Scappa da lui: Un amore tossico, il controllo di Rocco, i segreti in una stanza chiusa, l’ossessione di una bambola bionda chiamata Angela – Lika lotta per sfuggire a un amore malato, salvando sé stessa e la sua bambina

Scappa da lui

Ciao, amica mia! si è seduta accanto a me Caterina, sistemandosi sulla sedia con il solito sorriso. Ma lo sai che è da una vita che non ci vediamo? Come stai?

Ciao, Cate ho risposto io, Martina, un po stranita e distratta. Tutto a posto, davvero.

E allora perché ti guardi i piedi? lei mi ha squadrata dritto negli occhi. Fammi indovinare, di nuovo Tommaso ha combinato qualcosa? Che succede stavolta?

Dai, non esagerare ho sbuffato, pentendomi di aver accettato di andare in quel bar. Siamo a posto, davvero. Tra me e Tommaso è tutto perfetto. È una brava persona, sul serio. Cambiamo discorso, per favore.

Non lasciandole il tempo di replicare, sono uscita dal bar lasciando il mio pezzo di crostata a metà. Non volevo ascoltare nessuno, convinta che forse tutte quelle storie fossero solo invidia.

Tommaso era così affascinante. Bello, elegante, uno che la vita se lera costruita. E sì, anche attento, almeno di solito. Però sì, certe sue fissazioni erano strane. Tipo quando mi ha proibito di farmi bionda.

Quella è stata la prima litigata vera. Stavamo quasi per lasciarci, pensa un po: per una sciocchezza così!

Ero andata dal parrucchiere a farmi aggiustare il taglio. Unamica mi aveva detto che io, bionda, sarei stata uno spettacolo. Alla fine ho ceduto. Sono tornata a casa con una chioma color platino.

Tommaso è impallidito dalla rabbia. Ha lanciato un libro contro il muro, quello che pochi minuti prima stava leggendo tranquillo. Poi parole pesanti, feroci, e una richiesta: Domani stesso, ritorni scura. Le bionde a casa mia non le voglio.

In lacrime, sono corsa al parrucchiere più vicino. Hanno provato a farmi ragionare: mi stava davvero bene quel colore, ma io, disperata, non volevo sentire ragioni. E così mi hanno accontentata.

Lui, il giorno dopo, mi ha regalato un bracciale costoso, come se volesse farmi dimenticare tutto.

Oltre a questo, Tommaso non mi lasciava mai vestire di bianco. Rosso, blu, verde, quello che vuoi. Ma bianco, mai. Un giorno, per scherzo, gli ho chiesto di che colore dovesse essere il mio abito da sposa. Mi ha guardata con unespressione così strana che mi è passata la voglia di fare qualsiasi domanda.

Scappa da lui mi diceva sempre Caterina. Non voltarti, scappa. Oggi non puoi metterti qualcosa di bianco, domani cosaltro? Uscire di casa? Ti serve unaltra persona, una più normale.

Ognuno ha le proprie stranezze, Cate rispondevo sollevando le spalle. Tra noi è una cosa seria. Siamo pronti anche per un figlio. Tommaso vuole proprio una bambina. Ha già deciso pure il nome: Gemma. E tu mi dici di scappare

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Avrei dovuto darle retta. Quelle fisse non erano normali, e presto me ne sono resa tragicamente conto.

A casa cera una stanza a cui io non avevo mai accesso. Era sempre chiusa a chiave. Un giorno ho provato a scherzare:
Non è che sei parente di Barbablù?

Non ti preoccupare, aveva risposto Tommaso con un sorrisetto. Non ci sono i corpi delle ex mogli, là dentro.

Di più non ho osato chiedere, finché un pomeriggio il destino ci ha messo lo zampino. Sono arrivata dalluniversità prima del solito: una lezione era saltata per via di un convegno del docente. Sapevo che Tommaso era a casa, ma non riuscivo a trovarlo. Passando davanti alla stanza proibita ho sentito delle voci basse.

Ho socchiuso la porta. E quello che ho visto mi ha raggelato. Un quadro enorme a tutta parete: il ritratto di una donna. Tommaso era in ginocchio davanti a lui.

Sul quadro, lei sorrideva dolce, con le braccia protese verso qualcuno. Era incredibilmente simile a me. Manco fossimo sorelle con una sola differenza: lei era bionda.

Resisti ancora un po, Gemma ripeteva Tommaso presto staremo di nuovo insieme. Lei mi darà una bambina, la sua anima andrà a finire lì e finalmente tornerai qui con me. Avrò cura di te, poi crescerai e ci ameremo di nuovo.

È fuori! mi si è bloccato il fiato. In preda al panico sono corsa via. Le amiche avevano ragione, avevano dannatamente ragione! Ma come facevo ora a scappare? E ora che aspettavo davvero una bambina?

I miei erano lontani, lunica persona vicina era Caterina. Sono corsa da lei.

Giuro, non avrei mai creduto che Tommaso potesse essere così le raccontavo, stringendo le mani fino a farmi male. Se non avessi visto con i miei occhi non ci avrei mai creduto!

Calmati mi ha passato un bicchiere dacqua. Lho vuotato in un sorso. Devi decidere: resti con lui?

Mai! ho scosso la testa. È pericoloso, ho paura per me, per mia figlia. Ho abbozzato un sorriso amaro. Ora capisco perché mi proibiva il biondo e il bianco: mi voleva uguale a lei, ma mai troppo.

Meno male che non siete ancora sposati ha detto Cate con la sua solita lucidità. Non gli hai ancora detto della bambina, vero?

Volevo fargli una sorpresa

Perfetto. Gli dici che hai conosciuto un altro. Te ne vai via, lontano. Ha sospirato Meglio che tu torni dai tuoi, ti iscrivi a una università qui, riprendi la tua vita. Ma lontano da lui.

Sì, è quello che farò.

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Gli ultimi sei mesi sono stati terribili, Marti. Non tanto per la gravidanza, quanto per tutto il resto: cambiare città, raccontare la verità ai miei Per via della bambina ho lasciato luniversità abortire non me la sono sentita, lei non aveva colpe. Sì, hai capito bene: una bambina, proprio come voleva Tommaso.

Contrariamente a ogni paura, lui mi ha lasciata andare quasi senza dire nulla. Mi ha solo fatto intendere di non parlare troppo in giro. Non mi ha nemmeno chiesto dove stessi andando, come se non gli importasse nulla sul serio.

Ogni tanto mi chiedevo se avessi fatto bene a tagliare i ponti così. Niente parole su nostra figlia. Proprio quella sera, mentre facevo addormentare la piccola Ginevra, mi sono ritrovata a pensare a tutto questo davanti alla finestra.

Suonano alla porta. Il corriere: consegna la cena che avevo ordinato. Cucinare, io, lasciamo perdere. Ho sgranocchiato qualcosa al volo e mi sono seduta sui libri, pronta a riprendere luniversità.

Ma le lettere sul libro si confondevano, tutto girava Ho provato ad afferrare il telefono per chiamare il pronto soccorso, ma le mani non rispondevano. Non riuscivo a muovermi. Prima di svenire, ho visto solo Tommaso, teneramente abbracciato alla neonata.

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Quando mi sono svegliata ero già in ospedale. Per fortuna, mamma quella sera aveva deciso di venirmi a trovare.

La polizia ha cercato ovunque la bambina, ma niente. Tommaso, con Ginevra tra le braccia, è sparito nel nulla. Nessuna traccia.

Solo due anni dopo riceverò qualcosa. Una piccola foto, arrivata chissà come. Un abbraccio tra Tommaso e una splendida bambina bionda…

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