Prendi il tuo marito!

Francesca Bianchi usciva dalla riunione genitoriinsegnanti con il broncio. Ancora una volta la maestra aveva rimproverato Luca, il figlio, per i compiti non fatti e per il suo atteggiamento scontroso. Che razza di ragazzo è diventato? si chiedeva Francesca. Era più distratto che mai e non le diceva nulla. Decise di chiedere al marito, Giacomo, di parlare con lui, dopodiché avrebbe potuto intervenire anche lui, visto che era il papà.

Mentre attraversava il parcheggio, vide lauto di Giacomo ferma sul ciglio della strada. Forse è venuto a prendermi? pensò, un sorriso ironico le spuntò sul viso. Accelerò il passo, ma si fermò bruscamente: Giacomo scese con un mazzo di rose in mano, rivolto a una donna sconosciuta. La ragazza lo abbracciò, prese il bouquet e si diresse verso lauto. Salirono e se ne andarono.

Chi è quella? si chiedeva Francesca, fissando la figura alta, con lunghi capelli neri e una minigonna troppo corta per i suoi gusti. Lopposto di lei: bionda, capelli corti, alta e decisamente più stilosa. Giacomo aveva detto che sarebbe rimasto più tardi al lavoro per un nuovo progetto, ma ora sembrava che progetto fosse una storia damore con quella giovane.

Dopo tredici anni di matrimonio, Francesca non aveva mai dubitato della fedeltà di Giacomo. Si erano sposati subito dopo luniversità, avevano ricevuto in dono una bella palazzina in centro da parte dei genitori di Giacomo, ricchi imprenditori. I genitori di Giacomo la volevano bene, ma non la consideravano ancora una vera figlia.

Il padre di Giacomo, per problemi di salute, aveva lasciato la carica di amministratore delegato; Giacomo laveva presa, allinizio con fatica, poi con disinvoltura, guadagnando bene. Con quei soldi avevano comprato una piccola villa sulla riva del Lago di Como, dove andavano nei weekend con amici e parenti. Ogni tanto si concedevano una vacanza in Svizzera. Giacomo le aveva proposto di lasciare il lavoro per occuparsi del figlio, ma Francesca non voleva diventare casalinga; era cardiologa, amava il suo lavoro e sentiva che aiutare le persone era la sua vera vocazione.

Ora, con la testa che girava per la notizia della relazione extra, Francesca si sentiva tradita. Se è davvero con laltra, forse mi ha già dimenticata, pensava, mentre le lacrime le scendevano sul viso. Come è possibile? Eravamo amici, condividevamo tutto, la nostra vita matrimoniale sembrava perfetta. Giacomo non ha mai fissato occhi su altre donne, è sempre stato… attraente, ma leale.

Tornata a casa, cominciò a rimproverare Luca.

Mamma, basta! Non voglio più sentire le tue lezioni! sbottò il ragazzo.

Che vuoi dire basta? Sono solo allinizio dellanno scolastico, e Anna la professoressa è già infastidita da te! replicò Francesca, la voce rotta dallemozione.

Faccio quello che voglio, proprio come papà! Ora capisco perché ha una altra nella vita. Vuoi anche che io ti porti le sue parole!

Che altra? Di che stai parlando? chiese Francesca, più confusa che mai.

Lho vista al bar con una bella ragazza, non mi ha nemmeno notato. Che ne pensi?

Francesca si lasciò cadere sul divano, coprì il volto con le mani e piangeva. Luca, che sin da piccolo non sopportava le lacrime della madre, si avvicinò timido.

Mamma, non piangere… sussurrò.

Sei sempre stato un disastro, ma… ti voglio bene lo stesso, rispose Luca cercando di consolarla.

Papà fa cose così, allora lasciamolo andare.

Luca tirò fuori una salvietta, la porse a Francesca, che la usò per asciugarsi gli occhi.

Parlerò con lui. Che dica la verità, promise.

Due ore dopo, Giacomo tornò a casa con lo sguardo abbattuto, ancora in pigiama.

Francesca, non ceno stasera, ho mangiato con i colleghi. Adesso vado a fare la doccia e a letto, sono esausto, disse.

Ho visto ti sei fermato per darle dei fiori, poi siete partiti. Io passavo di lì per lospedale

Giacomo rimase senza parole.

Sì, ho una relazione con la nuova segretaria, Angela. Non so nemmeno come sia iniziata. È una specie di incubo, ma non riesco a smettere di pensare a lei. Ti amo ancora, ma è come se mi fosse tornata la giovinezza, tutti quei sentimenti nuovi.

Non capisco hai chiesto a lei di venire a casa tua, hai aiutato a portare dei documenti, hai cenato con sua madre, hai accettato un dolce alle prugne E ora vuoi lasciarmi?

