Il marito ha confessato alla moglie di essersi stufato di lei, ma lei si è trasformata così tanto da stancarsi di lui

Quasi due anni fa, sentii da mio marito una frase che non avrei più potuto cancellare dalla memoria: Vivi in modo così prevedibile che mi hai annoiato. Giovanni Rossi mi guardò con gli occhi di chi ha perso lentusiasmo, eppure io ero fiera della nostra routine. Ogni mattina mi svegliavo presto, prendevo una colazione leggera, facevo esercizi e mi preparavo per il lavoro. La prima cosa che facevo era aiutare Giovanni a prepararsi, perché doveva partire presto per la sua officina a Milano; poi mi preparavo da sola. Preparavamo tutti i pasti in casa, mettevamo il pranzo al sacco in contenitori per me e per lui. Ogni sera, al ritorno dal lavoro, mi fermavo al supermercato di zona, poi cucinavo, pulivo e facevo il bucato. Prima di dormire guardavamo un film e poi andavamo a letto.

Ero convinta di avere ragione. Così sembrava: mio marito era curato e ben nutrito, la casa era ordinata e confortevole. Che cosa si poteva desiderare di più? Ogni sabato dedicavo le pulizie di primavera a tutta la casa, sfornavo dolci tipici e preparavo il pranzo. La sera accoglievamo gli amici o uscivamo per le vie di Milano. La domenica andavamo a trovare i suoceri, prima a Bologna e poi a Firenze, passando il pomeriggio ad aiutarli nei lavori di casa, a chiacchierare e a gustare il loro cibo casalingo. La sera ci rilassavamo a casa. Non litigavamo, non alzavamo la voce; regnava pace e armonia.

Ma un giorno Giovanni dichiarò di essersi annoiato di me. Per ore mi ripeteva il suo malcontento, citando gli amici che vivono una vita spensierata, fanno festa e si sentono realizzati. Noi non litighiamo nemmeno, mi disse, eppure mi sento vuoto. Così, senza un addio, se ne andò.

Io ero felice del nostro stile di vita e non volevo cambiare nulla. Tuttavia, per amore di Giovanni, decisi di fare di tutto, anche trasformarmi. Iniziai a svuotare larmadio, spesi i risparmi che avevo accumulato per la ristrutturazione della nostra casa e comprai nuovi vestiti, mi tagliai i capelli corti e li tintei di rosso fuoco. Volevo non sembrare più monotona. Poi trovai un nuovo impiego: non più segretaria, ma organizzatrice di eventi. Con quel lavoro scoprii un mondo di feste, cene eleganti e spettacoli.

Una settimana dopo, Giovanni tornò a casa e rimase senza parole davanti al nuovo me. Da quel giorno promisi che avremmo vissuto diversamente, e così fu. Divenimmo rari abitanti della nostra casa, sempre in movimento: viaggiavamo, stringevamo nuove amicizie, ogni sera andavamo in discoteca, in una trattoria, a un aperitivo, a una festa di amici o a casa di qualcuno. Facemmo campeggio, giri in bicicletta, uscite in canoa e weekend a Venezia o a Napoli.

Passarono mesi di vita frenetica, ma Giovanni cominciò a lamentarsi di desiderare silenzio, tranquillità, semplicemente stare a casa. Si rese conto che gli mancavano i nostri pasti casalinghi e le mie torte. Io, però, non avevo più tempo da dedicare alla cucina. Mi ero trasformata così tanto che Giovanni non sentiva più la mia presenza.

Unaltra settimana dopo, Giovanni mi disse che non poteva più sostenere quel ritmo. Vuoleva tornare ai vecchi tempi, alla quiete di casa, alle domeniche con i genitori, al cibo fresco preparato sul fornello. Io, invece, non volevo più tornare indietro; mi ero abituata al nuovo stile, mi piaceva la libertà. Quando lui insisteva per ricominciare comeravamo, scoppiò una vera rissa.

Le cose degenerarono: piatti rotti, vicini che chiamarono la polizia, liti che finirono in una denuncia. Giovanni prese le sue cose e si rifugiò da sua madre a Pavia, convinto che un giorno sarebbe tornato a trovarmi come prima. Ma io non avrei potuto tornare ad essere quella donna di una volta. Quando Giovanni rientrò, trovò sul tavolo dei documenti di separazione e una nota che diceva: Mi sto annoiando, non posso più vivere con te.

Così, ricordando quei giorni, capisco quanto la vita possa cambiare in un battito di cuore, e quanto sia difficile tornare indietro quando il tempo ha già tracciato nuove strade.

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