Ecco qua! esclama Alessandro. Vedi, alla fine lultima parola deve sempre spettare alluomo!
Questa mattina, a casa dei Furlani, è arrivato dal centro città il loro nipote ormai cresciuto, per il cui matrimonio erano stati invitati poco tempo prima. Alessandro è venuto a prendere delle patate, come fa ogni anno: non si perde mai loccasione di aiutare i suoi adorati nonni a seminare e raccogliere le patate.
Su, raccontami un po, Alessandro: come va la vita con la tua Mariangela? domanda subito la nonna, mentre trafficava davanti alla cucina economica.
Eh, nonna… dipende, va tutto un po a giornate diverse… risponde il nipote, poco convinto. A volte bene, a volte così così…
Aspetta un attimo, si interessa il nonno Vittorio. Che significa a giornate diverse? State già litigando?
No, non litighiamo ancora, diciamo che stiamo cercando di capirci… insomma, stabilire chi comanda in casa, si lascia sfuggire Alessandro.
Madonna santa… sospira la nonna con un sorriso sornione, che problemi che vi inventate! È ovvio chi comanda.
Già, ride anche Vittorio. È chiaro che in famiglia la vera capa è sempre la moglie.
Su, va là… si sente borbottare dalla cucina.
Nonno, ma dici davvero? Alessandro guarda sorpreso il nonno. Stai scherzando?
Sono assolutamente serio, taglia corto Vittorio. Non ci credi? Chiedilo alla nonna. Senti, Caterina, dillo tu, chi decide davvero in questa casa?
Dai, piantala con queste sciocchezze, ribatte affettuosamente la nonna.
No, dillo! insiste Vittorio. Chi prende le decisioni importanti, tu o io?
Beh… di solito… io…
Comè possibile? Alessandro non ci crede. Io qui non lho mai visto, anzi, sono convinto che in una casa il padrone debba essere sempre luomo.
Ma va, Alessandro, ride ancora il nonno, in una vera famiglia le cose funzionano diversamente, non come pensi tu. Ora ti racconto un paio di storie, così capisci.
Racconto
Eccoci, borbotta la nonna, adesso racconterà del motorino!
Quale motorino? incuriosito chiede il nipote.
Quello che arrugginisce in garage da una vita, si affretta a spiegare il nonno. Ormai compie centanni. Ma sai come mi ha convinto la nonna a comprarlo?
La nonna? Convinto?
Sì, sì. Mi ha dato i suoi soldi, risparmiati con tanta fatica. Ma tutto nasce da unaltra storia.
Un tempo, io avevo messo via dei soldi, giusti giusti per comprarmi un motorino con il carretto. Lo dico a Caterina: vorrei comprarlo, così è più facile portare a casa le patate dal campo. Prima ci assegnavano il terreno fuori dal paese.
La nonna niente, si blocca: dice che era meglio comprare un televisore a colori, quelli super costosi di allora. Le patate dice le portavi col vecchio biciclo e puoi continuare a farlo. Sacco sulla canna, e si va. Va bene, dico io, la ragione è tua. Abbiamo comprato il televisore.
E il motorino? chiede dubbioso Alessandro.
Il motorino labbiamo preso lo stesso… sospira la nonna. Ma molto dopo. Prima il nonno si è rovinato la schiena a forza di trasportare sacchi, così ho dovuto farlo io. Quasi tutto il raccolto lho portato da sola, quellanno.
E dopo, quando a novembre abbiamo venduto il maiale, le ho dato tutto il ricavato e le ho detto: Vai in paese, compra il motorino col carretto!
E lanno dopo, di nuovo arrivano un po di soldi, continua il nonno, e io dico: bisogna rifare la casetta della sauna. Quella vecchia, lasciata dai genitori, aveva il tetto e i muri marci. Ma la nonna di nuovo: meglio comprare i mobili nuovi, almeno stiamo come la gente per bene. Va bene, dico io, ha ragione lei, e compriamo i mobili.
E in primavera la sauna è crollata con tutta la neve che era caduta, conclude la nonna. Da allora, ho deciso che da quel momento in poi, come dice Vittorio, così faremo.
Ma ecco! esclama Alessandro. Appunto! Alla fine decide sempre luomo!
Ma no, Alessandro, non hai capito, scoppia a ridere il nonno. Prima di fare qualunque cosa, io vado e chiedo: voglio rifare il forno, sei daccordo? E poi si fa come dice lei.
Eh, infatti dopo tutte quelle storie io dico sempre: fai come pensi tu.
Quindi, Alessandro, in una famiglia lultima parola è sempre della moglie, conclude il nonno. Hai capito?
Allinizio Alessandro riflette, poi scoppia a ridere, ride di gusto, poi si fa serio e gli si illumina il volto.
Adesso ho capito, nonno. Torno a casa e dico: Va bene, Mariangela, andiamo a rilassarci in Sardegna, come vuoi tu. La macchina per il momento non la faccio aggiustare. Lautomatico è da cambiare, ma pazienza. Se si ferma pazienza, passeremo tutto linverno prendendo lautobus per andare al lavoro. Basta svegliarsi unora prima, non sarà la fine del mondo… Ho capito bene, nonno?
Hai capito perfettamente, annuisce felice il nonno. Vedrai, tra un anno o due anche a casa vostra troverete il vostro equilibrio.
E credimi: in famiglia la donna devessere sempre il capo. Così anche luomo vive più tranquillo. Parola mia…






