– Ho mandato Alessandro a casa di Margherita per dargli una mano e ora mi pento!
– Non tornerò più da Margherita! Che si chiami il maestro dei tuttofare del condominio!
– Che è successo? chiese Benedetta, curiosa. Qualcosa non va?
– Sì, tutto è andato storto! Alessandro arrossì. Lei in pratica
– Dimmi subito! esclamò Benedetta, mentre Alessandro cercava le parole.
– Perché non hai portato tuo marito? intervenne Annunziata, la responsabile del personale, lanciando unocchiata sopra gli occhiali. Per due persone abbiamo già pagato la quota.
– Non sono a dieta, sorrise Benedetta. Posso permettermelo!
– Non è quello che intendevo, rispose Annunziata, si presumeva che tutti venissero in coppia!
– Nascondi tuo marito, Benedetta! intervenne Livia con un sorriso beffardo.
– Nulla di simile, replicò Benedetta. È ammalato!
– Sta già festeggiando il Capodanno in anticipo? rise Livia. Gli avremmo fatto mille grammi di rimedi, sarebbe guarito subito!
– Sì, o altrimenti ti saresti ritrovata vedova, scosse la testa Natalina.
– Gli avrebbero tolto tutto! sbatté Livia. Qui abbiamo un giardino dei fiori! Qualunque cosa rinasca!
– E poi inizia a ballare! sorrise Natalina.
– Benedetta, forse non hai davvero un marito? scherzò Livia. Forse è meglio così, così i nostri vecchi corteggiatori non ti aggrappano più, se porti ancora lanello al dito.
Ti troviamo subito un marito decente! E se è per la salute, basta chiamare!
– Ho un marito, rispose freddamente Benedetta.
– Lo confermo anchio, aggiunse Natalina. Mi ha portato al dipartimento del personale il certificato di matrimonio. Alessandro Bianchi, se non sbaglio.
– Benedetta, non lo nascondi proprio? domandò Livia, sospettosa. È strano, davvero!
Due mesi fa cera stato il raduno aziendale e tu eri solo con il figlio! Oggi è la festa di fine anno e sei da sola, orgogliosa! E il lavoro non ti porta a casa! Non ti saluta nemmeno!
– Lavora, rispose concisa Benedetta.
– Basta, perché siete tutti così attaccati a Benedetta? agitò le mani Annunziata. Hai un marito! Sei felice! Nessuno vi sta chiedendo di intromettersi!
Annunziata era la direttrice amministrativa e, alla festa, rappresentava il potere. Il capo, però, era sparito per vacanza, così la sua presenza era incerta. Quando arrivò il secondo brindisi, iniziò a saltare!
– Mi sembra che Benedetta nasconda il marito, osservò pensierosa Veronica. Lavoriamo insieme, siamo quasi amiche! Sono stata anche a casa sua!
– Proprio così! esclamò Livia, guardando intensamente la collega.
– E allora? chiese Benedetta.
– Beh, fece finta di riflettere Veronica, quante volte sono stata da Benedetta e non ho mai visto suo marito! Giuro, almeno due volte è stato a casa sua!
– È sempre in bagno o sul balcone! ribatté Benedetta. E non gli permetto di impicciarmi!
Lexplicazione era plausibile, ma la voce di Benedetta tremava così tanto che tutti capirono subito linganno.
– Benedetta, mentire è brutto, intervenne Natalina, sempre pronta a scovare le falsità.
– Dio! esclamò Benedetta. Perché lo avete tradito?
– Vogliamo sapere che tipo di uomo è! Che marito e padre sia! Potrebbe servirci per educarlo o per una visita di cortesia!
Così lintero gruppo poteva educare Alessandro Bianchi!
– Non cè bisogno di educarlo, si irrigidì Benedetta. Io lo gestirò da sola!
– Allora raccontaci che tipo è! chiese Livia. Sei nuova in azienda da sei mesi, non sappiamo nulla!
– Alessandro è un marito come tutti gli altri. Normale, medio, lavora, scrollò le spalle Benedetta. Ce ne sono di tanti!
– Stai nascondendo! rise astutamente Natalina. Non ti fidi! Quindi tieni il marito lontano da noi, dalle tue amiche e colleghe! Non è bello, Benedetta!
– E se ho ragioni oggettive? chiese Benedetta.
– Allora condividi, così valutiamo la tua versione! Livia era pronta ad ascoltare.
– Sì, sì, Benedetta, la sostenne Annunziata. Il capo ha messo in pausa il progetto, così possiamo dedicarci alle nostre storie!
– Non è molto interessante, ammise incerta Benedetta.
– Allora ascoltiamo! incitò Livia, incitando la collega.
***
La vita di Benedetta prima del trasferimento si era svolta in una cittadina a due mila chilometri da qui, in una piccola provincia. Tutti gli avvenimenti più importanti erano rimasti lì, mentre la nuova vita era tranquilla, lenta e ordinata. Le lezioni più dure erano state apprese nel passato, così la presente poteva godere di una serenità quasi idilliaca. Il passato, però, non era per nulla pacifico, soprattutto il finale. Ma andiamo per ordine.
Benedetta aveva conosciuto Alessandro al lavoro, poco dopo la scuola professionale. Lui era qualche anno più grande e, nella scala aziendale, occupava una posizione più alta. Questo non impedì che nascesse una scintilla, poi trasformata in un solido matrimonio. Il team era felice per i due, ma la gioia era incompleta, quasi distorta.
