Rita va a casa della sua amica Paola per annaffiare le piante e dare da mangiare alla tartarughina mentre Paola è in vacanza in Trentino con il marito. Apre la porta con la chiave lasciatale dall’amica, entra nel corridoio… e resta a bocca aperta! Ovunque le luci sono accese, l’albero di Natale brilla di addobbi e il televisore è a tutto volume. Dal bagno arrivano strani rumori. Rita apre la porta e… resta senza parole per la sorpresa!

Rita varcò la soglia dellappartamento della sua amica Letizia per annaffiare le piante e nutrire la tartarughina, mentre Letizia era partita per una vacanza con il marito. Con la chiave che lamica le aveva lasciato, entrò nellandrone; subito fu travolta da una luce irreale. Ogni lampada era accesa in un curioso gioco di riflessi e lalbero di Natale, immerso nelle luci, pareva un faro nel salotto. Dal bagno arrivavano rumori strani. Rita spinse la porta e impallidì, battendo le mani dallo stupore.

Era rimasta sola per le feste, in un silenzio cupo che sapeva di pioggia milanese e malinconia. Da quando Letizia e il marito erano partiti per Cortina, cinque giorni prima, il condominio sembrava unantica nave abbandonata. A Rita, la più affidabile delle amiche di Letizia, era stato affidato il compito di annaffiare le piante e nutrire la tartaruga, e lei aveva accettato, senza sapere che la sorte le avrebbe teso un trabocchetto.

Sette giorni prima di Capodanno, il suo fidanzato Michele Michè per lei, con cui aveva condiviso due anni di apparente armonia le aveva comunicato, fra un boccone e laltro, che amava unaltra. Quellaltra era già incinta di quattro mesi e, come un uomo rispettabile, avrebbe dovuto sposarla su richiesta della futura suocera e della nonna della ragazza. Michele accettò, e Rita rimase senza parole.

E io? chiese Rita, incapace di riuscire a mettere insieme i pensieri.

Michele finì il brasato con polenta, si pulì la bocca col tovagliolo e rispose, scrollando le spalle:

Dai, Rita, non è stata questa grande perdita. È da tempo che lamore era evaporatoTi sto facendo un favore, credimi. Non mi aiuti con le valigie? No? Eh vabbè, faccio da solo.

Così, con una calma assurda, iniziò a impacchettare le sue cose.

Per quattro giorni Rita pianse ininterrottamente, chiusa in casa. Fu solo quando arrivò Federica, unaltra amica del cuore, che si scoprì che Rita non aveva mangiato nulla per tutto quel tempo, se non bevuto caffè nero. Lei, Federica e Michele avevano prenotato da tempo una cena di Capodanno in una trattoria nel quartiere Brera, ma ora Michele si sarebbe presentato con la nuova moglie. A casa dei genitori Rita non ci pensava nemmeno ad andare: partirebbero subito con i discorsi da poveretta pensava, sapendo che sua madre non aveva mai sopportato Michele.

Arrivato il 31 dicembre, come ogni anno, Rita aspettava un piccolo miracolo così, per abitudine. La mente adulta lo sapeva che i miracoli non esistono, ma il cuore bambino continuava a desiderarli, specialmente a Capodanno.

Il giorno scivolò via in uno stato di sospensione irreale. Non successe niente. Il regalo preparato per Michele un maglione azzurro, morbidissimo e costoso era rimasto lì, dimenticato. Rita se lo provò: troppo grande, le spalle enormi forse sarebbe stato troppo anche per Michele, pensò automaticamente, e lo rimise nel sacchetto.

Si truccò gli occhi, si promise di non piangere e uscì in strada sotto una pioggerella insistente. Meglio camminare per Milano a Capodanno che restare a casa a fare la muffa, si disse tra sé.

