Divorzio a causa della matrigna: una storia di conflitti familiari inaspettati

Non è né luno né laltro. Non voglio volare con tua figlia! Non riesco più a far finta che mi vada bene.

Mi rigira lo stomaco questa grande famiglia felice che esiste solo a spese mie. A spese della mia pazienza!

E cosa proponi? chiese Federico, socchiudendo gli occhi. Divorzio? Per una vacanza? Stai scherzando?

Non per la vacanza, Federico. Perché non mi ascolti. E non mi ascolterai mai.

Per te Alessia è sacra. Io e Daniele siamo solo gli extra

Domenica, come al solito, Chiara entrò nella stanza della figliastra con un secchio e una scopa; il disordine era di nuovo un caos indescrivibile. Non era entrata lì da quando Alessia se ne era andata.

Chiara spalancò la mano e il panno sbatté sul tavolo.

Principessa sibilò, fissando un poster di un gruppo Kpop sul muro. Come può una bambina essere così trasandata?

Sparisci e, almeno, metti un po dordine!

Tre anni prima Chiara aveva incontrato Federico e si era trasferita da lui con Daniele, il suo figlio di undici anni. Trentasei mesi di litigi accaniti tra lei e la figliastra, odio reciproco, emozioni genuine nascoste al padre e al marito.

Per quasi due ore Chiara pulì la stanza di Alessia, poi uscì nel corridoio e spinse la porta della camera più piccola, stretta come una cassettiera.

La finestra di quella stanza dava a nord, così era sempre buia, anche di giorno. Un divano letto pieghevole occupava il posto, perché un vero letto matrimoniale non ci entrava.

Daniele non si lamentava mai; era un ragazzino silenzioso, abituato a contentarsi di quello che gli si dava, e questo irritava Chiara doppiamente.

Non fu necessario fare una pulizia profonda nella stanza del figlio; Chiara spazzò solo la polvere e pulì il pavimento Daniele già teneva lambiente in ordine.

Mamma, che fai lì dentro? arrivò la voce di Daniele dalla cucina. Lacqua bolle.

Chiara inspirò, pulì in fretta i pavimenti del corridoio, scaricò lacqua sporca nel water e si diresse verso la cucina per preparare il tè.

Federico era seduto al tavolo, gli occhi fissi sul portatile.

Siediti, Chiara disse senza alzare lo sguardo. Sto guardando le opzioni. Sardegna o Tunisia?

In Tunisia fa ventoso adesso.

Chiara si versò un caffè. Daniele finì di mangiare, ringraziò e scappò dal tavolo.

Chiara decise: era ora.

Federico, dobbiamo parlare.

Lui finalmente distolse lo sguardo dallo schermo.

Che tono minaccioso! Che è successo? Daniele ha preso ancora un 2?

No. Non è per Daniele. È per la vacanza.

Allora?

Sto pensando Forse questa volta voliamo solo noi.

La voce di Chiara tremò.

Federico, ho pensato E se questa volta andassimo con la nostra famiglia?

Federico aggrottò le sopracciglia, confuso.

Cosa intendi? Di chi parliamo? Nessuno ci ha invitato.

Voglio dire Senza Alessia. Solo noi tre: te, me e Daniele.

Un silenzio pesante. Federico chiuse lentamente il portatile.

Chiara, Alessia è in vacanza, aspetta questo viaggio. Siamo sempre partiti tutti insieme. È una tradizione.

E cosa significa la nostra famiglia? Non è forse anche tua figlia parte della mia famiglia?

Le tradizioni possono cambiare, se lo desideriamo. Siamo sposati da tre anni e non siamo mai andati in vacanza tutti e tre. Sempre lei al nostro fianco!

Sono stanca, Federico. Voglio solo riposarmi con la mia famiglia, senza dover tenere conto di quello che dice tua figlia, del suo umore, della stanza che le assegniamo.

Federico si fece rosso di rabbia.

Alessia è parte della mia famiglia. Lo sapevi quando ti sei sposata.

Lo sapevo! Ma non immaginavo che fosse così presente! Vive in unaltra città, ha madre, scuola, amici.

