Nemmeno trentanni di matrimonio sono motivo per sopportare un tradimento
Lucia stava rigirando tra le mani una piccola scatolina: il velluto era consumato, le lettere dorate ormai invisibili. Dentro brillavano tre minuscole pietre. Bisogna ammetterlo, erano davvero graziose.
Cinquecento euro, disse Marco, sfogliando le notizie sulliPad. Le ho prese da Gioielli Roma, con la tessera fedeltà.
Grazie, caro.
Lucia sentì un nodo al petto. Non per la cifra a loro età, che pretese avrebbe potuto avere? ma per come lui glielo aveva detto. Distrattamente. Come se le stesse raccontando di avere comprato del pane.
Trentanni di vita assieme. Le nozze di perla ormai una rarità. Lucia si era alzata allalba, aveva tirato fuori dal mobile la tovaglia ricamata, dono di nozze della suocera. Si era messa a preparare la Torta Paradiso, quel dolce che Marco definiva una fetta di cielo.
Adesso lui stava lì, gli occhi fissi sullo schermo, rispondendo a mezza voce alle sue domande.
Marco, ti ricordi che avevi promesso di portarmi in viaggio in Italia per lanniversario?
Mh, senza alzare lo sguardo.
Pensavo che almeno una gita sul Lago di Como potremmo farla da quanto tempo non ci rilassiamo insieme.
Lu, ho una consegna urgente al lavoro. Non posso.
Lavoro. Cera sempre del lavoro. Soprattutto da circa un anno e mezzo, da quando Marco aveva ripreso la gioventù. Si era iscritto in palestra, aveva comprato scarpe sportive costose, rinnovato il guardaroba. E pure il taglio di capelli era cambiato frangia da una parte, tempie rasate.
È la crisi di mezza età, diceva lamica Stefania. Passerà.
Ma non passò. Anzi, si accentuò.
Lucia provò lanello perfetto al dito. Dopo tanti anni, almeno la misura la ricordava. Le pietre riflettevano una luce fredda.
È carino, ripeté, osservando il regalo.
Sì. La montatura è di moda, è un design giovane.
La sera, a tavola, si parlava poco. La torta era venuta come sempre: soffice e leggera. Marco ne mangiò una fetta e la lodò, senza convinzione. Lucia lo fissava, domandandosi quando si fosse trasformato in uno sconosciuto.
E chi è questa ragazza? chiese allimprovviso.
Quale ragazza? Marco alzò lo sguardo dal piatto.
Quella che ha scelto lanello moderno.
Cosa centra lei?
Marco, disse Lucia calma, non sono stupida. Lanello lo ha scelto una donna. Un uomo non dice mai design giovane.
Silenzio. Lungo, scomodo.
Lu, che dici?
Si chiama Alessia?
Marco impallidì. Non tentò nemmeno di fingere stupore. Quindi, aveva indovinato.
Ho visto per caso uno scambio di messaggi. Un mese fa, quando mi hai chiesto il numero dellassicurazione dal telefono. Tesoro, ci vediamo presto, ricordi?
Silenzio.
Ventotto anni, lavora nel tuo ufficio. Ieri ha postato una foto nel ristorante su Facebook: proprio il tavolo vicino alla finestra dove vi siete seduti. Ho riconosciuto la tovaglia.
E come sai del ristorante?
Stefania vi ha visti. Per caso. Credi che nessuno noti certe cose a Milano?
Marco sospirò:
Va bene. Sì, cè Alessia. Ma non è come pensi.
Cosa sarebbe, allora?
Mi capisce. Con lei mi sento leggero, parliamo di libri, di film.
E con me non sai cosa dire?
Lu, guardati! Parli solo dei figli, della salute, dei prezzi al supermercato. Con Alessia mi sento vivo.
Vivo, ripeté Lucia. Ho capito.
Non volevo farti soffrire.
Marco abbassò il capo.
Sa che sei sposato?
Lo sa.
E non si fa problemi? Sta bene col ruolo?
Lucia, è una ragazza moderna. Non si fa illusioni.
Moderna, sorrise Lucia amaramente. E io? Trenta anni insieme a te sono solo unillusione?
Si alzò da tavola e cominciò a sparecchiare. Le mani le tremavano, ma cercava di non darlo a vedere.
Lu, parliamone con calma.
Non cè nulla da dire. Hai fatto la tua scelta.
Non ho scelto nessuno!
Sì, hai scelto. Giorno dopo giorno. Quando torni tardi. Quando menti sui viaggi di lavoro. Quando usi i miei soldi per comprarle regali.
Sono i nostri soldi!
Anche i miei. Lavoro anchio, ti ricordi?
Lucia lavò i piatti e li sistemò con cura nel porta stoviglie. Ripose la tovaglia ricamata, come sempre. Solo le mani continuavano a tremare.
Lu, cosè che vuoi? chiese Marco sulla porta della cucina.
Voglio restare sola. Oggi. Riflettere.
E domani?
Non so.
Per due giorni Lucia rimase in silenzio. Marco provava a parlare, ma le sue risposte erano cortesi e brevi. Il terzo giorno lui sbottò:
Quanto deve durare questa situazione?