Lazienda dove si erano formati era dominata da donne; gli uomini erano rari, soprattutto gli ingegneri, tra cui cera Alessandro. Molti colleghi maschi desideravano il suo interesse; venti uomini lo corteggiavano solo in ufficio, e nei reparti chiunque provava a stuzzicarlo.
Quando Alessandro è diventato marito, le donne, come se fossero state colte da una frutta amara, hanno iniziato a odiare Benedetta perché aveva rubato il candidato ideale. Capivano, però, che solo lei poteva scegliere Alessandro. Coloro che lo corteggiavano da tempo non potevano accettare che avesse scelto una novellina.
Dopo il matrimonio, la gente credeva che le liti verso Alessandro sarebbero svanite, ma la rivalità continuava, più sottile ma comunque presente.
– Sei brava a cucinare? A pulire? Non ti ne nascondi? lanciò una delle colleghe, quasi scherzando, ma con una verità che faceva a stento ridere.
Quando nacque il loro figlio, unaltra ondata di candidati si scatenò. I più tenaci non potevano accettare che Alessandro non fosse più disponibile. Alcuni addirittura pensavano di liberarlo per tornare a corteggiarlo.
Benedetta, durante la maternità, era già caposquadra; con una laurea a distanza, dopo il congedo divenne maestra, poi in pochi anni fu nominata vice responsabile del reparto. Amicizia e odio coesistevano, ma lobiettivo di separarli restava vivo.
Tra tutti, era Margherita a spingersi più avanti. Anchessa era una maestra, uscita dal reparto, e cercava di avvicinarsi a Benedetta. Questultima, però, non provava tradimenti; lamicizia era sincera e aperta. Aiutava Margherita quando poteva, con soldi, consigli o facendo andare suo marito a fare piccole riparazioni a casa sua.
Ma un giorno Alessandro tornò da Margherita, aveva cambiato le prese elettriche, visibilmente agitato, e disse:
– Non tornerò più da Margherita! Che chiami i tuttifare del condominio!
– Che succede? chiedeva Benedetta, confusa. Qualcosa non va?
– Sì, è tutto strano! arrossì Alessandro. Lei in pratica
– Che cosa? esclamò Benedetta, mentre Alessandro balbettava.
– Mi assalì, è una follia! Non riuscivo a liberarmene!
– Stai scherzando? sbuffò Benedetta.
– Lo giuro sul benessere del figlio! si difese Alessandro, ancora con il camice. Lho incontrata in casa, pensavo fosse al lavoro.
E lei, come unonda, mi ha afferrato! Ho dovuto divincolarmi! Sul mio braccio spuntavano lividi! inghiottì Alessandro. Non tornerò più da lei!
Margherita non sapeva che Alessandro avrebbe confessato tutto a sua moglie. Il giorno dopo, quando Benedetta arrivò al lavoro, la voce correva nei corridoi: Alessandro e Margherita avevano passato una serata indimenticabile! Alcune persino mostravano un pezzo della sua camicia strappato!
Margherita fu rinchiusa in bagno, dove la moglie le spiegò con tono fermo cosa sarebbe accaduto se non avesse smesso di spargere falsità. Margherita, dopo una bella schiaffeggiata, dovette sistemare il trucco, e Benedetta pensò che fosse tutto finito.
Non fu così. Durante la festa aziendale, tutti erano in piedi, sorridenti, e Benedetta, accompagnata da Alessandro, si accorse che il marito non era più al tavolo. Gli uomini del gruppo non lo trovavano. Benedetta, uscita per un attimo, tornò a cercarlo.
Il locale era un labirinto di sale e corridoi oscuri; mezzora di corsa tra stanze vuote, sedie capovolte. Finalmente lo trovò: tre colleghi, quasi ignudi, lo circondavano, strappandogli i vestiti. Alessandro non opponeva resistenza. Benedetta si scagliò su di loro, afferrandoli per i capelli, lottando con tutta la forza. Li scaraventò fuori dalla stanza, un po scottati, un po umiliati.
Il marito, ancora in preda al caos, sembrava fuori di sé, saliva la voce, sbavava. Benedetta cercava di riportarlo in sé, ma trovò una telecamera su cavalletto, pronta a registrare. Un video, forse, che mostrava la scena. Il pensiero di un tradimento la colpì come un pugno.
Dopo le feste, Benedetta e Alessandro presentarono le dimissioni. Vendicarsi sarebbe stato vano; presentare le dimissioni subito dopo le vacanze, quando la ragione era fredda, era già troppo tardi. Alessandro era ormai spazzato via. Partire sembrava la soluzione più semplice.
La lezione che ne trasse Benedetta:
– Non avere troppe amiche! concluse.
Dopo una discussione con Alessandro, decisero di non presentare più il marito ai colleghi o alle amiche.
– Se non lo vedono, non lo prenderanno in giro! concluse Alessandro. Se vengono a casa, o scappiamo, o ci nascondiamo.
Nessuna amica, nessun collega saprà nulla di lui.
– Che precauzione sagace! commentò Annunziata. Calcolata, fredda, ponderata! Nessuno saprà del marito, nessuno potrà lamentarsi!
– Lo stesso è successo a Natalina, aggiunse Livia. Il suo marito è sparito! E chi lha portato via? La migliore amica!
Anche Svetlana del marketing, con due figli, ha una migliore amica che lha tradita. Così, alla fine, Benedetta capì che, in una nuova città, con nuove persone, era meglio tenere il proprio mondo chiuso. Alessandro accettò di restare nellombra.
– È interessante, disse Veronica, ma non mi metterò nei guai!
– Non farti prendere, consigliò Annunziata con un sorriso. Meno le tue amiche sanno dei tuoi uomini, meno rischi che li portino via!