Perché ogni nostra vacanza deve girare intorno a lei?

Perché sono suo padre. La vedo poco. La vacanza è lunico momento in cui possiamo stare veramente insieme.

E io?! E Daniele? Siamo semplici decorazioni per il tuo rapporto? Servi?

Daniele è sempre messo da parte. La sua stanza è più piccola della sua, eppure vive qui tutto il tempo!

Ancora la questione della stanza sbuffò Federico. Abbiamo già chiuso il discorso. È la casa della mia infanzia, quella stanza era mia, poi è diventata sua.

E mio figlio, quindi, non merita uno spazio personale?!

Federico sospirò, si alzò e si avvicinò a Chiara.

Va bene. Calmati. Ti ho sentita. Sei stanca, il lavoro ti assorbe, i nervi Vuoi la tua compagnia? Allora prendila.

Chiara rimase immobile. Finalmente le parole avevano toccato il cuore?

Sei serio?

Se è così difficile, proviamolo. Una volta. Senza Alessia.

Chiara si girò, si gettò sul petto di Federico, nascondendo un sorriso trionfante. Una piccola vittoria, ma comunque vittoria!

***

Il giorno dopo Chiara volava leggera. Al lavoro i rapporti si chiudevano da soli, la contabile severa sembrava una donna gentile, e il vento gelido fuori dalla finestra sembrava una pioggia primaverile.

Di sera, mentre preparava la cena, il telefono vibra: era un messaggio di Federico.

«Guarda le opzioni. La seconda mi piace, ha una spa fantastica.»

Tre link.

Chiara asciugò le mani sul asciugamano, sbloccò il cellulare e cliccò sul primo link.

Su ogni sito lampeggiava la scritta «Solo adulti».

Allinizio non capì, poi scoprì che quegli alberghi non accettano bambini, solo adulti.

Rileggiò il messaggio. Un errore?

Chiamò Federico. Lui rispose subito, il motore della sua auto ruggiva sullo sfondo.

Hai controllato? la sua voce era soddisfatta. Il secondo è il migliore, cè anche una steakhouse.

Federico Chiara si sedette sullo sgabello. Perché gli hotel sono «18+»?

Che intendi? Ieri stesso hai detto: «Voglio la mia famiglia, stanca dei bambini.»

Pensai che fosse semplice: andiamo solo noi due, facciamo una luna di miele rimandata.

Daniele lo darà alla nonna, Alessia resterà da sua madre. Riposiamo come gente normale.

Federico, non ho detto di voler un viaggio senza bambini. Volevo senza Alessia.

Un silenzio pesante.

Senza Alessa? E Daniele lo portiamo?

Certo! Dove lo metto? La madre di Alessia non reggerà due settimane con lui.

E poi lui stesso vuole il mare, ha imparato a nuotare solo lo scorso anno

Aspetta. Facciamo il punto. Hai detto la nostra famiglia. Io, ingenuamente, ho pensato volessi romanticismo. Ma in realtà vuoi togliere la mia figlia dalla vacanza?

Non togliere! sbottò Chiara, correndo per la piccola cucina. Solo una volta: io, te e Daniele.

Che cosa cè di criminale? Viviamo tutti insieme! Siamo una famiglia separata, Federico!

E Alessia?

Vive altrove! Capisci, mi ferisce! Daniele è sempre in secondo piano. Voglio che mio figlio senta almeno una volta di essere importante, che la vacanza sia per lui, non per lei!

Allora ascolta: non dividerò i figli in categorie.

Primo rango il tuo Daniele, perché vive qui. Secondo rango la mia Alessia, perché «si arrangia da sola».

Non lo faccio!

Lo fai. Proponi di portare il tuo figlio, ma dire a mia figlia: «Scusa, cara, non rientri nella nostra visione, resta a casa».

Ti immagini come suonerà? «Zia Chiara non ti vuole vedere»?

Possiamo mentire sul prezzo, dire che non abbiamo soldi

Non mentirò. E non sarò un codardo.

Federico rimase in silenzio, poi riprese.

