Ho spinto mio figlio a divorziare… e ora me ne pento amaramente!

20 marzo

Oggi mi sono trovata sulle scale con la mia vicina, Lucia, che ancora una volta non ha perso occasione di confidarsi con me.

Ieri mia nuora mi ha riportato la nipotina per il fine settimana, sospirava Lucia, sconsolata. Non riesco mai a farla mangiare come si deve! Mamma dice che le principesse non mangiano tanto! mi risponde, dopo aver preso due cucchiaiate e stop! È tutta pallida, sembra quasi trasparente da quanto è magra!

Da quando aveva incontrato per la prima volta la compagna di suo figlio Francesco Alessia Lucia laveva presa in antipatia. Non le andava giù che fosse più grande di suo figlio di sette anni. E poi, lui aveva appena finito il liceo, così giovane.

Prima di lei non aveva mai frequentato una donna! ripeteva Lucia indignata. È chiaro che ci sia cascato! Lha stregato con la sua esperienza!

In effetti, Alessia era una donna molto bella, curata, elegante e già affermata nella sua professione. Insomma, nulla di strano che Francesco si fosse innamorato così. Gli uomini si sa, si lasciano guidare dagli occhi. E lei era da ammirare.

Alessia seguiva una dieta e cercava di mantenere uno stile di vita sano. Per questo aveva insegnato anche alla figlia a mangiare il giusto, senza esagerare, badando alla salute e alla linea.

Pochi mesi dopo che iniziò la storia con Francesco, Alessia rimase incinta. Forse per ripicca verso la futura suocera che aveva sempre cercato di contrastare la loro relazione o semplicemente per caso. Ma poco importava: Francesco ormai aveva scelto, voleva sposare Alessia. Aveva da poco compiuto 18 anni. Lei ne aveva 25.

Dopo la maturità, Francesco si iscrisse a un istituto tecnico. Studiava e lavorava insieme, perché dalla nascita della bambina, lui e Alessia si erano trasferiti e vivevano da soli. Prima affittavano un bilocale, poi erano riusciti a comprare una stanza in un vecchio stabile a Milano.

Sembravano davvero felici, ma la madre di Francesco non demordeva: coglieva ogni pretesto per criticare la nuora. La cucina non andava, le camicie non erano stirate come si doveva, la bambina vestita troppo leggera. A sentir la suocera, Alessia non aveva nessun pregio, solo difetti. Continuava a tormentare la nuora e a lamentarsi col figlio

Alessia, stanca, aveva limitato al minimo i rapporti con la suocera. Faceva tutto da sola: portava la bambina allasilo, a ginnastica, a scuola di scacchi. Sempre di corsa: dal lavoro allasilo, poi alle attività E in più riusciva persino ad andare in palestra e dal parrucchiere. In casa non cera mai, per quanto avrebbe voluto.

Francesco arrivava spesso e trovava la casa vuota: la bambina ai corsi, la moglie altrettanto, o via, o presa da mille cose.

Una sera bussò la vicina, Marina: vedova di 38 anni con due figli adolescenti. Nella cucina comune dello stabile aveva ceduto un tubo ed era scoppiata una perdita: chiese a Francesco una mano prima che si allagasse tutto.

Francesco, che aveva buon senso pratico, sistemò tutto alla svelta. Nel frattempo Marina preparava la cena una pasta al ragù con delle polpette squisite e per ringraziarlo, gli offrì un piatto. Francesco accettò volentieri: da tempo ormai Alessia non cucinava più piatti così, non ne aveva tempo.

Da quel giorno Marina invitò spesso Francesco a restare a cena quando la moglie e la figlia erano fuori. Passavano serate in cucina tra chiacchiere, tortelli fatti a mano e crostate. Piano piano successe qualcosa: si avvicinarono così tanto che non poterono più fare a meno di quei momenti pieni di calore e semplicità.

In uno stabile vecchio come il nostro a Milano, però, niente sfugge. Troppi sguardi indiscreti, tutto si sa subito. E infatti qualcuno avvisò Alessia che il marito non passava certo il tempo con Marina solo per fare riparazioni.

Quella sera ci fu un litigio che sentimmo su tutto il piano. Alessia, orgogliosa, mise Francesco alla porta: in un attimo gli buttò tutte le sue cose nel corridoio.

A quellora era troppo tardi per andare dai suoi. Lunica soluzione era stare da Marina, che lo accolse a braccia aperte.

Allora la figlia di Francesco e Alessia aveva sei anni. Francesco venticinque, Alessia trentadue e Marina trentanove.

Quando Lucia, la madre di Francesco, seppe che il figlio aveva lasciato la moglie, fu al settimo cielo finalmente laveva spuntata! Ma quando scoprì che lui viveva adesso con una donna di quattordici anni più grande e con due figli suoi, rimase ammutolita

Un comportamento che non mi sarei mai aspettata. Per anni aveva rovinato il rapporto di Alessia solo perché era più grande del figlio ora tutto silenzio, anzi, accettazione. Forse aveva compreso la sua stessa sconfitta.

Sono passati quindici anni da allora. Oggi Francesco vive ancora con Marina: non hanno figli in comune, ma la loro casa a Milano è unoasi di serenità. Nonostante la differenza detà lui ora ha 40 anni, Marina 54 tra loro regna armonia e complicità. Lucia li accoglie senza mai dire una parola di troppo: la pace ha finalmente trovato casa. E nei suoi occhi vedo che Francesco è davvero felice.

Io mi chiedo: forse la felicità non dipende dalletà, anche in una storia dove la donna è più grande?

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