Sguardo Profondo di Occhi Verdi dal Passato

**Lo sguardo di quegli occhi verdi dal passato**

Mi sono svegliato allalba e ho pensato:

Sì, è da tanto che non dormivo così bene. E dove? In un campo, dentro un pagliaio, senza comodità né coperte calde. Ma che importa? È estate, fa caldo, e il fieno è profumato e accogliente.

Mi sono alzato e mi sono liberato dal fieno. La mente era lucida, senza pensieri pesanti sulla separazione da mia moglie, senza tristezza. Forse non lho mai amata davvero? Mi sono fermato a riflettere.

Allora questi dieci anni insieme erano solo unillusione di vita familiare? Eppure sembrava tutto normale, anche se non abbiamo mai avuto figli. Vera aveva una figlia, è vero, ma come diceva lei: «Non so neanche chi sia il padre. Lho avuta per me.»

Max sentiva sempre una certa falsità nei gesti di Vera, e litigavano spesso. Dopo ogni discussione, gli tornavano in mente gli occhi verdissimi e il dolce sorriso di Maria, linfermiera che lo aveva curato in ospedale. Lui era rimasto ferito in missione, anni prima, durante il servizio militare.

Seduto nel pagliaio, sorrideva al ricordo: la voce calma di Maria, i suoi occhi come due smeraldi, i capelli castani e folti. Occhi così non li aveva più rivisti. Era convinto che fosse stata lei a dargli la forza di sopportare il dolore.

Il giorno della sua dimissione, aveva raccolto un mazzo di fiori di campo ed era corso da lei. Voleva chiederle di partire insieme, sapeva che non sarebbe stato facile, ma ci sperava.

Maria non cè più, è stata trasferita in un altro reparto gli aveva risposto unaltra infermiera.

Dove? Non me lo può dire?

No, e nessuno glielo dirà. Sa comè, qui

Era rimasto sconvolto, ma aveva deciso di trovarla. Come fare, però, con solo un nome e il colore degli occhi? Alla fine era dovuto tornare a casa, congedato per le ferite. Tutto era uguale: suo padre che beveva, sua madre che lavorava e lo rimproverava.

Poi, un giorno, era arrivato Luca, un commilitone con cui aveva condiviso tutto. Anche lui era appena tornato.

Ehi, Massimo! Come stai? Ti sei ripreso?

Sì, tutto bene aveva risposto, scrollando le spalle.

Vieni con me nel mio paese. Qui non cè lavoro aveva proposto Luca. A meno che non ci sia qualcosa o qualcuna che ti trattiene aveva aggiunto, strizzando locchio.

No, nessuno. Non riesco a dimenticare Maria.

Ti ha preso forte, eh? Ma non mollare, devi cercarla.

Così era partito con Luca, lunico che lo capiva davvero. Col tempo, aveva comprato una casetta vecchia, laveva sistemata e ci aveva vissuto.

Luca, invece, si era innamorato e si era trasferito in città con sua moglie, Elisa.

Scusa se ti ho trascinato qui e poi me ne vado gli aveva detto. Ma chi sapeva che avrei incontrato Elisa? Ci vedremo spesso.

Tranquillo, fratello aveva risposto Massimo, sorridendo. Anche io sto per sistemarmi. Ho chiesto a Vera di sposarmi.

Ora, guardando i campi e i boschi lontani, si ricordò delle parole cattive che Vera gli aveva urlato il giorno prima:

Non troverai mai una come me! Nessuna ti sopporterebbe come ho fatto io. Tutte queste tue fissazioni non interessano a nessuno. E poi, ho un altro uomo che mi ama davvero.

Chiamava «fissazioni» i momenti in cui lui si chiudeva in sé stesso, assalito dai ricordi. Vera lo tormentava, cercando di tirarlo fuori da quegli stati, e finivano sempre per litigare. Lui non capiva perché la infastidissero tanto i suoi silenzi.

Ieri, però, Vera aveva finalmente confessato quello che lui già sospettava. Laveva ascoltata in silenzio, poi aveva preso le sue cose ed era uscito di casa, mentre lei continuava a insultarlo. Aveva camminato lontano dal paese, lontano da lei.

Strano. Credevo che la fine del nostro matrimonio mi avrebbe devastato, che avrei urlato, accusato. Invece sono sereno. Anzi, quasi sollevato.

Decise che lindomani sarebbe partito per la città da Luca. Uscì dal paese al tramonto, deviò verso un campo con dei pagliai e scelse quello più comodo per passare la notte. Il giorno dopo sarebbe andato da Luca. Lui lo avrebbe capito, come sempre.

Basta pensò, quasi contento. Finalmente non dovrò più fingere.

Si sistemò nel fieno, ma non riusciva a dormire. Fuori era buio, le prime stelle brillavano nel cielo. I ricordi tornavano, insieme al dolore al braccio, quello salvato in extremis in ospedale. Cercò di pensare ad altro.

Gli tornò in mente il giorno in cui aveva conosciuto Vera. Lei, vivace e solare, più grande di lui di tre anni, gli aveva fatto credere che la vita potesse ricominciare. Non si era mai chiesto del suo passato, né del padre della bambina. Aveva solo voluto amarla, credere che sarebbero stati insieme per sempre.

Ma evidentemente aveva deluso le sue aspettative. Vera lo accusava sempre delle sue «fissazioni», quei momenti in cui lui aveva bisogno di stare solo, di ricordare e metabolizzare la guerra.

I pensieri si accavallavano, ma alla fine si addormentò. Dormì profondamente, senza sogni. Laria fresca e il profumo del fieno lo avevano calmato. Al risveglio, però, gli tornarono in mente gli occhi verdi di Maria. Perché proprio ora? In fondo, non li aveva mai dimenticati.

Bene, è ora di mettersi in cammino si disse, uscendo dal pagliaio.

Arrivò in città e comprò una bottiglia di vino e una scatola di cioccolatini per Elisa. Con Luca non bevevano mai alcolici pesanti, solo un bicchiere di vino ogni tanto.

Bussò alla loro porta, e dopo poco Luca apparve, sorridente.

Massimo! Che piacere, entra!

Guardò oltre la porta e chiese:

Sei solo?

Massimo tacque, ma lespressione fu sufficiente.

Va bene, vieni in cucina. Elisa, guarda chi cè! gridò Luca.

Anche il loro figlio, Nico, di sette anni, si avventò su di lui, ridendo.

Che bello essere accolti così pensò Massimo.

In cucina, tirò fuori i regali. Notò subito la pancia di Elisa.

Aspetta? chiese.

Elisa rise. Sì!

Complimenti! disse lui, sinceramente felice.

Eh, non ce laspettavamo più ammise Luca. Sarà una femmina.

Non siete vecchi voi due!

E tu? Hai più di trentanni osservò Elisa, ma Massimo scosse la testa.

Poi, tra risate e ricordi, Elisa a un certo punto non resistette più.

Basta, Luca, diglielo!

Massimo la guardò, confuso.

Abbiamo una notizia per te disse Elisa, prendendo fiato. Abbiamo trovato Maria.

A Massimo si seccò la gola. Bevve un sorso dacqua.

Non volevamo dirtelo prima spiegò Luca. Pensavamo che con Vera Ma ora che non ci sei più insieme, abbiamo capito che era il momento. Maria ci ha scritto. Vive in un paesino, sola. Elisa ha insistito per cercarla, e alla fine l

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