Abbiamo davvero bisogno del tuo aiuto! Devi assolutamente aiutarci! – Lo ha detto mia suocera.

Davvero abbiamo bisogno del tuo aiuto! Devi assolutamente aiutarci! mi ha esclamato la suocera.

Che confusione, ho pensato, tirandomi fuori dalla coperta. Era sabato. Luca era andato da sua madre per darle una mano: non riusciva nemmeno a sbrinare il frigorifero da sola. Luca è tornato in fretta, e questo mi ha subito inquietata.

Dove sei?! Venite tutti! ho sentito la voce di Maria, la suocera, mentre ancora sonnecchiavo.
Che ci fa qui? mi sono chiesta, alzandomi a fatica.

Non era lunica ospite. Dietro di lei spuntavano i nipotini di Luca, i figli dei suoi fratelli. Luca rimaneva in silenzio, fissandomi con unombra di colpa.

Passiamo! ordinò la suocera ai piccoli. E tu vieni a dare una mano con il trasloco! Li pagano a 15 euro lora! Fateli andare veloce a caricare e a scaricare tutto!

I nipotini corsero per lappartamento. Luca uscì. Maria mi abbracciò e disse:

Andiamo, dobbiamo parlare.

Il risveglio improvviso mi aveva disorientata. Non riuscivo a capire perché nella nostra casa di Roma fossero comparsi i figli di Luca, perché la suocera fosse lì e chi stesse traslocando. Non mi piaceva affatto quello che stava succedendo. Maria mise il bollitore e mi chiese:

Vuoi tè o caffè?
Caffè! risposi, sorpresa.

Maria era ancor più misteriosa del solito; di solito non mi parlava, o se lo faceva, mi insultava e umiliava.
Cosa vuoi da me? le chiesi subito.

Ma la suocera non ebbe il tempo di rispondere: un frastuono di vetri rotti riecheggiò. Corse con me nella stanza, dove i nipotini stavano accanto a un vaso frantumato.

Basta! Accendete la televisione, sedetevi sul divano e guardate un cartone! ordinò Maria. Mi capite?
Sì, nonna, capiamo! risposero i ragazzi, correndo in unaltra stanza.

Maria pulì il disordine e poi ci diresse verso la cucina, quando la porta dingresso sbatté.

Dove mettiamo il letto? chiese qualcuno.
Lì rispose Luca.

Uscendo per vedere, non trovai un letto vero, ma i pezzi di un lettino a castello, quello dei figli della sorella di Luca, gli stessi che avevano appena rotto il mio vaso preferito.

Che succede? dissi.
Non ti preoccupare! Ginevra è finita in ospedale da un mese o due, e mia madre non riesce a gestire i nipotini. Per ora resteranno con noi! rispose la suocera.

In quale ospedale è Ginevra? È una malattia che si cura solo in Thailandia? chiesi.
E come lo sai? rimase sorpresa Maria.

Presi il telefono, aprii la pagina Facebook di Ginevra e le mostrò le foto del volo, poi della spiaggia.

In ospedale? Anche io mi vedrei in quellospedale più di una volta allanno!
Vedi, Ginevra ha lasciato i suoi figli, ha trovato un uomo, ha preso le valigie e se nè andata.
Perché mi menti? mi offesi.

Speriamo che Ginevra torni ragionata.
Accetterai di prenderti i bambini, vero? disse Luca.
E chi lo pensa così? Perché credi che accetterò? Sono indomabili! Distruggeranno tutto! E chi mi pagherà?
Siamo la tua famiglia, abbiamo bisogno di aiuto! Pensate solo ai soldi! ribatté la suocera.

Da quando sono parte della vostra famiglia? Tu stessa mi dicevi che non ero nulla. Cosa è cambiato? Vuoi il mio aiuto? Se me lo chiedessi, forse non avrei rifiutato. Ma hai mentito! Non aiuterò né te né tua figlia, che mi ha umiliato per anni! Portate via i vostri nipoti, il lettino a castello e andatevene subito!

Come puoi farlo? chiese Luca.
Posso! È casa dei miei genitori! Decido io chi ci vive e cosa succede! Ti ricordi quanti anni tua madre e tua sorella mi hanno calunniata? Mi hanno sparso fango! Ti ricordi come Ginevra ha insegnato ai suoi figli a prendermi in giro? I loro figli non vivranno mai qui! Hanno una nonna e anche un papà! Hai quindici minuti per portare via i bambini e le loro cose e andartene!

Luca uscì con la madre e i nipotini. Non tornò più. Mi mandò solo un SMS: “Sei una grande delusione”. E io, finalmente libera, ho capito che non vale la pena combattere per chi non sa rispettare. La vera famiglia non si costruisce con la forza o con i soldi, ma con il rispetto e la sincerità reciproca. Questa consapevolezza è la lezione più preziosa che ho potuto apprendere.

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