No, non voglio andarmene. Mi attira come una calamita, ma ti amo ancora. Non è colpa tua, è solo un vortice di emozioni. Ho chiesto a Angela di venire a casa, noi abbiamo fatto beh, è stato un casino.

Francesca, incredula, rise amaramente.

Su una delle nostre camere? Sul nostro letto? E poi ti scusi?

Giacomo abbassò la testa, incapace di parlare. Forse dovremmo separarci. Ti lascerò la casa, la macchina, il conto in banca Tu prendi il denaro, io la villa. Che ne pensi?

Hai pensato a tutto, vero? Ti diranno che laltra ti lascerà, ma la realtà è che non sei stato molto saggio, ribatté Francesca, con un tono tagliente ma pacato.

Lunedì successivo, Giacomo carico di valigie uscì di casa mentre Francesca e Luca erano fuori. Lasciò una lettera al figlio, cercando di spiegare il suo addio. Francesca guardò i vestiti vuoti nellarmadio, il cuore a pezzi. Non aveva mai messo il denaro al di sopra della famiglia. Una volta è finita, però è meglio così, mormorò, asciugandosi una lacrima finale.

La suocera, Maria, la chiamò.

Francesca, Giacomo mi ha raccontato tutto. Come è potuto? È solo una crisi di mezza età? Che ruolo ha questa ragazza?

Maria, è un disastro. Giacomo è un adulto, ma forse pensa di sapere cosa fa. Luca è molto deluso, ha detto che non vuole più parlare con lui.

Stai forte, cara. Ti vogliamo bene, non ti abbandoneremo.

Due settimane dopo, Giacomo tornò di nuovo. Luca non era in casa.

Ciao, Francesca. Devo prendere una cosa, posso entrare? chiese.

Certo, entra, rispose Francesca, sorpresa dal suo aspetto smunto, con occhiaie e la barba incolta.

Luca non risponde a niente, forse è arrabbiato

Ti sembra di stare male perché la giovane ti ha rubato lenergia? scherzò Francesca, alzando un sopracciglio.

Sì, mi sento debole, apatico, non voglio più nulla. E quando Angela è vicina mi sento oppresso.

Prendi le tue cose e vattene. Che ne è del divorzio? incalzò Francesca.

Non lo voglio, non voglio nulla di tutto questo.

Giacomo si sedette, la testa tra le mani, piangendo come un bambino. Francesca lo accarezzò sulla testa, chiedendosi che fine avesse preso la loro vita.

Passarono due settimane. Francesca andava in chiesa, pregava davanti allicona della Madonna. La nonna Lena, una donna dal cappotto semplice e il fazzoletto tra i capelli, le offrì aiuto. Posso rimuovere il sortilegio, disse, ma Francesca non era convinta. La donna le spiegò che Angela era stata avvicinata da una sorta di incantesimo damore preparato dalla madre, per soldi.

Francesca accettò di provarci, per curiosità. Lena le diede una preghiera da recitare davanti alla Madonna e le consigliò di tenere la foto di Giacomo lontano. Se il sortilegio finisce, ti sentirai più leggera, disse.

Nel frattempo, Giacomo non rispondeva più al telefono. Francesca decise di andare alla villa sul lago, dove Angela laspettava. Aveva preso un taxi, perché non guidava più. Arrivata, Angela aprì la porta.

Daria? Che sorpresa, disse, cercando di mascherare limbarazzo.

Devo parlare con Giacomo, replicò Francesca, senza troppe cerimonie.

Giacomo era sdraiato sul letto, le gambe piegate, con la barba incolta e gli occhi cerchiati.

Ciao, sei ammalato o cosa? chiese Francesca, strizzando gli occhi.

Sto male, è tutto un caos, rispose lui, mentre si vestiva a fatica.

Angela rimase a guardare, incrociando le braccia.

Che succede? Tornate a casa? chiese Francesca, ironica.

Torniamo? Non possiamo più, è finita, rispose Giacomo, guardandola fisso negli occhi.

Angela, visibilmente nervosa, iniziò a balbettare, cercando di difendersi.

Non cè sortilegio! È solo è solo un malinteso!

Allora perché ti sei mescolata nella nostra vita? ribatté Francesca, con un tono tagliente.

Alla fine, Giacomo fu costretto a raccogliere le sue cose e andarsene. Francesca lo accompagnò alla macchina, gli disse di non tornare più.

Due settimane dopo, Giacomo cominciò a sentirsi meglio. Le preghiere di Lena, la visita al santuario e il tempo passato a riflettere gli avevano fatto fare i conti. Luca era felice di vedere i genitori di nuovo sorridenti. Angela sparì dalla loro vita, forse per sempre.

Francesca, ora più leggera, tornò al suo lavoro in ospedale, continuò a pregare e a ridere delle assurdità della vita. Il loro matrimonio, anche se segnato da una tempesta, era tornato più forte, e il futuro sembrava un po più luminoso, con lumorismo italiano a fare da colonna sonora.

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