Una Vita di Rinunce: Valeria, la Cucina al Buio, i Conti di Ivan e la Battaglia per Vivere Davvero – Quindici Anni Risparmiando tra Luci Spente, Vestiti Vecchi e Viaggi Mai Fatti, fino alla Scelta di Dire Basta e Cercare la Felicità, anche a Costo di Dividere i Risparmi di una Vita e Ricominciare da Sola

Valeria stava lavando i piatti in cucina quando entrò Giovanni. Prima di entrare, aveva spento la luce.

Fuori cè ancora abbastanza luce. Non serve sprecare corrente, borbottò lui, con voce cupa.

Volevo mettere la lavatrice, disse Valeria.

La metti stanotte, rispose secco Giovanni. Quando la corrente costa meno. E smettila di far scorrere lacqua così forte dal rubinetto. Consumiamo troppo, Valeria. Non si fa. Non capisci che così buttiamo via i nostri soldi?

Giovanni abbassò il getto dellacqua. Valeria lo fissò con tristezza. Spense del tutto lacqua, si asciugò le mani e si sedette al tavolo.

Giovanni, ti sei mai guardato dallesterno? domandò.

Ma certo, ogni giorno mi guardo e mi giudico, rispose lui con tono cattivo.

E cosa pensi di te?

Come uomo? chiese lui.

Come marito. Come padre.

Un marito come tanti, replicò Giovanni. Un padre come tanti. Normale. Non meglio né peggio degli altri. Insomma, basta così?

Vuoi dire che tutti i mariti e i padri sono come te? insistette Valeria.

Vuoi litigare, Valeria?

Valeria sapeva che ormai non si poteva più tornare indietro. Era ora di dire tutto, fino in fondo magari così lui si sarebbe reso conto di quanto fosse faticoso vivere con lui.

Sai perché non mi hai mai lasciata? chiese allimprovviso Valeria.

Perché dovrei lasciarti? rispose Giovanni, accennando a un sorriso ironico.

Forse perché non mi ami. E neppure i nostri figli.

Giovanni stava per ribattere, ma Valeria lo fermò con un gesto.

Non negarlo. Non ami nessuno. Non vale la pena discutere, sprecheremmo solo tempo. Ti voglio invece dire perché tu non hai mai lasciato né me né i bambini.

Sarei curioso, rispose Giovanni.

Perché sei tirchio, Giovanni. Perché sei così attaccato ai soldi che separarti da noi per te sarebbe una perdita troppo grande. Da quanto stiamo insieme? Quindici anni? Cosa abbiamo ottenuto in questi anni? A parte sposarci e avere i nostri bambini, che altro abbiamo costruito? Quali traguardi?

Abbiamo ancora tanta vita davanti, cercò di difendersi Giovanni.

Non tutta la vita, Giovanni, disse Valeria. Solo quella che resta. Ma guarda: in tutti questi anni non siamo mai andati al mare insieme. Mai. Non parlo di viaggi allestero, ma nemmeno qui in Italia siamo mai usciti per una vacanza. Passiamo le ferie sempre in città. Non andiamo nemmeno a raccogliere funghi in montagna. E perché? Perché costa troppo.

Risparmiamo per il futuro, replicò Giovanni. Per il nostro bene.

Per il nostro? O per il tuo?

Lo faccio per voi, rispose lui.

Davvero pensi di risparmiare ogni mese per noi? Su un conto dove ci sono i miei e i tuoi soldi?

Certo. Grazie a me abbiamo già una bella somma da parte.

Abbiamo? fece eco Valeria, sorpresa. Forse hai tu qualcosa, ma io no. O magari non capisco nulla… Facciamo una prova, va bene? Dammi un po’ di soldi, compro vestiti nuovi per me e i bambini. Sono quindici anni che passo la mia vita con quattro stracci, alcuni dei quali mi sono rimasti da quando ci siamo sposati, altri me li passa tua cognata. I nostri figli portano ancora i vestiti usati dei cugini. Ma soprattutto… Voglio finalmente affittare una casa tutta mia, perché non ne posso più di vivere con tua madre.

Mia madre ci ha dato due stanze, si giustificò Giovanni. Dovresti ringraziarla, non lamentarti. E per quanto riguarda i vestiti, perché sprecare così tanti soldi, se quelli dei figli di mio fratello vanno così bene?

E io? Che vestiti dovrei usare? Quelli di tua cognata?

Ma per chi dovresti vestirti bene? rispose Giovanni, quasi ridendo. Sei una madre di due bambini. Hai compiuto trentacinque anni! Penserei ad altro, fossi in te.

E a cosa dovrei pensare?

Al senso della vita. Ci sono cose molto più importanti dei vestiti e delle sciocchezze femminili. Cose grandi, di maggior valore.

E cioè? si incupì Valeria.

Parlo di crescita personale, dello sviluppo spirituale, rispose Giovanni. Bisogna elevarsi sopra le cose materiali: case, cose, abiti.

Capisco disse Valeria sospirando. Per questo motivo tieni tutti i soldi su un conto a tuo nome e non ci dài mai niente. Per il nostro felice futuro e per la nostra crescita spirituale, giusto?

