Ho ricevuto dalla moglie una valigia pronta con tutte le mie cose

Ricevetti dalla moglie una valigia colma di vestiti.

Non dire sciocchezze! mi ripeteva.

Fu allora che Loredana, per la prima volta, pensò alla telecamera. Non si limitò a pensare: la installò, dappertutto. Eppure non ne parlò a suo marito, lasciandogli il mistero di un sorpresa. E la sorpresa fu davvero reale.

«Che fortuna che si sia sposata con Vincenzo e non con quel pasticciato Sergio Colletti! rifletteva Loredana, gravida, allungata sulla poltrona. Se fosse stato lui, ora vivrebbe in una casa popolare fuori dalla Grande Raccordo Anulare!»

Secondo lei, Colletti non era capace di nulla di più. Non a caso lo chiamavano sempre Sergio e non Alessio: come chiami la barca, così nuoterà.

Chi mai penserebbe di chiamare un grande condottiero Sergio Macedone? Nessuno, proprio come non si chiamerebbe Lenin Vito. Invece Sergio Balagni suonava piuttosto bene.

Il titolo di un film immaginario, tipo Operazione Y e altre avventure di Alessandro, sarebbe stato un fiasco se avesse avuto quel nome; con Sergio invece avrebbe funzionato.

Erano amici sin dalla scuola: entrambi provavano una cotta per la graziosa Loredana e spesso si vedevano in trio. Loredana perdeva sempre contro il brillante e arguto Vittorio, ma sembrava non accorgersene; quellennesima sconfitta non intaccava la loro amicizia, e lui sapeva benissimo come farla durare.

Così, dopo la festa di diploma, Loredana scelse definitivamente Vincenzo; il terzo doveva andarsene, e quel terzo fu proprio Sergio.

Tre mesi dopo lingresso alluniversità, Vincenzo la lasciò: si era innamorato di una compagna di corso. Loredana allora chiamò Sergio, chiamandolo per la prima volta Alessio. Il fedele Colletti arrivò in suo soccorso, confortandola e tirandola fuori dalla depressione.

Non ci fu mai nulla tra loro, né poté mai esserci. Sergio rimase soltanto un amico, ma per lui era abbastanza stare al fianco della persona che amava.

Verso la primavera Loredana si innamorò di Arturo, uno studente dellateneo, qualche anno più grande di lei. Si erano conosciuti nella biblioteca universitaria, quel luogo ancora non completamente digitalizzato. Immediatamente Sergio fu dimenticato, relegato in secondo piano: tutti i pensieri di Loredana ruotavano attorno ad Arturo.

Il goffo Sergio, che dopo la scuola aveva intrapreso il corso di architettura e urbanistica a Milano, sembrava sempre portare dietro qualcosa di inutile: il rumore dei macchinari, il fruscio del metallo, il solito frantoio. Studierò appena un anno e avrò una professione! si vantava, provenendo da una famiglia numerosa dove il denaro era sacro. Poi, se voglio, potrò iscrivermi alluniversità!

Loredana, annoiata e intrappolata in un giovane dal cuore ben cucito ma senza passione, desiderava amore e abbracci, ma non con quello. Presto trovò ciò che cercava. Il più esperto di loro, Arturo, le aprì la porta al mondo dei sentimenti e dei piaceri. La loro anima volò, persino al punto di pensare al matrimonio, perché così era felice.

Un anno dopo, Arturo stava per laurearsi, Loredana era al secondo anno. Perché non sposarsi subito? Arturo otterebbe il diploma e allora avrebbero potuto farlo.

Proprio allora, Sergio chiamò Loredana per ricordarle la serata degli ex alunni. Andiamo, Loredana?.

Lei accettò, pensando: Che male può fare? Che Vincenzo veda cosa ha perso!. Voleva vantarsi con lex che presto si sarebbe sposata!

Sergio, ormai impiegato in una prestigiosa impresa edile, guadagnava bene, e con Vincenzo manteneva ancora lamicizia. Da lui, Loredana seppe che il suo ex era tornato libero e anchegli avrebbe partecipato al raduno.

La serata fu fissata per la prima sabato di febbraio. Loredana scelse con cura il vestito: un eleganti abito con sopra un cappotto di pelliccia di visone, e Sergio la portò sulla sua auto.

Quando vide il suo vecchio amore, comprese di aver mentito a se stessa: nulla era realmente finito; qualcosa ardeva ancora dentro, pronto a esplodere. E quellattimo arrivò.

Anche Vincenzo fu contento di rivederla: era più bella che mai, e non aveva detto nulla a Sergio di ciò. Sergio, distratto, non si accorse di nulla; per lui Loredana era sempre la più bella, perché lo era sempre stata.

Si guardarono negli occhi, poi, senza parole, si diressero verso casa di Sergio e colsero tutti i momenti persi. Sergio rimase di nuovo il terzo.

Il matrimonio con Arturo non si fece: ad agosto, ormai incinta, Loredana sposò finalmente Vincenzo, che le fece la proposta. Il loro primo figlio era una bambina, come disse lecografia.

Vittorio si rivelò un buon marito; subito dopo le nozze passò al turno di lavoro serale e divenne corriere, professione allora molto richiesta e ben retribuita in euro.

