Ha dato una lezione a marito, suocera e cognata
Dovè la cena, Giulia? Ti ho chiesto, dovè da mangiare?!
Giulia neppure si rivolge al marito. Rimane seduta sul bordo del divano, cullando la bambina avvolta in una copertina, da cui si sente un leggero lamento.
Silenzio, Leo sussurra. Si è appena calmata! Ho passato mezza giornata in ambulatorio, poi farmacia, poi…
Non mi interessa dove sei stata! sbotta Leonardo, entrando nella stanza senza nemmeno togliersi la giacca. Io lavoro, mantengo sia te che la bambina!
Torno a casa e voglio trovare un piatto di zuppa calda sul tavolo, non la tua faccia stanca e questo piagnisteo continuo.
Ma tutto il giorno che hai fatto?
Ho curato tua figlia dice Giulia sollevando gli occhi su di lui. È di nuovo tutta piena di bollicine sulle guance.
I medici non sanno dare spiegazioni, così ho cercato pomate da sola.
Almeno una volta ti sei informato su come si sente?
Che vuoi che chieda? Se piange, vuol dire che è viva. Sei tu la madre, arrangiati tu.
È tuo DOVERE rendere la mia vita confortevole. Perché credi che ti abbia sposato?
Per mangiare tortellini surgelati e rimanere sveglio di notte?
Mi hai sposato per comodità risponde secca Giulia. E io con te sono finita qui perché tutti dicevano: È ora, è ora.
Eccola lora!
Leonardo fa una smorfia, si avvicina al passeggino nellangolo e gli dà un calcio secco.
Il passeggino sbatte contro la credenza.
La piccola nelle braccia di Giulia strilla e scoppia in un nuovo pianto disperato.
Fallo star zitta! urla Leonardo. O perdo la pazienza, Giulia.
Solo un anno fa, la vita di Giulia era diversa.
Era una di quelle ragazze che attiravano sguardi: vestiti perfetti, cervello brillante, mille piani per il fine settimana.
Leonardo le sembrava un principe: bello, ambizioso, sempre pronto a imporsi.
Continuavano a lasciarsi e tornare insieme, litigi accessi e riconciliazioni davanti a tutti.
Quando Leonardo le chiese di sposarlo, Giulia esitò, ma i genitori insistettero.
Giulietta, quanto hai intenzione ancora di divertirti? sua madre le serve la ricetta delle sue crostatine di ricotta. Hai ventisette anni.
Leonardo è un bravo ragazzo, di buona famiglia. State pensando allappartamento. E i figli? Hai pensato a chi ti porterà un bicchiere dacqua da vecchia?
Mamma, quale bicchiere? Adoro il mio lavoro, ho appena iniziato un nuovo progetto.
Il lavoro è fumo interviene il padre, senza alzare lo sguardo dal giornale. Una donna senza famiglia è come un albero senza radici. Appassisci senza accorgertene.
Leonardo ti vuole bene, e il carattere insomma, tutti abbiamo i nostri difetti. Vi abituerete.
Giulia cede. E quella debolezza se la sarebbe ricordata in ogni notte insonne.
Il matrimonio fu sontuoso, lappartamento mutuo sulle spalle e una gravidanza arrivata come un temporale improvviso.
Tutto troppo veloce. Non aveva nemmeno fatto in tempo a sentirsi moglie che già era un recipiente per la nuova vita.
Aspettava un maschio. Si immaginava le partite di calcio insieme, un bambino tranquillo, riflessivo, che le sarebbe assomigliato.
Ma lecografia disse: È una femmina. Dentro di lei, qualcosa si spezzò.
Il parto fu un incubo. Complicazioni, flebo, infiniti corridoi dallodore di disinfettante e disperazione.
Quando finalmente la dimisero, Giulia si sentiva come un vaso rotto, incollato male, tutto storto.
Guardava quella piccolina nella culletta senza provare altro che un sordo fastidio.
Perché piange sempre? chiedeva alla madre, venuta ad aiutare.
Sono colichette, cara, pazienza. Abbiamo resistito tutte. Resisti anche tu. Vuole mangiare.
Non si attacca! Ho dolori dappertutto, mamma!
Allora non la stai allattando bene. Devi impegnarti. Ora sei madre, dimentica cosa vuoi, cè solo quello che DEVI fare.