Perché voi non sapete gestire i soldi! sbottò Giovanni. Se vi lascio fare, spendete tutto. E poi cosa facciamo, se ci dovesse servire?

Cosa facciamo se ci dovesse servire? Bella domanda, Giovanni! Ma scusa, quando cominciamo a vivere? Non vedi che già ora viviamo proprio come se quella tua disgrazia fosse già successa?

Giovanni taceva, guardandola con odio.

Ormai risparmi anche sul sapone, sulla carta igienica e sui fazzoletti, continuò Valeria. Porti a casa quello che vi danno in fabbrica.

Un euro risparmiato è un euro guadagnato, rispose Giovanni secco. Sono le piccole cose che fanno la differenza. Buttare i soldi in saponi, creme e fazzoletti costosi? Una follia.

Fissa almeno un tempo, Giovanni. Quanto ancora dobbiamo resistere? Dieci anni? Quindici? Venti? Quando sarà abbastanza? Quando potremo permetterci una vita normale? Ora ho trentacinque anni, e mi pare che il momento non sia ancora arrivato, sbaglio?

Giovanni rimaneva in silenzio.

Provo a indovinare, disse Valeria. Quarantanni? È a quarantanni che cominciamo a vivere?

Nessuna risposta.

Capisco. Ho detto una sciocchezza. A quarantanni si è ancora giovani. Magari a cinquanta?

Niente.

Troppo presto anche a cinquanta, vero? concluse ironicamente Valeria. Che rischio, poi, spendere tutto in carta igienica costosa per poi finire con il cappello in mano A sessanta, allora? Magari a sessantanni cominceremo? Chissà quanti soldi ci saranno sul conto! Magari finalmente mi comprerò dei vestiti nuovi.

Giovanni taceva.

Senti, Giovanni, stavolta Valeria era seria mi è venuto un pensiero: e se non arrivassimo neanche a sessantanni? Non sarebbe impossibile, sai. Mangiamo male, per colpa del tuo risparmiare, finiamo pure per abbuffarci, perché il cibo economico sazia solo se ne mangi tanto. Non è salutare. Ma il punto è che siamo sempre di cattivo umore. E con il malumore, la vita si accorcia.

Se andiamo a vivere da soli e mangiamo meglio, non potremo mettere da parte nulla, insistette Giovanni.

Esatto, concordò Valeria. È proprio per questo che te ne vado. Perché ho finito di risparmiare. A te piace, a me no.

E come farai a vivere?

Ce la farò, rispose Valeria decisa. Non starò certo peggio di adesso. Prenderò una casa in affitto per me e i nostri figli. Il mio stipendio vale il tuo. Ci vivremo e ci vestiremo decentemente. E soprattutto non dovrò più sentire le tue lezioni su luce, acqua e gas. Userò la lavatrice anche di giorno. Non mi dispererò se scordo la luce accesa. Comprerò la miglior carta igienica. Ci saranno sempre fazzoletti di carta sul tavolo. E al supermercato prenderò quello che voglio, senza aspettare gli sconti.

Non risparmierai nulla! gridò Giovanni.

Perché non dovrei? Porterò avanti le cose con i tuoi alimenti per i bambini! Anzi no hai ragione tu: non risparmierò più. Non perché non posso, ma perché non voglio. Spenderò tutto quello che ho, ogni singolo euro, compresi i tuoi alimenti. Vivrò di stipendio in stipendio. E nei weekend porterò i bambini da te e tua madre. Così risparmio! In quei giorni andrò a teatro, al ristorante, alle mostre. E destate andrò al mare. Non so ancora dove, ma ci andrò. Appena mi libero da te, deciderò.

Giovanni diventò livido. Era spaventato. Più che per i bambini o la moglie, aveva paura per sé. Calcolò mentalmente quanto gli sarebbe rimasto dopo gli alimenti e le spese per i figli nei weekend. Ma più di tutto lo angosciava il pensiero di Valeria che avrebbe speso dei soldi per viaggiare. Secondo lui, era denaro buttato al vento, anzi: erano i SUOI soldi.

Cè ancora una cosa, Giovanni. Quel conto dove hai tenuto tutto lo dividiamo.

In che senso? balbettò lui.

Metà per uno, rispose Valeria. E anche quei soldi lì li spenderò. In quindici anni sarà venuta fuori una bella cifra, no? E li userò per vivere, non per metterli da parte. Voglio vivere davvero, Giovanni.

Giovanni aprì la bocca, ma nessuna parola uscì. La paura gli paralizzò ogni pensiero, ogni reazione.

Vuoi sapere qual è il mio sogno, Giovanni? chiese Valeria, calma. Prima o poi morirò. E spero che, quel giorno, sul mio conto non ci sarà nemmeno un centesimo. Solo così sarò certa di aver vissuto fino in fondo, senza aver rinunciato a niente di ciò che rende felici.

Due mesi dopo, Giovanni e Valeria divorziarono.

A volte, lossessione di accumulare e risparmiare ci fa dimenticare che la vita stessa, fatta di piccoli piaceri e momenti condivisi, vale più di qualsiasi somma in banca. Non bisogna rimandare la felicità per paura del domani: il tempo per vivere è adesso.

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