Mancava solo unora e mezza alla mezzanotte. Rita entrò in un piccolo alimentari dove, frugando nella tasca, ritrovò la lista di Letizia: dopo le piante, al secondo posto, cera la tartaruga da nutrire due volte alla settimana. Lansia la investì come uno scroscio improvviso di pioggia. Oddio, tra una tragedia e laltra lho dimenticata! Se succede qualcosa, Letizia mi fa nera! Che Capodanno e Capodanno

Così, Rita corse alla casa dellamica. Di nuovo la chiave, di nuovo la soglia e la scena onirica dellappartamento.

Tutte le luci accese danzavano sulle pareti, sembrava che la notte si fosse addormentata lì dentro. Lalbero con le sue catenelle di luci lampeggiava come un faro, e la televisione, forte, recitava un telegiornale inquietante e fuori sincrono. Dal bagno proveniva il rumore dellacqua e di una voce maschile che cantava O sole mio con leco deformata del sogno. Rita aprì la porta e spalancò le mani per la sorpresa.

Cera un uomo che non aveva mai visto: si stava facendo la barba, canticchiando tra la schiuma. Solo nei sogni può capitare che ti rubino casa e intanto si facciano la barba, pensò confusamente Rita.

Lei chi sarebbe? chiese impaurita, con la voce che sembrava venire da una corsia del Duomo.

Luomo si sciacquò il viso e si girò verso di lei, sorridendo.

Tranquilla, non abbia paura. Sono il cugino di Letizia, Marco. Abito e lavoro a Firenze, ma sono dovuto venire a Milano per una riunione. Dato che non potevo ripartire subito, ho chiesto il permesso a Letizia di fermarmi qui. Per fortuna mia cugina mi ha lasciato la chiave.

E la tartaruga, lha vista? domandò dun tratto Rita.

Certo! Lho anche nutrita io, stamattina. Ora si è nascosta dietro il divano, rispose Marco, indicandole langolo con un gesto vago.

Poi si infilò una camicia fresca e, con tono affabile e irreale, quasi fuori dal tempo, le disse:

Facciamo così, presentiamoci come si deve. Io sono Marco.

Rita, sussurrò lei, stringendogli la mano come se stesse toccando il corrimano volante di una scala mobile in cielo.

Che ne dice di festeggiare insieme? Mancano solo dieci minuti a mezzanotte, propose lui, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Rita fu colta da una strana energia, corse fuori giù per le scale, Marco la rincorse per un piano gridando:

Si fermi! Che ho fatto?

Ma Rita già aveva recuperato il sacchetto con il maglione bluastro. Rientrò di corsa nellappartamento, la porta era ancora aperta, e appena sul display del forno scattò la mezzanotte, Marco le tese un bicchiere di prosecco e lei, d’impulso, gli consegnò il pacchetto.

Questo è per lei. Buon anno! disse Rita, con un sorriso timido e assurdo come sono i sorrisi nei sogni.

Marco srotolò il maglione, se lo poggiò sulle spalle e era perfetto! Anche le spalle erano giuste, per una volta.

Nella mia vita ho ricevuto regali strani a Capodanno, ma nessuno come questo: questo è il migliore, dichiarò Marco, ridendo.

Rita invece pensò: Io invece ne ho due di sorprese: il divorzio da Michele e lincontro con Marco. Ma non disse nulla, sorrise soltanto tra le luci irreali dellappartamento.

Il Capodanno seguente, Rita, Marco e la loro bambina salutarono il nuovo anno nella casa di lui, sotto un nuovo cielo che non sapeva di pioggia, ma di sogno e di dolce attesa.

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Rita va a casa della sua amica Paola per annaffiare le piante e dare da mangiare alla tartarughina mentre Paola è in vacanza in Trentino con il marito. Apre la porta con la chiave lasciatale dall’amica, entra nel corridoio… e resta a bocca aperta! Ovunque le luci sono accese, l’albero di Natale brilla di addobbi e il televisore è a tutto volume. Dal bagno arrivano strani rumori. Rita apre la porta e… resta senza parole per la sorpresa!