempre qui, a occuparti di nonna, come dici. Gli altri non hanno accesso. La mamma non lo farebbe mai. Resti solo tu.

Marta si ritrasse come se stessero per picchiarla.

Ti giuro, non ho toccato niente!

Guardava sua madre come a chiedere almeno la sua comprensione, ma Livia la fissava come se fosse una sconosciuta.

Stai mentendo sussurrò Livia Come hai potuto

Io voglio bene alla nonna! Marta si mise a piangere per la disperazione Sono venuta qui per aiutarla! Ti giuro che io quei soldi non li ho presi!

Ma il buon senso era contro di lei. I soldi erano finiti nella sua borsa. Non cerano altri sospettati.

Basta. Credo che il caso sia chiuso concluse Andrea Mi dispiace, Marta. Avresti potuto chiedere, te li avremmo dati. Ma rubare alla nonna indifesa Nessuno se lo aspettava da te.

Quella sera la cacciarono, e la sua vita cambiò radicalmente. Nessuno la capì. Nessuno volle ascoltarla. Sua madre, calmata un po, chiese ai parenti di essere meno duri, ma

Non farla più venire, Livia le sibilò la zia Gabriella al telefono, mentre Livia cercava di parlarne Ti rendi conto della vergogna? La nonna ormai non capisce niente, ma quanto le farebbe male sapere in chi si è trasformata Marta

Livia ubbidiva. Ormai parlava pochissimo con la figlia. Quando Marta telefonava, Livia dava risposte brevi: sono impegnata, dopo, non ora.

Marta cercava di lottare. Chiamava i parenti da numeri diversi, ma appena capivano che era lei mettevano giù. Provò a fare unindagine per conto suo, ma non servì a nulla: nessuno la voleva ascoltare e non le permettevano di entrare a casa della nonna.

Riuscì a parlare solo con la mamma.

Mamma, per favore quasi supplicava Marta so che sembra una scusa, ma ti giuro che non sono stata io! Perché non mi credi?

Per la madre era più dura che per gli altri. Era pur sempre sua figlia.

Marta mi fa male dirlo. Ma i soldi erano nella tua borsa. Non insistere. Se fossi stata solo io ad accorgermene, magari avremmo fatto finta di niente ma la famiglia non te lo perdonerà. Nemmeno per me è facile. La nonna per te ha fatto tanto.

Ma non ho colpa! Magari sono caduti da unaltra borsa? Magari li ha messi qualcun altro

Basta! tagliò corto la madre Sei mia figlia, vorrei crederti, ma i fatti! I fatti dicono che hai rubato!

Con questo verdetto, Livia se ne andò rapidamente, lasciando Marta da sola al freddo.

Non le fu nemmeno permesso salutare la nonna

Aspettò che le acque si calmassero, che tutti se ne andassero, e andò nellappartamento sperando di trovare lì almeno la madre. La mamma, anche se ormai distante, a volte era disposta a parlarle. Magari stavolta

Trovò invece Andrea.

Lui era alto, lei dovette alzare la testa per guardarlo negli occhi. In fondo era meglio così.

Andrea lo supplicò Ti prego, parliamo. Unultima volta.

Marta Pensi ancora che di poter salvare la tua reputazione? Non si può più far niente disse il fratello Faresti meglio a confessare. Forse ti perdoneranno.

Ma Marta non era il tipo da chiedere scusa per un reato mai commesso.

No, io voglio la verità. Magari ti sei sbagliato? Forse i soldi sono caduti da unaltra borsa? Da una tasca? Ricordi bene?

Allimprovviso lo sguardo di Andrea si fece gelido.

Sbagliato? Marta, sei proprio ingenua? si avvicinò a lei Certo che so che non sei stata tu. Sono stato io a infilarti i soldi nella borsa.

Marta sentì il mondo crollare.

Cosa?.. fu lunico suono che riuscì a emettere.

Proprio così.

Perché? Non riusciva a crederci Perché lhai fatto?

Per eliminare la concorrenza.

Nella lotta per leredità, sorellina, tutti i mezzi sono leciti. La nonna aveva ancora, al massimo, pochi mesi di vita, lo vedevi anche tu. Lappartamento era già intestato alla nostra mamma per evitare rogne col notaio. Ed ecco il problema: La mamma, tu lo sai, è sentimentale. Voleva lasciarti la casa.

Marta era ancora persa.

Ma perché?

Perché, cara Martuccia proseguì lui con sarcasmo ogni sera venivi a trovare la nonna. La nutrivi, mettevi in ordine, le leggevi libri che nemmeno capiva più. Una nipote modello. La mamma te lo vedeva fare, si scioglieva. Pensava che lo meritassi tu E io niente? Io non sono nipote? Non me lo meritavo? Così ho deciso di competere.

Ma io non lo facevo per la casa! gridò Marta, sempre più ferita dal suo cinismo Lo facevo per la nonna! Le volevo bene!

Lui rise freddamente.

Risparmiami le favole, Marta. Siamo tutti esseri umani. Volevi fare la pecorella buona, la figlia perfetta, e così tenerti tutto. Ti ho battuta. 1:0.

Visto che Marta non rispondeva, concluse lui.

E adesso concluse Andrea sei la ladra. La mamma non rinnegherà mai il suo bravo figlio. Tu sei la figlia perduta. La casa, ovviamente, è mia: tu non puoi nemmeno metterci più piede.

Sei proprio uno str…, sussurrò Marta.

Quel che è, è. Addio, sorellina. Leredità è accettata.

Spalancò la porta.

Marta rimase immobile. In effetti, una casa le avrebbe fatto comodo. Affittare costa caro, e comprare è un sogno per lei. Ma la verità è che Marta voleva bene davvero alla nonna. Ricordava ancora quando la nonna Tosca, anche nei momenti di confusione, le aveva accarezzato la guancia sussurrando: Grazie di essere venuta, tesoro mio. Sei proprio come il mio Pietro.

Adesso, per riabilitare il suo nome, dovrebbe smascherare Andrea. Ma come?

Era impossibile.

Uscì di casa e chiuse la porta. Sapeva che, tra un anno, nessuno si sarebbe più ricordato che lei era una brava persona. Ricorderanno solo che Marta aveva rubato i soldi alla nonna morente.

Andrea aveva già vinto. E lo festeggiava.

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