Leonardo intanto si era eclissato. Per due settimane aveva fatto il padre premuroso, poi basta.
Lo dava fastidio lodore della neonata, gli dava fastidio il caos delle tutine, ma più di tutto che Giulia non era più la sua geisha personale.
***
Mia madre ha chiamato Leonardo è in cucina, osserva Giulia che con una mano mescola un brodo quasi trasparente e con laltra tiene la piccola che si agita. Dice che Caterina di nuovo è in lacrime.
Caterina, sorella maggiore di Leonardo di tre anni, sposata da cinque, senza figli.
Ogni volta che vedeva un post di Giulia sui social o sentiva parlare della nipote, faceva una scenata.
E io che dovrei fare? Chiedere scusa di essere diventata madre? risponde Giulia, lasciando cadere il cucchiaio.
Dovresti essere più umile. Mamma dice che lo fai apposta a sbandierare la maternità per umiliarla.
E poi, secondo lei, sei una pessima donna di casa. Hai la polvere sui battiscopa, Giulia.
Tua madre non mette piede qui da due settimane, Leonardo. Come fa a saperlo?
Lo sente! Leonardo batte il pugno sul tavolo. Ed è vero. Guardati. Grembiule macchiato, occhi rossi.
Sei diventata una vecchia contadina.
Se mi dessi una mano, se almeno una notte ti fossi alzato per lei
IO LAVORO! urla lui. Capisci con la tua testolina? Io porto i soldi.
Tocca a te, la casa e la bambina.
Ah, sabato andiamo dai tuoi in campagna. Dicono che laria fa bene alla piccola. Verranno anche i miei.
Non ci voglio andare. Fa freddo, non cè lacqua giusta per lavarla, tua madre complotta con la mia alle mie spalle.
Non mimporta cosa vuoi. I genitori hanno detto di venire. Prepara le valigie per le otto. E basta piagnistei.
***
In campagna è tutto peggio. I genitori di Giulia, entusiasti del ruolo di nonni, si contendono letteralmente la nipote.
Giulia, la tieni male! grida la madre dal gazebo. Sostieni la testa, per lamor di Dio! Chi ti ha insegnato a fasciare? Passa qui, faccio io.
Lasciatemi in pace sbotta Giulia, rifugiandosi in fondo al giardino.
Leonardo fa finta di non vederla, sia lei che la bambina. Trascorre il tempo col suocero a parlare di motori e alimenta il fuoco quando la suocera punzecchia Giulia.
Oh Giulia, che cosa sono quelle chiazze sulle guance? Ancora rossore? la suocera, Maria Grazia, si avvicina socchiudendo gli occhi. Non la curi bene. Sicuro che mangi quel che non va.
Se Caterina avesse una bambina, neppure un granello di polvere le sfuggirebbe. Lei sì che è ordinata
Allora che aspetta Caterina a farne uno? risponde seccamente Giulia.
Maria Grazia si finge offesa mettendosi una mano sul petto.
Leonardo! Hai sentito? Prende in giro la disgrazia di tua sorella!
Leonardo si avventa su Giulia, la afferra al gomito stringendo forte.
Chiedi scusa a mia madre. ADESSO.
Lascia, mi fai male!
Chiedi SCUSA! Sei diventata sfacciata?
I genitori di Giulia sono lì, ma il padre si limita a dire scuro in volto:
Giulia, non rispondere male alla madre di tuo marito. Ha ragione Leonardo, mostrale rispetto.
In quel momento Giulia capisce: è sola. Tutti contro di lei.
Il marito la vede come una serva, i suoi genitori pensano che lapparenza sia più importante della sua felicità, la suocera erode il matrimonio per invidia.
***
La crisi arriva una settimana dopo il ritorno in città.
La bambina ha dolori alla pancia, Giulia non dorme da due notti.
Quando la piccola finalmente crolla in un sonno pesante, Giulia si siede per terra in cucina, direttamente sulle mattonelle, chiudendo gli occhi.
La porta d’ingresso sbatte. Leonardo rientra, di umore particolarmente nero.
Perché ci sono i sacchetti della spazzatura in corridoio? esclama invece di salutare.
Giulia non risponde. Non ha neanche la forza di aprire la bocca.