Ti disturba molto? domandò Lucia, stirando la sua camicia. Faccio tutto come sempre: cucino, pulisco, stiro.
Ma non parli con me!
Perché dovrei? Per parlare hai Alessia.
Lucia!
Che cè? Hai detto tu che con me ti annoi. Che non sai di cosa parlare. Perché dovrei forzarmi?
Quella sera uscì. Disse che andava dagli amici. Lucia capì che era andato da lei.
Si sedette al computer e aprì la pagina Facebook di Alessia. Bella ragazza, giovane. Foto in spiagge da sogno, vestiti alla moda, calice di prosecco in mano.
Uno degli ultimi post diceva: La vita è magnifica quando hai accanto chi ti apprezza. E gli hashtag: amore, felicità, uomo maturo.
Uomo maturo. Lucia si fece una risata amara. Come unetichetta del supermercato.
Tra i commenti le amiche scrivevano: Ales, quando vi sposate?, Che fortuna con quelluomo!, E la moglie cosa ne pensa?
Alessia aveva risposto: Tra loro è solo una formalità. Vivono da anni come coinquilini.
Trentanni, come coinquilini.
La mattina seguente Lucia prenotò una visita dallavvocato. Un giovane con gli occhiali ascoltò attentamente la sua storia.
Capisco. I beni si dividono a metà: appartamento, casa al mare, auto. Se riusciamo a dimostrare il tradimento, potrà chiedere qualcosa in più.
Non voglio più del giusto, rispose Lucia. Mi basta lequità.
A casa scrisse una lista:
Appartamento da vendere e dividere a metà.
Casa al mare la lasciava a lui. Non ci sarebbe più andata.
Auto a lei. Lui poteva comprarsene una nuova.
Conti bancari da spartire.
Marco arrivò tardi e vide la lista sul tavolo.
Cosè questo?
La separazione.
Sei impazzita?
No. Finalmente mi sono svegliata.
Lucia, te lho spiegato! È solo una cotta. Passerà!
E se non passerà? Devo aspettare altri trentanni che ti calmi?
Marco si sedette sul divano e si coprì il volto.
Non volevo ferirti.
Eppure ci sei riuscito.
E ora che faccio?
Scegli, disse Lucia. O la famiglia, o Alessia. Non esistono altre opzioni.
Per tre mesi vissero davvero da coinquilini. Marco si trasferì nella camera degli ospiti. Si parlavano solo quando necessario. Lucia si iscrisse a un corso dinglese e uno di nuoto, tornò a leggere romanzi per cui non trovava mai tempo.
Ogni tanto Alessia telefonava, piangeva al cellulare. Marco usciva sul balcone e parlava a lungo a bassa voce.
Una sera tornò prima. Si sedette di fronte a Lucia.
Ho chiuso con lei.
E cosa dovrei farci?
Lucia, ho capito tutto. Sono stato uno sciocco. Ho fatto uno sbaglio tremendo.
Concordo.
Possiamo riprovarci? Sono cambiato.
Lucia chiuse il romanzo.
Marco, hai lasciato Alessia non perché hai compreso il mio valore, ma perché ti sei stancato di lei. Tra un anno, magari due, arriverà una nuova Alessia.
Non arriverà!
Arriverà di sicuro. Tu non hai perso me, ma la tua giovinezza. Io non posso ridartela.
Lucia
I documenti sono pronti. Firmali.
Marco firmò. Senza litigi, senza battaglie per i beni. Lucia prese solo ciò che aveva deciso.
Dopo sei mesi incontrò Riccardo coetaneo, vedovo, professore dinglese. Si erano conosciuti al corso. La invitò a teatro.
Sa, Lucia, le disse davanti a una tazza di caffè dopo lo spettacolo, con lei mi piace parlare. È una persona interessante.
Davvero? Mio ex marito mi trovava noiosa.
Allora sapeva ascoltare poco.
Riccardo sì. Sapeva ascoltare, apprezzava i suoi pensieri, rideva alle sue battute, raccontava di sé senza alcun bisogno di sembrare giovane.
Cosa cerca in una donna? chiese Lucia.
Intelligenza, bontà, sincerità. E lei, negli uomini?
Onestà. E che non si vergogni della propria età.
Risero insieme.
Marco a volte chiamava. Augurava buone feste, chiedeva come stesse. Come due ex amici.
Sei felice? chiese una volta.
Sì, rispose Lucia senza esitare. E tu?
Non so. Direi di no.
Ecco, ognuno fa le proprie scelte.
Lanello da cinquecento euro è ancora nella scatolina. Non lo indossa mai. Lo conserva come memoria di quanto sia facile svalutare trentanni di vita.
E Riccardo le ha regalato una vecchia spilla, trovata al mercatino dellantiquariato costa poco, ma scelta con il cuore.
La bellezza non dipende dal prezzo, le ha detto, ma da ciò che provi donando.
E Lucia ha capito che dopo i cinquanta la vita non finisce, anzi: si ricomincia da capo.
E voi, cosa ne pensate? Si può davvero ripartire da zero anche in età adulta? Raccontate le vostre storie nei commenti.