Ti do un ultimatum. O voliamo tutti e quattro, come al solito, o voliamo solo noi due, senza bambini. Un terzo opzione, con un figlio qui e laltro in città, non esiste. Mai.

Ma

È finita. Sto arrivando. La discussione è chiusa.

Federico chiuse la chiamata, Chiara lanciò il telefono sul tavolo; scivolò, colpì il contenitore del pane e si spezzò.

Che rabbia! Se partono solo loro due, Daniele resterà qui, nella città soffocante, con la nonna che gli darà solo porridge con grumi e lo costringerà a leggere la classica ad alta voce. Se partono tutti, ancora una volta Alessia avrà il posto migliore in macchina, il gelato le arriverà per prima, e Federico la coccolerà: «Figlia, non ti scottare», «Hai sete?».

Daniele sarà solo un’ombra sul sedile posteriore.

***

Federico tornò, cenarono in silenzio. Fu lui ad aprire il discorso sulla vacanza.

Allora, prenoto quello con il parco acquatico? si sedette, aprendo il portatile. Per quattro persone. Due camere, i bambini insieme, noi due nellaltra.

Federico lo chiamò a bassa voce.

Sì?

Non prenotare.

Lui si bloccò, alzò lentamente gli occhi.

Cosa significa non prenotare? Di nuovo la solita storia?

Chiara, le avevo detto: o tutti, o nessuno

Ho sentito il tuo ultimatum interruppe lei. Hai detto: o con due, o solo noi.

Allora?

Sto per chiedere il divorzio

Non parlare così. Hai perso la testa? Ti amo, Daniele, ti amo, e

Ami, annuì Chiara, come un divano comodo. Ma se il divano non entra più nella stanza dove sta il pianoforte di tua figlia, lo butti via!

Chiara, smettila di fare scenate! Non capisco cosa inizi

Si avvicinò alla finestra, rimase in silenzio per qualche minuto, poi disse:

Sai, forse davvero chiederò il divorzio.

Federico sbuffò e chiuse il portatile con uno schianto.

Bene, avanti. Distruggi la famiglia per gelosia infantile. Decisissima mossa.

Chi ti servirà? Un bambino, una stanza in affitto? Pensa con la testa, non con il cuore!

Io penso rispose Chiara senza voltarsi. Che sia meglio vivere in una piccola casa in affitto, ma sapere che è nostro.

Che il mio figlio abbia un letto decente e non una bottega di suo padre Carlo. Che non dobbiamo sempre competere con la bambina per ciò che è nostro di diritto. Noi troveremo la nostra strada, Federico

Il corridoio scricchiolò; Daniele probabilmente aveva sentito.

Certo, a Chiara era arrivato il limite. Il divorzio era una trappola di povertà, solitudine, sofferenze per il figlio appena abituato ad avere un padre.

Ma non poteva più sopportare la sua condizione. Quanto ancora?

Domani ne parleremo lanciò Federico, alzandosi. Vado a dormire. Tu rifletti, chiara. Smetti di arrabbiarti per nulla.

Uscì, sbattendo silenziosamente la porta della camera da letto, e Chiara rimase sola nella cucina. Alessia arriverà fra una settimana, spargerà le sue cose nel soggiorno, riderà forte, interrompendo tutti a tavola, e Federico la guarderà con adorazione, che a Chiara non è mai arrivata.

No sussurrò. Non ce la faccio più.

Apre lapp della banca, guarda il saldo: pochi risparmi, ma bastano per il deposito di un appartamento e il primo mese di affitto. Con un passo silenzioso esce dalla stanza, si dirige verso la camera da letto. Domani sarà una giornata dura: fare le valigie, parlare con Daniele, cercare una casa. Ha bisogno di riposare davvero.

***

Nonostante le deboli proteste di Federico, Chiara ottenne il divorzio. Sperava che Federico ci ripensasse, che lasciasse Alessia, ma nulla accadde.

Subito dopo la separazione, Chiara e Daniele scomparvero dalla vita di Federico. Non chiamava più, non scriveva, non li visitava.

A volte Chiara si pente. Forse avrebbe dovuto resistere, perché con le proprie mani ha distrutto la felicità.

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