Ti sto parlando?! entra in cucina urtandola con il piede. Alzati e butta subito quei sacchetti.
Fallo tu sussurra piano. Non ce la faccio più. Ho la schiena a pezzi e voglio dormire, solo unora, Leonardo. Ti prego.
Ah, non ce la fai? la afferra per il collo della vestaglia e la tira su con forza.
La stoffa si strappa.
Guardatela, la principessa stanca. Le altre fanno cinque figli e lavorano nei campi, questa sviene.
La bambina si sveglia e ricomincia a piangere. Leonardo infuriato entra di corsa.
Ancora! Sempre questo urlo! si avvicina alla culla e la scuote forte. BASTA!
La piccola si strozza dal pianto.
Giulia si precipita nella stanza, cercando di spingere via il marito.
NON TOCCARLA! LASCIALA STARE!
Mi ha rovinato la vita! Leonardo la colpisce in faccia con uno schiaffo tremendo.
Giulia cade contro il muro, battendo la testa sul bordo dellarmadio.
Le si annebbia la vista. Ma il peggio è che Leonardo non si ferma.
Si avvicina di nuovo alla culla e, con rabbia, pizzica forte la gambina della piccola.
La bambina urla con una disperazione mai sentita.
In quel momento, in Giulia qualcosa scatta. Sparisce la pietà, la stanchezza, lindifferenza. Rimane solo la rabbia.
Giulia afferra una statuetta pesante dalla mensola uno dei tanti regali assurdi della suocera e si fa avanti senza esitazione.
Se la tocchi ancora, Leonardo ringhia giuro che ti spacco la testa.
Te ne vai.
Leonardo rimane sbigottito.
Hai alzato la mano su di me, Giulia? Sei nella mia casa!
Casa acquistata insieme in matrimonio scandisce lentamente Giulia. Il mutuo si è pagato con i miei assegni di maternità e i tuoi bonus, e il saldo lhai fatto coi soldi dei miei genitori. La metà è mia.
Ma adesso non mimporta. Vai via, prima che chiami la polizia e registri i lividi.
Ho la tua mano stampata in faccia, Leonardo. E piaghe sulla pelle di nostra figlia.
Non finirai in galera, ma ti rovinerò la vita così tanto che lavorerai per gli avvocati tutta la vita.
Giulia esce dalla stanza e chiama la polizia.
***
Le indagini vanno avanti a lungo. Leonardo prova ad aizzare madre e sorella, che sommergono Giulia di telefonate e minacce, ma Giulia non cede: blocca tutti i loro numeri.
Quando i suoi genitori volevano fare pace, Giulia non apre nemmeno la porta.
O state dalla mia parte, oppure dimenticate il mio indirizzo.
Vostro genero ha picchiato vostra nipotina appena nata. Se per voi questo è normale, non abbiamo più nulla in comune.
Il padre si vergogna, la madre scoppia a piangere, ma vedendo la lividura sulla gamba della nipotina, tacciono.
Entrambi capiscono che la crudeltà verso una creaturina non si può perdonare.
Giulia non si limita a chiedere il divorzio; va anche sul posto di lavoro di Leonardo. Calma, composta, con una cartelletta di incartamenti.
Non fa scenate, non urla: mostra al capo sicurezza dellazienda, un vecchio amico di suo padre, il video della telecamera della baby-sitter ordinata da Leonardo ancora prima che nascesse la figlia.
Nel video cera tutta la verità compreso quel momento nella cameretta.
Leonardo è invitato a dimettersi. La reputazione in quella società è tutto, uno scandalo del genere non lo perdonano a nessuno.
Maria Grazia, la suocera, presa dalla notizia licenziamento del figlio, finisce a letto col mal di testa. Caterina, temendo che Giulia diffonda il video (e conoscendo la reputazione di Giulia tra i conoscenti del marito), improvvisamente smette di scriverle cattiverie.
***
Adesso Giulia vive tranquilla. I soldi magari non bastano sempre, ma non si lamenta.
Leonardo ha lasciato a lei la sua parte dappartamento in conto alimenti, e va benissimo così.
La famiglia dellex marito si è scordata di bambina, il padre non la visita.
Alle nuove conoscenze, Leonardo racconta che non è mai stato sposato.






