La Saggia Suocera: Insegnamenti e Tradizioni di una Famiglia Italiana

Ricordo, come se fosse ieri, quella mattina nella vecchia casa di Firenze, quando la signora Rosa, ormai avanzata in età, annaffiava con delicatezza i fiori di appartamento sul davanzale. Improvvisamente la porta si aprì di colpo ed entrò la figlia, la giovane Cinzia, di trentacinque anni, i capelli ancora un po ribelli.

Mamma, sei sola? chiese Cinzia, con quel tono che cerca sempre di fare una buona figura.

E allora perché non ti presenti, chiedermi come sto davvero? rispose Rosa, accennando un sorriso. Oh, cara, come ti senti? Io sto bene, come dice il mio passaporto, sai bene che per me la carta è legge. E tuo padre? Non cè, è andato a credere in Dio.

Dove è andato? incalzò la figlia.

Usa la testa, dove vanno gli uomini la domenica? rispose Rosa, accennando al riso In chiesa, ovviamente

Spero davvero che sia in chiesa e non a far confabulazioni con qualche donna sul Signore scoppiò a ridere Rosa, poi con tono più severo E tu, cosa ti porta a lamentarti di nuovo? Hai deciso di lasciare Marco?

Ma, mamma, il mio Marco non è affatto un uomo cattivo! Pensi davvero che la gente farà una fila dietro di me? sbuffò Cinzia, con un filo di ironia. Che ne dici, regina del villaggio?

Perché ti aggrappi così a lui? Pensi che ti ami? ribatté Rosa. E se non mi ama, è come aggiungere aceto al minestrone, non è?

Cinzia alzò le sopracciglia, sorridendo beffarda.

Come si dice, La mela non cade lontano dal ramo commentò con un sorriso sardonicamente dolce.

E poi, In famiglia non manca mai un po di brutta gente strizzò locchio Rosa, tirando fuori la lingua. Basta strapazzare il mio cuore già martoriato, dimmi subito cosa vuoi!

Mamma, pensa: oggi andiamo al compleanno di Luca, voglio dare cinquanta euro, e lui mi risponde Wow! disse Cinzia, facendo una pausa.

E che centra? ribatté Rosa. Non serve spargere loro in fronte a chi è ricco! Prendi sei bicchieri di cristallo e vai pure.

Che senso ha? A nessuno servono più i bicchieri; tutti li hanno già da tempo! ribatté la figlia.

Non sono un giudice, sono solo una donna di cultura! Vendere biglietti al circo da più di trentanni è il mio mestiere e lo faccio bene. Se i bicchieri non servono a loro, li userà qualcun altro, e così facendo ne arriverà di più!

Cinzia la guardava furiosa quando entrò un uomo di quaranta anni, il suocero Marco.

Che porte aperte! Buongiorno, mamma! salutò Marco con entusiasmo.

Oh, ma chi è? esclamò Rosa, alzandosi. Marco, sei qui per mangiare? Ho preparato un pesce speciale, che ti farà scivolare le dita. Se non fossi venuto, avrei mandato tuo padre a portartelo!

E a me? guardò la figlia con una punta di delusione. Non mi hai nemmeno offerto nulla!

Figlia mia, sono colpevole, ma anche tu avresti avuto la tua porzione. Sono solo così felice di aver visto Marco! Racconto a tutti i vicini del mio genero doro, migliore di un figlio. E ascolta, Marco, avvicinati: devo farti capire che ti sto dalla parte. Tua moglie mi ha fatto girare la testa, ma ti dico: hai ragione! Vuoi mangiare in cucina o ti porto io il piatto?

Grazie, mamma, ma abbiamo appena fatto colazione, non ho fame. E grazie per il sostegno, altrimenti non potrei dimostrare nulla a mia moglie, che non smetta mai di lottare!

Sai, Marco, tua moglie non è poi così male. Mi raccontava di te con tanto affetto, e io la ascoltavo, felice di sentire che sei un bravo ragazzo. Ti voglio come un figlio, lo sai!

Cinzia, bevendo dellacqua, si strozzò per lemozione.

Marco si avvicinò e abbracciò Rosa.

Davvero? Non me lo aspettavo, pensavo che fosse tutto per lamentarsi

È solo una chiacchierata, non voleva dire altro. Ti svelo il segreto: Dina vuole prepararti qualcosa di delizioso, ma non ti dirò cosa. Abbiamo discusso come due cuoche! E per il regalo ha detto per caso che non avete ancora deciso, così ho confermato che hai ragione.

La vecchia madre parlò a lungo, Cinzia la ascoltava con gli occhi spalancati di sorpresa, poi sorrise.

Mamma, grazie, ho memorizzato tutto quello che mi hai detto; se dovessi dimenticare, ti chiamo. Ma è ora di andare.

No, finché non prendi il pesce per Marco, non ti lascio uscire!

Solo per Marco? Hai dimenticato di me ancora?

Ah, la mia testa è un po confusa, ma sai che lui è il primo nella mia vita, poi vieni tu disse Rosa, sorridendo e alzando le spalle in segno di colpa.

Il genero, con un sorriso compiaciuto, ricevette il pesce avvolto in un telo a pois, messo in una borsa impermeabile dalla suocera.

Ecco, gustalo, e mangia in fretta, altrimenti mi offenderei!

Grazie, signora Rosa, siete davvero una amica. Che fortuna avere una suocera così! prese la moglie di Marco per mano. Andiamo, Dina?

Corro, mi saluterò con la mamma.

Marco uscì, Cinzia si avvicinò a sua madre e, a voce bassa, sussurrò:

Mamma, sei una grande attrice! Il Teatro alla Scala ti chiederebbe una standing ovation! E come hai fatto a lasciare papà senza un centesimo?

Sai, figlia mia, non voglio che pianga mai più con gli occhi pieni di lacrime. Perciò, papà e io mangeremo il pesce unaltra volta. Ricorda: per mantenere la pace in casa, bisogna essere un po attrici ogni giorno!

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