Loredana conobbe la laurea a distanza, superò gli esami del secondo semestre del terzo anno, grazie anche al sostegno dei genitori. Così cominciò la vita di una famiglia felice e ordinaria.

Nacque la piccola Leonetta. Il tempo passò, e lora della scuola si avvicinò. Decisero di non mandarla allasilo: temevano che lì potesse succedere qualcosa di brutto, e un bambino piccolo non saprebbe raccontare. Così assunsero una tata, poiché le nonne erano ancora giovani e lavoravano. Il nonno, invece, non aveva più compiti da svolgere: cambiare pannolini non è proprio unimpresa regale.

La scelta cadde su Agnese, ventidue anni, studentessa a tempo parziale e tata parttime. Le raccomandazioni erano ottime, ma Loredana la trovò poco attraente e così fu, perché non voleva scavare una tomba per sé.

Agnese accettò un compenso leggermente inferiore a quello previsto, e tutto il puzzle si completò.

Loredana iniziò gli studi, Agnese a prendersi cura di Leonetta. La bambina si affezionò subito alla tata, e quando qualcosa non andava, piangeva o urlava, ma i genitori restavano sereni.

Un giorno, mentre la bagnava, Loredana notò una irritazione sulla pelle, impossibile da ignorare: non era più lepoca dei vecchi pannolini. Decise di non dire nulla ad Agnese, temendo che la colpa fosse sua; oggi esistono mille creme e lozioni, e Loredana riuscì a gestirla da sola.

Quando la rash peggiorò, chiamarono il pediatra: era dermatite allergica. Leonetta era allergica a certi alimenti, ma la tata era avvertita e non le dava nulla di proibito. Agnese, con voce ferma, giurò: Giuro per Cristo e Dio, non le ho dato nulla! Ho studiato infermieristica, non è possibile che abbia rubato qualcosa dal tavolo!

Il marito, dubbioso, rispose: Non dire sciocchezze! Facciamo gli esami e vediamo, ma non stressarti.

Allora Loredana, ricordando il goffo ma fedele Sergio, pensò di installare di nuovo la telecamera in tutta la casa, senza dirlo a Vittorio: Sorpresa!.

Scoprì che Leonetta era praticamente lasciata a sé, perché subito dopo che la moglie andò a studiare cominciava la parte più interessante. Vittorio e Agnese si intrattenevano nella camera da letto, mentre la bambina girovagava per le altre due stanze della casa.

In assenza di Loredana, divani e poltrone erano pieni di cibi poco salutari: patatine, le preferite di Vittorio, e anche Agnese ne mangiava. Così la piccola Leonetta ne mangiava alcune

Tutto era pulito quando Loredana tornava, e alla fine si scoprì che Agnese era la stessa amante universitaria di Vittorio del primo anno, la donna che aveva lasciato Loredana. Quando laveva tradita, la ragazza aveva preso i documenti e, dopo, era diventata tata.

Come tutto ciò fosse intrecciato restava un mistero; forse fu solo caso, forse non. In fondo, luomo che aveva consigliato di scegliere Agnese era proprio il marito, che aveva suggerito il nome Agnè, come scherzava Vittorio.

Lappartamento era di proprietà dei genitori di Loredana, perciò i due amanti non potevano usarlo. Agnese ricevette parole gentili con un pizzico di volgarità, e il marito fece lo stesso, accompagnando un valigetta di vestiti: Loredana non intendeva perdonare.

Partirono insieme, e Vincenzo non provò nemmeno a chiedere scusa. Probabilmente non vedeva nulla di colpevole nel suo comportamento: tutto era grazia divina.

Loredana si sentì nauseata, colpita di nuovo da un ricordo amaro, e allora tornò a pensare al goffo ma leale Sergio: Ecco chi mi aiuterà adesso!.

Sergio, al volo, avrebbe dispiegato le solite battute sgangherate e i soliti scherzi, proprio come sempre. Era davvero ciò di cui Loredana aveva bisogno.

Ma questa volta lamico non poté venire: Non ce la faccio, Loredana! udì al posto del solito Capito, Loredana, sto arrivando!.

Loredana? non capì Loredana, era qualcosa di nuovo. Quella fu la prima volta che Sergio la chiamò così.

Perché? chiese lei.

Vado dalla moglie al reparto maternità: è nato un figlio, scusami! rispose Sergio, senza tempo per chiacchierare.

Poi la linea si spense. Prima era lei a chiudere il telefono, ma con Sergio non cerano cerimonie.

Figlio? Che figlio? Che moglie? Lui la ama, Loredana! pensò sconvolta. Il fatto era che il compagno di classe Colletti aveva avuto un erede e non gli restava più tempo per lei

Cosa voleva davvero? Che un uomo adulto saltasse davanti a lei fino alla pensione? A proposito, Vincenzo aveva appena ricevuto una promozione e guidava un reparto.

Loredana provò unamara sensazione di tradimento: tutti lavevano abbandonata, il marito, lamico, tutti. Nessuno avrebbe immaginato una tale sconfitta.

E così, tra ricordi di vecchi amori, promesse infrante e una vita che scorreva tra università, lavori edili e piccole gioie familiari, Loredana rimase a riflettere sul tempo passato, sul valore dei legami e su quanto, a volte, il terzo posto possa diventare quello più sopportato.

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