Diario di Capodanno
Ho passato lintera giornata a preparare la casa per il Cenone di Capodanno: pulizie, cucina, mise en place. Questo sarebbe stato il mio primo Capodanno non con mamma e papà, ma con luomo che amavo.
Da tre mesi ormai vivo con Riccardo, nel suo appartamento a Milano. Lui ha quindici anni più di me, è divorziato, paga il mantenimento ai figli e ogni tanto alza un po troppo il gomito Ma cosa vuoi che sia, quando ami davvero qualcuno? Nessuno ha mai capito cosa ci trovassi in Riccardo: non era affatto bello, anzi, direi quasi bruttino, aveva un caratteraccio, tirchio come pochi, e mai una volta che avesse qualche euro in tasca. E quando i soldi li aveva, se li teneva tutti stretti per sé. Eppure, io, Annalisa, di lui mi ero proprio innamorata.
Per tutto questo tempo ho continuato a sperare che Riccardo si accorgesse di quanto fossi una donna accomodante e capace. Che magari desiderasse sposarmi, prima o poi. Me lo diceva sempre: Bisogna convivere un po, vedere se sei brava a gestire casa. Non vorrei che tu fossi come la mia ex. Ma di lei non mi ha mai voluto parlare davvero, lasciandomi con mille domande. Così mi davo da fare il doppio: non dicevo mai nulla se lui rincasava alticcio, cucinavo, lavavo, tenevo tutto in ordine, facevo la spesa coi miei soldi (non volevo certo che pensasse fossi interessata solo a quello). Anche il cenone, lho organizzato tutto io, a mie spese. E come regalo, gli ho anche comprato un nuovo telefono.
Mentre ero immersa nei preparativi, Riccardo non stava certo con le mani in mano: ha ben pensato di festeggiare in anticipo con i suoi amici, tra un bicchiere di troppo e risate. È tornato poco lucido e mi ha annunciato che avremmo avuto ospiti, suoi amici di cui non conoscevo nemmeno i nomi. Terminai di apparecchiare la tavola, mancava giusto unora alla mezzanotte. Il mio umore era sottozero, ma mi trattenevo dal dirgli tutto quello che pensavo non volevo certo sembrare la sua ex.
Mezzora prima dellanno nuovo, la porta si è spalancata ed è entrata una comitiva rumorosa, uomini e donne già alticci. Riccardo, tutto felice, li ha fatti accomodare e la baldoria è continuata. Non si è nemmeno degnato di presentarmi: io ero invisibile, seduta accanto a loro ma esclusa, mentre loro chiacchieravano tra loro e ridevano delle loro stesse battute. Quando mancavano due minuti alla mezzanotte ho proposto di riempire i calici con lo spumante, ma mi hanno guardata come fossi unintrusa.
E questa chi è? ha chiosato, ridendo, una delle ragazze.
Una vicina di letto, ha buttato lì Riccardo, scoppiando a ridere insieme agli amici.
Mangiarono ciò che avevo cucinato, ma non mi consideravano, anzi, ridevano alle mie spalle, lodando Riccardo per la furbata di essersi trovato una domestica gratis. Riccardo con loro, a sghignazzare. Gustava ogni boccone dei piatti che avevo preparato e sembrava quasi si prendesse gioco di me.
Così, senza far rumore, sono uscita dalla stanza, ho raccolto le mie cose e sono tornata a casa dai miei. Non avevo mai passato un Capodanno così terribile. Mia madre ha sospirato dicendo il solito: Te lavevo detto, mentre papà sembrava sollevato. Ho pianto tutte le lacrime e, finalmente, ho gettato via le mie illusioni.
Una settimana dopo, quando Riccardo ha finito i suoi soldi, si è presentato davanti a casa mia, con lo sguardo di chi non ha nulla da rimproverarsi:
Ma sei andata via per quello? Ti sei offesa? E, vedendo che non avevo alcuna voglia di riconciliarmi, è passato al contrattacco: Bella roba tu al caldo da mamma e papà e io che ho il frigo vuoto! Pure tu, inizi a comportarti come la mia ex!
Di fronte a tanta faccia tosta, sono rimasta senza parole. Quante volte avevo immaginato di dirgli tutto ciò che pensavo, e ora, davanti a lui, non mi veniva in mente nulla tranne mandarlo a quel paese e sbattergli la porta in faccia.
Così, da quel Capodanno, per me è davvero iniziata una nuova vita.






